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Latte di semi di zucca: gustoso e ricco di proprietà nutrizionali

Autunno, tempo di un ortaggio saporito e ricco di proprietà importanti, la zucca, di cui si consuma tutto. Oltre alla polpa è infatti possibile riutilizzare i suoi semi. Non solo trasformandoli in uno snack sano, tostandoli nel forno, ma anche per preparare il latte di semi di zucca, un’ottima bevanda vegetale perfetta per gli intolleranti al lattosio.

Latte di semi di zucca: proprietà

I semi di zucca, indispensabili per preparare il latte, sono composti per il 50% di grassi buoni, quali acido linoleico e oleico, parenti stretti degli Omega3. Sia i semi che il latte che se ne ricava forniscono inoltre:

  • una gran quantità di vitamine (soprattutto del gruppo A e B)
  • un buon livello di minerali (soprattutto magnesio, fosforo e zinco)
  • tante proteine vegetali

Ricchi di sostanze ad azione vermifuga, sono dei veri e propri integratori naturali che combattono i batteri intestinali, causa di disbiosi e di alterazione della flora batterica, consigliati in caso di intestino irritabile.

Latte di semi di girasole: benefici

Il latte vegetale ottenuto dai semi di zucca fornisce praticamente gli stessi benefici nutrizionali della zucca e dell’olio di semi di zucca, poiché mantiene intatta la sua ricchezza nutrizionale.

Latte di semi di zucca

Sulla base delle sue proprietà nutrizionali, ecco quali sono i benefici di questa bevanda a base di semi di zucca:

  • aiuta a mantenere un buon sistema cardiovascolare
  • protegge la salute della pelle
  • combatte la caduta dei capelli
  • mantiene stabile i livelli di zucchero nel sangue
  • rafforza la vista grazie al buon contenuto di vitamina A
  • aiuta a rafforzare le nostre difese per la presenza di zinco
  • migliora la fertilità negli uomini
  • allevia i problemi alla prostata
  • facilita l’eliminazione dei parassiti intestinali

Latte di semi di zucca: controindicazioni

I semi di zucca sono piuttosto calorici, si consiglia, pertanto, di non esagerare con l’assunzione del latte da essi ricavato, soprattutto in caso di sovrappeso.

Come per qualsiasi alimento, anche i semi di zucca possono dare allergia. Meglio assicurarsi di non soffrirne.

Latte di semi di zucca: la ricetta

Ecco ora la ricetta per preparare il latte di semi di zucca. Ingredienti:

Preparazione. Lasciate i semi di zucca in ammollo nell’acqua per almeno 6 ore (meglio se tutta la notte). Tritate accuratamente prima i soli semi, riducendoli in polvere, e poi frullate aggiungendo l’acqua a filo. Filtrate con un colino a trama fitta, meglio ancora se ricoperto da uno telo di lino o cotone. Schiacciate col dorso di un cucchiaio e poi strizzate anche con le mani.

Latte di semi di zucca

Per addolcire, aggiungete il dolcificante preferito, come miele, stevia o zucchero di canna integrale. In alternativa si può aromatizzare con un pizzico di cannella.

Latte di semi di zucca: consigli e alternative

Con l’okara ottenuta, ossia la polpa dei semi di zucca rimasta nel filtro, si possono preparare impasti per ricette sia dolci che salate, come cracker, muffin, biscotti, ma anche burger e polpette.

Privo di lattosio, il latte di semi di zucca, può essere tranquillamente assunto dagli intolleranti al lattosio. Tuttavia, dato il suo scarso contenuto di calcio, affinché diventi una eccellente alternativa nutrizionale al latte vaccino, si consiglia di aggiungere una manciata di mandorle alla ricetta.

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Scopriamo le tre razze di segugio francese: Ariegeois, Porcelaine e Tricolore

Oggi vi presentiamo il segugio francese. Non si tratta però di un cane ben specifico: a tale denominazione corrispondono infatti ben tre specie canine differenti. Scopriamole insieme un po’ più nel dettaglio.

Segugio francese Ariegeois

L’Ariegeois è una delle razze di segugio francese più giovane. Creata un centinaio d’anni fa circa, grazie a degli incroci tra altre razze di segugi francesi, è un cane molto affettuoso con la sua famiglia e soprattutto con i bambini.

Origini del segugio francese Ariegeois

Questo segugio è la combinazione di altri tre cani francesi: il Cane d’Artois, il Gascon Saintongeois e il Grand Bleu de Gascon.

Durante il Medioevo, la caccia con i segugi era un’attività riservata alla nobiltà francese. Attività che però, durante la Rivoluzione francese, iniziò ad espandersi anche tra i componenti del ceto medio, i quali tuttavia non potevano permettersi dei cani grandi come il Gascon Saintongeois e il Grand Bleu de Gascon, e così ripiegarono sul Cane d’Artois.

Ad un certo punto, tra il 1880 e il primo decennio del 1900, i cacciatori d’Ariege decisero di sviluppare una razza di segugi unica, su modello del Cane d’Artois. Ed è così che nacque la specie del segugio francese Ariegeois, molto somigliante ai suoi antenati il Grand Bleu de Gascogne e Gascon-Saintongeois, ma con la taglia e il carattere del Cane d’Artois.

L’Ariegeois, diffuso quasi esclusivamente entro i confini francesi, rappresenta una delle razze meglio riuscite tra tutti i segugi francesi.

segugio francese
Un cucciolo di Ariegeois

Aspetto dell’Ariegeois

Molto simile ad altre razze di segugi francesi, l’Ariegeois si differenzia solo per la taglia: più piccolo del Grand Bleu de Gascogne e del Gascon-Saintongeois ma con una muscolatura molto sviluppata e ben definita.

Proporzionato in tutte le sue parti, come altri segugi, anche l’Ariegeois ha della pelle in più che pende dal muso, ma meno estesa rispetto ad altre razze.

Ecco le sue caratteristiche:

  • peso: 28-30 kg
  • lunghezza: i maschi misurano 52–58 cm, le femmine 50–56 cm
  • manto: a pelo corto, fitto e sottile
  • naso: nero e sporgente e nero
  • orecchie: lunghe, pendenti e piuttosto larghe
  • occhi: di solito marroni, hanno un’espressione sveglia e in allerta
  • collo: snello e leggermente incurvato
  • petto: stretto e profondo con le costole sporgenti
  • zampe: quelle anteriori devono essere dritte, mentre quelle posteriori – che devono essere molto più forti – sono possenti
  • coda: leggermente incurvata

Per quanto riguarda il colore del manto, esiste solo un determinato set di colore per questa razza: la base del manto dell’Ariegeois è bianca con striature nere concentrate soprattutto sulla testa, sulle orecchie e intorno agli occhi.

Carattere dell’Ariegeois

Docile, affettuoso e giocherellone, ma anche intelligente e obbediente, è leale con i suoi proprietari e molto affettuoso con i bambini. Date le sue origini come cane da caccia, ha tanta energia e necessita di uscire spesso.

A causa del loro istinto cacciatore, gli Ariegeois non socializzano facilmente con gli altri animali e abbaiano molto. Entrambi i problemi possono essere risolti con l’addestramento e l’esercizio.

Diffusione e impieghi dell’Ariegeois

La popolarità di questo cane non ha mai oltrepassato i territori del sud-ovest della Francia dove viene impiegato soprattutto per la caccia alle lepri e alla selvaggina.

Salute e cure

L’Ariegeois è una razza generalmente sana che non presenta particolari problemi, né predisposizioni a malattie genetiche, visto anche la sua recente creazione.

Spesso soffre di infezioni all’orecchio a causa delle orecchie lunghe e pendenti. Problema comunque facile da prevenire con una pulizia regolare.

Il pelo corto e liscio è facile da spazzolare, soprattutto durante il periodo di muta.

La razza ha una speranza di vita di 10-12 anni.

Prezzo del Segugio francese di Ariegeois

Il prezzo di un cucciolo, dotato di vaccinazione e già sverminato, si aggira intorno ai 500,00 euro, ma può variare sensibilmente a seconda del pedigree e del luogo di acquisto.

Segugio francese Porcelaine

Parliamo ora del più antico tra tutti i segugi francesi. Il segugio francese porcelaine è un segugio adatto alla caccia di ogni tipo di animale selvatico.

Storia del Segugio francese Porcelaine

Scomparso durante gli anni della Rivoluzione Francese, questa razza venne ricostruita nel 1845, per volontà di alcuni allevatori svizzeri. Il nome si riferisce ai meravigliosi riflessi del manto che lo sembrare davvero un cane di “porcellana”.

Aspetto del Porcelaine

Un esemplare maschio di Porcelaine è alto, al garrese, circa 55-58 cm, mentre le femmine sono più basse di circa 5 cm più basse in media.
Maschio e femmina sono comunque simili nella struttura. Vediamo le varie parti:

  • tronco: grande e piuttosto squadrato, è comunque armonioso e non tozzo
  • arti: asciutti ma senza essere esili
  • coda: piuttosto lunga e ricurva, è molto robusta alla radice e più affilata verso la punta
  • testa: la tipica che caratterizza tutti i segugi
  • tartufo: grande e scuro
  • occhi: neri e ben incassati, hanno un’espressione sveglia e intelligente ma dolce al tempo stesso
  • orecchie: lunghe, sottili e lievemente ripiegate, con una forma a punta
  • manto: raso, fine e brillante, si caratterizza per il fantastico color bianco candido e caldo, che può essere macchiato con l’arancione in alcune zone.
segugio francese
Il manto candido di questa razza ha ispirato il nome Porcelaine.

Carattere del Porcelaine

La sua indole da cane segugio non lo ha mai abbandonato, il Porcelaine è pertanto un cane adatto a stare all’aperto e in luoghi dove si sente libero. Ha un carattere forte e grintoso che esprime soprattutto durante la caccia; quando è a riposo, diventa dolce e tranquillo, e molto amichevole con la famiglia e con i bambini.

Allevamento e prezzo del segugio francese Porcelaine

Da quanto risulta dal sito dell’ENCI, in Italia è presente un solo allevamento di Porcelaine, e più precisamente in provincia di Perugia. Molto più numerosi, invece, gli allevamenti in Francia. Per conoscere con precisione il prezzo di un esemplare, consigliamo di rivolgersi direttamente all’allevamento in questione.

Segugio francese Tricolore

Altro tipo di segugio francese è il Chien Français Tricolore, un cane da caccia di taglia grande impiegato per la caccia alla grossa selvaggina (cervo, cinghiale, capriolo).

Origine e storia del Segugio francese tricolore

Di recente creazione (1957), proviene dall’incrocio tra l’Anglo francese tricolore con il Poitevin, il Billy e forse il Blue de Gascogne. Lo standard è stato reso ufficiale nel 1965.

Aspetto del segugio francese tricolore

Muscoloso, strutturato e dal portamento elegante, questo cane è un esemplare dalla grande intelligenza, lo spirito indipendente e l’anima sportiva.

Osserviamolo più da vicino.

  • taglia: grande
  • pelo: raso e tricolore: vivace o ramato, nero e bianco
  • occhi: grandi e scuri, dall’espressione intelligente
  • testa: allungata con la protuberanza occipitale marcata
  • orecchie: larghe, attaccate sopra l’occhio, e rivolte un po’ in avanti, ma non troppo flessibili
  • coda: portata in alto e con eleganza, è piuttosto lunga
segugio francese tricolore
Un bellissimo esemplare di tricolore in tutto il suo splendore.

Carattere del Segugio francese tricolore

Indipendente, ossessionato dagli odori e poco incline alle dimostrazioni d’affetto, il segugio francese tricolore non è l’esempio perfetto di cane da compagnia.

Sempre vigile, è raro vederlo tranquillo. È infatti un cane da lavoro molto disciplinato e dal fiuto incredibile.

Per le sue doti, è un cane indipendente che dà poca confidenza a chi non conosce.

Si tratta di un cane esclusivamente adatto a padroni cacciatori e/o sportivi, dotati di una certa esperienza in termini di educazione e comportamento canino.

Per nulla adatto alla vita domestica.

Compatibilità

Il suo forte istinto da cacciatore non gli consente di vivere serenamente con altri animali da compagnia.

Impieghi del segugio francese tricolore

Cane da muta per selvaggina di taglia grande è un cane attivo e resistente. Lavoratore instancabile, viene utilizzato soprattutto per la caccia al cervo e al cinghiale.

Cura e alimentazione

Dal pelo raso, non ha bisogno di essere spazzolato regolarmente.

L’alimentazione deve essere adatta al suo stile di vita, all’attività quotidiana, età e stato di salute. Qualunque sia la tipologia di cibo, l’importante è che gli venga somministrata ad almeno un’ora di distanza dal termine dell’attività fisica.

Malattie

Il segugio francese tricolore non soffre di patologie particolari.

Costo del Segugio francese tricolore

Il prezzo del Segugio francese tricolore varia a seconda delle sue origini, età e sesso. La sua poca diffusione sul territorio non consente di conoscere il prezzo medio di un cucciolo con pedigree, ma di norma il prezzo orientativo dovrebbe aggirarsi intorno ai 700 euro. Per quanto riguarda il budget mensile medio, invece, bisogna contare circa 40€.

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Quali sono le piante annuali da conoscere assolutamente

Le piante annuali sono vegetali in grado di compiere il loro ciclo di vita in un anno o poche stagioni. L’ultimo periodo dello sviluppo è dedicato alla moltiplicazione poiché la pianta produce semi che consentiranno di propagare la specie nell’anno successivo. Ecco tutto quel che c’è da sapere sulle piante annuali e sulle tecniche per coltivarle in giardino e in vaso.

Definizione di piante annuali

Le piante annuali sono definite tali poiché compiono il loro ciclo di vita vegetativo in un anno, una o due stagioni. La loro prerogativa è quella di dedicare l’ultima fase della vita vegetativa alla produzione di semi di varie dimensioni che serviranno alla propagazione nell’anno successivo.

In botanica, sono considerate annuali anche tutte quelle specie esotiche non sopravvivono a condizioni climatiche avverse che si verificano con l’avvicendarsi delle stagioni.

piante annuali
La verbena

A differenza delle piante biennali, le annuali possono avere diversi periodi di fioritura. Ce ne sono di moltissime varietà e tipologie e l’elenco è davvero sterminato. Generalmente si distinguono due tipologie principali:

  • Specie da seminare a primavera con fioritura estiva
  • Specie da seminare in autunno e con fioritura tardo-invernale

Queste ultime sono definite anche semi-rustiche poiché resistono anche a temperature molto basse. Le piante annuali sono per lo più erbacee dagli apparati fogliari molto sviluppati e dalle fioriture di colori intensi e vivaci. Non a caso, sono utilizzate in giardinaggio per decorare aiuole e bordure. Per la facilità di coltivazione, possono essere poste a dimora sia in vaso che in piena terra.

piante annuali
La malva

Le varietà principali di piante annuali

La coltivazione delle annuali deve iniziare con la scelta delle varietà più adatte al tipo di terreno, di clima e alle esigenze colturali della pianta stessa, rapportate al tempo che potremo dedicarle.

Tra le piante annuali da giardino e da vaso più apprezzate, come non citare la verbena, la petunia, la viola cornuta, l’alisso, la begonia, la bocca di leone, la calendula, la campanella, il fiordaliso, il geranio, il girasole, la malva, la primula e il garofano indiano.

piante annuali
La primula

Le annuali sono utili per scandire i ritmi stagionali e comporre aiuole miste. Il consiglio è di acquistarle in vivaio o nei negozi specializzati  in vasetti o vaschette da trapiantare nel giro di pochi giorni.  Se invece volete cimentarvi nella coltivazione a partire dal seme, allora potrete mettere alla prova il vostro pollice verde acquistando direttamente le sementi.

La coltivazione

Ricordate che si tratta di piante dall’apparato radicolare molto superficiale, sensibile alla siccità, ai ristagni idrici e bisognoso di terreno arricchito di nutrimento e ben drenato.

Scegliere le piante annuali più adatte al giardino, per esempio, significa valutare bene l’esposizione solare dello spazio a disposizione e le temperature medie che vi si registrano. Nelle regioni climatiche più fredde con estati tiepide il consiglio è di prediligere le specie con fioritura invernale come l’aster e altre specie di montagna. Nelle regioni climatiche più calde vanno bene tutte le piante annuali a fioritura estiva a patto che godano di una buona esposizione. Tra queste, ricordiamo la calendula, la pratolina e la felicia.

piante annuali
Il Geranio

Piante annuali da fiore

Il grande vantaggio delle piante annuali è che ne esistono una grandissima varietà per tutte le stagioni dell’anno. Coltivarle, quindi, vuol dire assicurarsi una bella macchia di colore sia in estate che in inverno, sopratutto se si ha la fortuna di vivere in zone climatiche miti. Abbinate alle biennali, queste piante regaleranno molte soddisfazioni sia in giardino che in balcone, rallegrando il vostro spazio verde con bellissime e scenografiche fioriture.

In inverno si trovano in commercio calendule, pratoline, primule e viole. Man mano che ci si avvicina alla primavera i vivai si popolano di specie da giardino come l‘agerato, le bocche di leone, le campanule, i garofani, le gerbere, i ranuncoli, le tagete.

La primavera è un’esplosione di bulbose dalle fioriture variopinte come gerani, primule, tulipani e begonie. Verso la fine della stagione inizia la disponibilità di annuali estive: impatiens, margherite, pervinche, petuniesurfinie, verbene

In autunno, infine, ci sono i crisantemi, i girasoli tardivi, ciclamini, cavoli ornamentali, eriche, peperoncini ornamentali e le viole. Tra le piante annuali che producono fiori, c’è  anche la portulaca che si coltiva da metà giugno. Oppure la lobelia che produce meravigliosi fiori blu, azzurri, bianchi, rosa o rossi.

Piante annuali: elenco

Come detto, l’elenco delle piante annuali è davvero infinito. Tuttavia, si possono individuare alcune specie più rappresentative che vengono utilizzate per la coltivazione in giardino e in vaso. Alcune di esse sono particolarmente adatte per decorare balconi, davanzali e ringhiere e prediligono un’esposizione in pieno sole.

Ecco una selezione delle piante annuali più belle, colorate e facili da coltivare:

  • Bocca di leone (Antirrhinum majus): è una pianta perenne coltivata come annuale. Fiorisce da giugno a metà autunno, con grande varietà di colori.
  • Calendula (Calendula officinalis): fiorisce dalla primavera a fine estate nei toni del giallo e dell’arancione.
  • Campanella (Campanula spp.): fiorisce in colorazioni che vanno dal bianco al celeste, dal blu al viola.
  • Dimorfoteca (Dimorphotheca spp.): è uan sorta di margherita di colore rosa, bianco, giallo, rosso o viola. Ha fioriture lunghissime che iniziano al principio della primavera fino alle prime gelate invernali.
  • Flox (Phlox drummondii): fiorisce da giugno a settembre.
piante annuali
La Gazania
  • Garofano e garofanino (Dianthus spp.): fiorisce da giugno a ottobre e, a seconda della varietà.
  • Gazania (Gazania spp.): fiori gialli, arancio, rosso, rosa, che compaiono da maggio a ottobre; si schiudono in pieno sole e si chiudono di sera.
  • Petunia (Petunia hybrida): fiorisce abbondantemente da maggio all’autunno in quasi tutte le colorazioni. Ne esistono di diverse le varietà a seconda del portamento e delle corolle.  Può vivere bene anche a mezz’ombra.
  • Tagete o garofano indiano (Tagetes patula): fiorisce da giugno a ottobre con fiori gialli e arancioni.
  • Verbena comune (Verbena hybrida): fiorisce da giugno a ottobre nelle tonalità di viola.
  • Viola del pensiero (Viola tricolor): fiorisce da fine estate fino a primavera inoltrata.
  • Zinnia comune (Zinnia elegans): fiorisce da giugno a ottobre in svariate colorazioni.

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La pianta di Croton, una diffusa pianta da appartamento dalle bellissime foglie variegate

Sarà capitato a tutti, prima o poi, di aver ricevuto in regalo la pianta nota col nome di Croton. Pianta ornamentale da appartamento molto diffusa, fa sempre una bella figura per le sue bellissime e particolari foglie: per forma, colore e lucentezza. Tanto bella quanto purtroppo molto delicata. Se ne avete una in casa, leggete attentamente la nostra guida dove vi diamo tanti utili consigli per curarla e mantenerla al meglio.

Caratteristiche del Croton

Il Croton è una pianta arbustiva appartenente alla famiglia delle Euforbiacee, originaria dell’India e della Malesia, che viene coltivata anche alle nostre latitudini per puro scopo ornamentale.

Nel suo habitat naturale, il Croton è un grande arbusto ramificato a portamento cespuglioso, ma le specie scelte come piante da appartamento, invece, sono di formato ridotto.

Le foglie più grandi sono abbastanza spesse e resistenti. Attaccate al fusto mediante un corto e robusto picciolo, hanno forma a spirale, nastriforme o leggermente arrotolata e in diverse tonalità di colore che variano dal verde più o meno intenso variegato con bianco, rosa, rosso, arancione, giallo, viola e marrone.

I fiori, molto meno decorativi rispetto alle foglie, sono delle infiorescenze bianche che spuntano all’interno di una coppa formata da 5 brattee.

Etimologia

Il suo nome scientifico, Codiaeum, deriva da “Kodiho”, denominazione attribuitagli nel suo luogo d’origine, ossia in Malesia. Molto probabilmente tale termine si rifà ad un corrispettivo greco che significa “capo”, a indicare l’usanza degli indigeni di intrecciare le foglie di questa pianta per farne ghirlande da portare in occasione di importanti cerimonie religiose.

Varietà di Croton

Le varietà esistenti di Croton sono tantissime – di cui alcune ibride ottenute da incroci di varietà diverse – e che differiscono tra loro per il diverso colore delle foglie. Tutte sono comunque molto ornamentali, ricordiamo le principali:

  • Croton o Codiaeum variegatum pictum, ha un portamento colonnare e fusti alti circa 1, 5 m ricoperti da foglie nastriformi di colore verde scuro
  • Croton o Codiaeum variegatum Sunny Star, si tratta della varietà più resistente al freddo e alla siccità. I suoi arbusti presentano foglie lanceolate di color giallo oro con zone apicali verde scuro
  • Croton o Codiaeum variegatum Gold Sun, varietà a sviluppo arbustivo con foglie ovali verde chiaro e chiazze gialle
  • Croton o Codiaeum Petra, varietà di alto pregio ornamentale: ha foglie ovate, colorate di verde, screziate di rosso o di giallo lungo le nervature; le tonalità variano in base all’intensità della luce

Coltivazione della pianta di Croton in giardino

Essendo una pianta tropicale necessita di un ambiente caldo umido. Per questo è molto delicata e complessa da coltivare, sia in appartamento che in giardino. Questa seconda opzione è tra l’altro possibile unicamente nelle zone in cui le temperature rimangono medie per gran parte dell’anno.

Con le adeguate condizioni climatiche, produce dei fiori bianchi maschi dalla forma a stella e dei fiori femmina senza petali e giallastri.

pianta di Croton

Coltivazione della pianta di Croton in casa

Si trova facilmente da qualsiasi fioraio, ma anche online e all’Ikea.

Partiamo comunque dalla premessa che è una pianta estremamente delicata e, come tale, è delicatissima. Se la acquistate, in termini di durata, pensatela più come ad un mazzo di fiori piuttosto che ad una pianta.

Cura e manutenzione

Comunque sia, se ne avete un esemplare in casa, ecco una serie di consigli per curarla e farla durare il più possibile.

Clima e temperatura

La temperatura ideale per questa pianta è tra i 16° e i 18°C, con un buon tasso di umidità. Non va assolutamente sottoposta agli sbalzi termici o esposta al sole diretto.

Esposizione

Basta collocarla in un angolo luminoso avendo cura di tanto in tanto di ruotarla a 360 gradi. Da evitare le zone vicine a stufe, termosifoni, camini e porte d’ingresso. Se le foglie tendono a rimanere verdi, significa che la pianta non sta ricevendo sufficiente luce, occorre quindi trovarle una nuova sistemazione.

Terreno

Cresce bene nei i terricci umidi, leggermente acidi e ben drenati. L’ideale è un miscuglio formato da circa 2/3 di terriccio universale, 1/3 terzo di humus o compost o terriccio di foglie, e una manciata di sabbia.

Annaffiatura

Necessita di apporti idrici regolari e abbondanti tutto l’anno, utilizzando acqua a temperatura ambiente. Il terriccio deve essere mantenuto sempre umido, evitando però la formazione di ristagni. In estate vanno praticate settimanalmente delle nebulizzazioni con acqua distillata sulle foglie.

Concimazione

Dalla primavera all’autunno, occorre somministrare un fertilizzante liquido ogni 20-30 giorni; nel periodo autunno-inverno sono sufficienti concimazioni bimestrali.

Potatura

Si consiglia di effettuare, in primavera, una leggera potatura degli apici per favorire la crescita più rigogliosa del fogliame colorato.

Rinvaso

Il Croton necessita di rinvasi annuali da effettuare in primavera. I vasi utilizzati devono sempre avere un diametro leggermente più grande del precedente, al massimo di 25 cm. Negli anni successivi, è sufficiente rimuovere 3 cm di terriccio e sostituirlo con uno fresco, soffice e fertile.

croton variegato o Codiaeum variegatum
Il potenziale ornamentale di questa pianta è sorprendente e tutto da esplorare.

Moltiplicazione del Croton

Il Croton si propaga mediante talea, da effettuare in primavera. Prelevare porzioni apicali del fusto con 5-6 foglie e metterle a radicare in un contenitore contenente terriccio misto o di tipo universale. Coprire con un foglio di plastica trasparente da rimuovere nelle ore più calde della giornata.

Malattie, parassiti e altre avversità

l principali nemici della pianta di Croton sono:

  • la cocciniglia bruna, che provoca delle macchie scure sulle foglie
  • il ragnetto rosso, facilmente identificabile per la presenza di piccole ragnatele sotto le foglie e tra gli steli
  • il marciume radicale causato dal ristagno idrico

La pianta di Croton perde le foglie

Se la pianta appare deperita e perde le foglie, significa che sta soffrendo per la poca luce, va quindi immediatamente trasferita in un ambiente più illuminato e con una temperatura non superiore ai 20 gradi.

Se le foglie sono piegate verso il basso e i fusti si presentano deboli e spogli, vuol dire invece che c’è aria troppo secca oppure una temperatura troppo bassa; anche in questo caso, spostare la pianta in un ambiente più caldo ed umido.

Usi della pianta di Croton

Oltre ad essere apprezzata per la bellezza del fogliame altamente decorativo, e quindi perfetto elemento d’arredo da interni, la pianta di Croton è riconosciuta anche come pianta depuratrice poiché è capace di assorbire e metabolizzare le sostanze tossiche, come il benzene e la formaldeide.

Proprietà

Nelle zone di origine, le varie parti della pianta di Croton vengono usate per le loro proprietà medicamentose:

  • dalle foglie si ottengono ottime tisane
  • la corteccia, ridotta in polvere, viene usata per le infezioni intestinali ma anche come polvere aromatizzante
  • dai semi ottiene un olio con proprietà lassative

La pianta di Croton è velenosa?

Il lattice bianco che fuoriesce dai rami quando vengono spezzati è altamente tossico sia per l’uomo che per gli animali domestici.

Indossare sempre i guanti quando si maneggiano le foglie e quando si effettuano particolari operazioni come la potatura.

Significato

Nel linguaggio dei fiori, Croton significa “capriccio”, in riferimento al suo fogliame volubile e variopinto. È abbastanza esplicito il messaggio che si vuole trasmettere quando la si regala!

Curiosità

Pur essendo una delle piante più decorative, la pianta di Croton ha una vita piuttosto limitata.

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Alcune piante urticanti per l’uomo e gli animali che dovete conoscere

Le piante urticanti sembrano a prima vista del tutto innocue, eppure possono essere davvero sgradevoli, per non dire pericolose anche al minimo contatto. Se ingerite, alcune sono addirittura tossiche e possono mettere a serio rischio la vita di persone e animali domestici.

Come se non bastasse la loro presenza è largamente diffusa nei prati, giardini e sentieri di casa nostra, quindi è molto facile imbattercisi. Ecco perché è importante saperle conoscere, riconoscere ed evitarle accuratamente. Vi proponiamo una guida completa con i consigli utili per riuscirci e per proteggere la nostra salute e quella dei nostri amici a quattro zampe.

Piante urticanti per l’uomo

Guardare. ma non toccare: è questa la prima regola del buon senso quando ci imbattiamo in una pianta urticante. Certo, riconoscerle non è sempre facile, ma con le giuste precauzioni e qualche informazione utile, è possibile evitare sgradevoli ‘incidenti’ di percorso, molto frequenti nella bella stagione.

SCOPRI: Rimedi naturali per allergie alimentari

piante urticanti

Tra reazioni allergiche, dermatiti pruriginose, dermatiti da contatto, la lista delle conseguenze che può provocare il contatto anche accidentale con una di queste piante è davvero infinita. Ed altrettanto lungo è l’elenco delle piante urticanti diffuse nei nostri prati e giardini.

Abbiamo selezionato per voi 5 piante urticanti per l’uomo più comuni e facili da incontrare durante una gita fuori porta o una semplice passeggiata nel parco. Ecco di quali si tratta:

  • Panace di Mantegazza (Heracleum mantegazzianum)

Pianta di origine caucasica introdotta in italia dagli inglesi a scopo ornamentale. La linfa prodotta da questa pianta provoca nell’uomo ustioni della pelle, arrossamenti, eruzioni cutanee estese, bolle o vesciche che possono sfociare in lesioni anche permanenti. Ancora più pericoloso il contatto con gli occhi che può indurre addirittura la perdita permanente della vista.

piante urticanti

Ad innescare simili reazioni sono i furocumarinici contenuti in tutte le parti (aeree e non) della pianta. Le manifestazioni cutanee sarebbero accelerate dai raggi ultravioletti, quindi se di viene in contatto con questa pianta è molto importante proteggersi immediatamente dal sole. In Italia si trova in Piemonte, Valle D’Aosta, Liguria occidentale, Lombardia settentrionale, Veneto e Trentino.

Tanto bello e incantevole quanto pericoloso per l’uomo. Ecco una pianta dalle fattezze ammalianti e ingannatrici che può davvero rappresentare un pericolo mortale per la nostra salute. Basti pensare che è una delle piante erbacee più tossiche della flora italiana.

E’ diffusa sopratutto nelle zone alpine ma viene coltivata nei giardini per i bellissimi steli fioriti di lilla e viola intenso che è capace di regalare.

piante urticanti

La colpa, in questo caso, è dell’aconitina, una sostanza velenosa che può scatenare reazioni violente in tutto il corpo anche in piccolissime quantità. Si va dalla paralisi cardiaca al vomito, diarrea, crisi respiratoria e, nei casi più gravi, coma e morte.

  • Bosso (Buxus sempervirens)

Leggere il nome di questa pianta nell’elenco delle piante urticanti potrebbe suscitare qualche perplessità. Eppure, il bosso è potenzialmente pericoloso sia per uomini che per animali. Ad essere precisi, tutte le parti del bosso sono velenose nonostante sia una delle varietà più coltivare per creare siepi, aiuole e muri verdi. Molto diffuso nelle zone alpine e appenniniche dove cresce anche spontaneamente, il bosso è ricco di alcaloidi, fra cui la bussina, estremamente tossici che possono provocare vomito, problemi gastrointestinali e dermatiti.

  • Ailanto (Ailanthus)

Il contatto con i fiori e le foglie di questa pianta è responsabile di violenti rush di dermatite allergica. Considerando, poi, che è un’infestante non è difficile imbattersi in intere distese urticanti di ailanto. A molti di noi il nome non dirà niente, ma la conosciamo tutti benissimo. Si tratta di una specie arbustiva che si è adatta perfettamente al nostro clima e anche agli ambienti antropizzati più impensabili.

piante urticanti

La si scorge facilmente sui marciapiedi, lungo i binari dei treni e negli spazi incolti. Alcuni esemplari possono raggiungere altezze notevoli. A molti è nota anche con il nome di ‘Albero del Paradiso’ ed è diffusa nei giardini di tutta Italia anche come pianta ornamentale.

Vi siete mai chiesti perché le foglie dell’ortica pungono e irritano la pelle? All’interno della peluria che avvolge le foglie e i rami di questa pianta è racchiuso un liquido contenente diverse sostanze, tra cui istamina, serotonina e acido formico. Sono queste sostanze a determinare l’effetto urticante dell’ortica.

piante urticanti

Quando entriamo in contatto con le parti aeree della pianta, i peli dell’ortica rilasciano queste sostanze azionando una sorta di meccanismo di difesa. Il risultato è la fastidiosa puntura che avvertiamo sulla pelle e le altrettanto sgradevoli manifestazioni cutanee che vediamo comparire subito dopo… Fortunatamente, per quanto fastidiose, le punture di ortica sono abbastanza innocue.

Piante urticanti per i gatti

Dopo aver parlato di piante velenose per i gatti, vediamo quali sono le piante urticanti che possono nuocere al nostro micio e come comportarsi in caso di contatto.

Molte delle piante che troverete in elenco sono di uso comune nelle nostre case. Eppure, provocano irritazioni nel tratto gastrointestinale dell’animale possono generare rossore, infiammazioni, prurito e sintomi anche più gravi. La sintomatologia varia in funzione della quantità ingerita o del tempo in cui il gatto è rimasto in contatto con le parti urticanti della pianta.

piante urticanti

  • Ciclamino

    Il comune ciclamino è pericoloso per il nostro micio. La parte più tossica, però, è la radice quindi è sufficiente prestare attenzione a che il gatto non scavi in giardino o nei vasi e venga a contatto con occhi e musetto con l’apparato radicolare della pianta.

  • Lilium

    Qui la tossicità varia a seconda delle varietà.  Quelle più pericolose per i gatti sono il  Tigre, l’Asiatico o l’Easter.
    In caso di ingestione occorre correre immediatamente nel pronto soccorso veterinario più vicino.

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  • Narciso

    Anche il narciso, nonostante sia un fiore dall’aspetto meraviglioso e apparentemente innocuo, può essere tossico, sia per uomini che per animali. Nel gatto, in particolare, provoca  irritazione della pelle e schiuma/bava.

  • Mughetto

    Un altra pianta fiorifera deliziosa e profumata quanto pericolosa per il nostro amico peloso. L’ingestione e il contatto con questo fiore provoca nel gatto vomito, diarrea, scompensi cardiaci e irritazioni violente.

piante urticanti

  • Tulipano

    Un altro insospettabile illustre che rientra a pieno titolo nella lista delle piante pericolose per cani e gatti. Anche i tulipani presentano livelli di tossicità da non ignorare. La tossicità di questa pianta aumenta man mano che ci si avvicina al bulbo. I primi segni di avvelenamento sono bava, prurito, aritmia e difficoltà respiratorie.

Piante urticanti per i cani

Nella nostra guida alle piante velenose per i cani abbiamo illustrato alcune delle erbe e piante più pericolose per la vita del nostro amico a 4 zampe. Eppure, occorre fare attenzione anche alle varietà presenti in questo elenco. Nono sono mortali, ma possono scatenare delle reazioni gravi, specie se non curate tempestivamente.

  • Calta palustre: genera dermatite da contatto nel cane e in altri quadrupedi.
  • Croton: è tossica nelle foglie e nel fusto. I sintomi del contatto con queste parti della pianta sono febbre, eczemi, vomito, coliche e diarrea.

piante urticanti

  • Dafne: provoca bruciore alla bocca, convulsioni e diarrea
  • Monstera: il contatto causa dermatiti, edemi a labbra e lingua, ipersalivazione, emorragie gengivali.
  • Stella di Natale: la sostanza lattiginosa prodotta dalle foglie rosse può provocare irritazione oculare, cheratiti, lacrimazione, congiuntivite, stomatiti, vomito.
  • Erba medica: può causare dermatiti.

Consigli utili

Se non avete la possibilità di recarvi subito da un veterinario, tenete a mente questi consigli pratici:

  • Rimuovete eventuali parti della pianta ancora in contatto con il gatto
  • Lavate l’animale con acqua tiepida e sapone neutro
  • Portate con voi una parte della pianta dal veterinario

Piante urticanti marine

Anche in mare, purtroppo, il pericolo di venire in contatto con delle piante urticanti resta in agguato. Nel Mediterraneo la minaccia principale è rappresentata dalla cosiddetta alga tossica (Ostreopsis ovata), una microalga che vive sopra le comuni alghe da scoglio.

Essendo molto piccola non si vede facilmente, ma quando fiorisce diventa molto sgradevole.

piante urticanti

La sensazione che provoca il contatto con le sostanze rilasciate dalla fioritura di questa alga è simile alla puntura della medusa. La sensazione immediata è di bruciore e prurito inteso, accelerata dall’acqua calda e il sole. Essendo trasportate anche dagli spruzzi d’acqua e dalle correnti, inoltre, le tossine possono essere anche inalate e venire a contatto con le mucose di occhi, naso e bocca. I sintomi più gravi sono:

  • difficoltà respiratoria
  • tosse
  • vertigini
  • febbre
  • nausea
  • vomito
  • diarrea
  • bruciore agli occhi.

Niente paura: tutto passa in 24 o 48 ore in modo spontaneo. Ad ogni modo è bene allontanarsi dalla riva, sciacquare bocca, naso e occhi con acqua dolce e portarsi in luogo riparato dal sole e ventilato.

Piante urticanti rimedi

Se avete la sfortuna di venire in contatto con una pianta urticante, la prima cosa da fare è evitare in tutti i modi di grattare la pelle irritata. Questo aumenterà il bruciore e potrebbe provocare delle lesioni sull’epidermide che potrebbero infettarsi.

Se l’irritazione è particolarmente e fastidiosa si possono praticare impacchi di acqua fredda, tiepida o acqua  e amido che è in grado di lenire prurito e arrossamento. Se i sintomi non regrediscono spontaneamente nel giro di 24-48 ore è bene rivolgersi ad uno specialista.

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Erba stella, pianta rustica ideale per arricchire insalate, zuppe e frittate

Per quanto riguarda orto e verdure, l’inverno è la stagione delle piante più rustiche e resistenti. Tra queste troviamo l’Erba stella, conosciuta anche come Minutina. Dall’aroma rinfrescante e leggermente pungente, è perfetta cruda nelle insalate o per aromatizzare ricette di vario tipo. Andiamo a scoprirla insieme in questa guida.

Erba stella, cos’è

L’erba stella, o minutina (nome scientifico Plantago coronopus) è un pianta annuale appartenente alla famiglia delle Plantaginaceae. Caratterizzata da lunghe foglie filiformi somiglia molto all’erba dei prati, soprattutto nelle fasi iniziali. Poi, a mano a mano che cresce, le sue foglie si allargano, mostrando una leggera seghettatura, e la pianta sviluppa una rosetta basale aderente al suolo e appiattita, che resiste anche al calpestio.

Varietà

Ne esiste una sola tipologia, che può essere coltivata ma che cresce anche spontanea allo stato selvatico. In questo secondo caso la si può trovare in tutta Italia: nei prati, negli incolti e anche sulla sabbia, in prossimità del mare, ad un’altitudine di massimo 800 metri.

Coltivazione dell’Erba stella

Facilissima e rustica, l’erba stella può essere seminata in primavera e raccolta durante tutta l’estate, ma si presta anche alla semina autunnale. Resiste all’inverno rimanendo produttiva se non ci sono gelate.

È una pianta molto generosa che dà un raccolto costante per molti mesi, prima di fiorire con piccole infiorescenze simili a spighe, che matureranno i semi per la semina dell’anno successivo.

Per la semina, bisogna spargere i semi continuativamente su file distanti almeno 15 cm, oppure “a spaglio”, ossia allargandoli sul terreno. Si può coltivare anche in vaso.

Teme il caldo eccessivo e la siccità prolungata.

Si raccoglie scalarmente, recidendo per prime le foglie al piede quando sono ancora tenere.

Erba stella

Annaffiatura

Poco esigente, richiede di essere irrigata regolarmente solo nei mesi caldi, facendo attenzione a non bagnare le foglie.

Erba stella proprietà

Le giovani foglie dell’erba stella sono ricche di vitamine (ACK) e di sali minerali. Contengono tannini, mucillagini, pectina, mentre i semi sono ricchi di oli essenziali.

Erba stella in cucina

L’erba stella si consuma prevalentemente cruda, per arricchire insalate, zuppe, crostini e frittate. Rappresenta inoltre l’ingrediente perfetto di salse crude e condimenti alle erbe.

Il suo gusto fresco e leggermente pungente si sposa bene con uova, formaggi, patate, spinaci e tante altre verdure.

Tisana

Le sue radici, pulite ed essiccate al sole, possono essere utilizzate per preparare una benefica tisana dalle numerose proprietà: tonicizzante, costrittiva, contro la stasi epatica e come lassativo per i bambini.

Ricette

Eccovi un paio di idee per utilizzarla nei vostri piatti.

Frittata con erba stella

Ingredienti per 2 persone

Procedimento

Sbattere le uova insieme al latte a temperatura ambiente. Aggiungere il pangrattato e l’aglio (o la cipolla). Mescolare bene incorporando l’aria. Cuocere a fuoco medio in una padella antiaderente. Girare una sola volta a metà cottura.

Minestrone con Erba stella

Ingredienti

Procedimento

Lavare e mondare tutte le verdure e ridurle in tocchetti. Versarle tutte insieme in una pentola capiente con mezzo litro di acqua.

Far cuocere per circa 30 minuti, e comunque fino a quando le verdure non saranno ben tenere. Frullare con il robot a immersione fino a ottenere la cremosità voluta.

Proseguire la cottura per altri 5 minuti e servire.

Potete guarnire il piatto con una cucchiaiata di panna da cucina, erba stella e un ciuffetto di prezzemolo.

Erba stella

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