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Erbe officinali: l’elenco completo e le principali proprietà

Fin dai tempi più remoti, le numerose proprietà di erbe officinali e piante medicamentose sono oggetto di ricerca e interesse per l’uomo. Sono comprese sia le erbe medicinali che le erbe aromatiche. e alcune delle erbe alpine più conosciute. Di queste erbe medicinali si seleziona la parte ritenuta utile (foglie, cime fiorite, frutti, radici, rizomi, bulbi, corteccia, semi, gemme). Se ne ricava quella che viene definita ‘droga officinale’ Oggi, queste erbe sono alla base di numerose preparazioni dell’erboristica e della fitoterapia allo scopo di curare la nostra salute.

Erbe officinali: cosa sono

Si tratta di tutti quei vegetali, presenti in natura, o coltivati, a scopo prevalentemente curativo, presenti nei laboratori degli speziali. Questi artigiani conoscevano le proprietà delle varie erbe mediche, le tecniche di raccolta, preparazione e conservazione, e le impiegavano per realizzare rimedi medicamentosi, prodotti cosmetici e profumi.

In questo contesto, il termine ‘erbe’ sta ad indicare un insieme di foglie, piante, spezie, arbusti, alberi, frutti, semi, radici ed altre parti di essi, adatti a conservare in salute l’organismo umano, e talvolta anche quello animale.

La legge del 6 gennaio 1931 n. 99 definisce “officinali” tutte quelle piante (tra cui anche quelle aromatiche e d’essenza) contenenti sostanze e principi attivi utili ai fini curativi, terapeutici o in grado di regalare benessere e sollievo all’organismo.

Entrate a pieno titolo nella legislatura italiana, ma note fin dall’antichità, tali erbe subiscono accurate lavorazioni in laboratorio, come essiccazione, distillazione e macerazione… prima di poter essere immesse sul mercato e utilizzate.

Erbe officinali:

Erbe officinali: elenco

Quelle appena citate sono solo le più importanti, ma ne esistono molte altre. Ecco l’elenco con le relative proprietà.

  • Abete bianco: rimineralizzante, antireumatico e balsamico
  • Acerola: antiossidante e immunostimolante, dall’azione anche tonica e stimolante
  • Achillea: spasmolitica, allevia i dolori addominali. È anche digestiva e vasoprotettrice
  • Alloro: digestivo e balsamico
  • Aloe Vera: lenitiva, protettiva gastrica ed immunostimolante
  • Altea: protettiva gastrica e dolcemente lassativa
  • Amamelide: lenitiva e astringente
  • Angelica: digestiva e spasmolitica, calma i dolori addominali
  • Anice verde: digestivo e sgonfiante
  • Arnica: lenitiva e antireumatica
  • Artiglio del Diavolo: lenitiva, antireumatica, spasmolitica e digestiva
  • Assenzio: digestiva
  • Bardana: depurativa, ipoglicemizzante e cicatrizzante
  • Basilico: digestivo e balsamico
  • Betonica: rilassante antistress
  • Betulla: drenante e antireumatica
  • Biancospino: rilassante, ipotensivo, antiaritmico e antistress
  • Borragine: ipocolesterolemizzante ed antireumatica
  • Calendula: lenitiva, spasmolitica e cicatrizzante
  • Cannella: digestiva, antisettica e tonico/stimolante
  • Camomilla: calmante dei dolori addominali, protettiva gastrica e sfiammante oculare
  • Carciofo: depurativo, digestivo e ipocolesterolemizzante
  • Cardo mariano: depurativo e digestivo
  • Carpino: espettorante ed emolliente delle vie respiratorie
  • Carvi: sgonfiante e digestiva
  • Celidonia: antisettica
  • Centella: drenante, cicatrizzante ed elasticizzante
  • Centinodia: drenante
  • Chiodi di Garofano: digestiva, antisettica, sgonfiante e balsamica
  • Cicoria: digestiva, diuretica, drenante e dolcemente lassativa
  • Citronella: astringente, antisettica e tonificante dell’umore
  • Consolida: lenitiva, emolliente e cicatrizzante
  • Coriandolo: sgonfiante e digestivo
  • Curcuma: digestiva, ipocolesterolemizzante e antiossidante
  • Echinacea: cicatrizzante ed immunostimolante
  • Elicriso: lenitivo
  • Enotera: lenitiva ed elasticizzante
  • Epilobio: lenitiva, astrigente de espettorante
  • Erba catiorà: espettorante/emolliente
  • Erica: diuretica
  • Erisimo: espettorante/emolliente e lenitiva
  • Eucalipto: espettorante ed emolliente delle vie respiratorie
  • Escolzia: rilassante e lenitiva
  • Eufrasia: lenitiva, antiallergica e sfiammante oculare

Altre erbe usate in fitoterapia

  • Farfaraccio: espettorante/emolliente e spasmolitica
  • Fieno greco: tonica/stimolante, ipocolesterolemizzante ed ipoglicemizzante
  • Finocchio Selvatico: sgonfiante e digestivo
  • Fiordaliso: lenitiva, astringente e sfiammante oculare
  • Frangula: lassativa
  • Frassino: drenante e antireumatica
  • Frassino da Manna: dolcemente lassativa, ed espettorante/emolliente delle vie respiratorie
  • Ficus: dimagrante e protettiva gastrica
  • Fumaria: depurativa e vasoprotettrice
  • Galega: ipoglicemizzante
  • Gaultheria: espettorante, antisettica, spasmolitica, antireumatica e balsamica
  • Genziana: digestiva
  • Genepy: digestivfa, espettorante e antispasmodica
  • Ginepro: digestiva, antireumatico ed espettorante
  • Ginkgo biloba; antiossidante e vasoprotettrice
  • Ginseng: immunostimolante e tonico/stimolante
  • Gramigna: diuretica
  • Griffonia: tonica dell’umore e rilassante/antistress
  • Ibisco: antiossidante, vitaminizzante, dolcemente lassativa e vasoprotettrice
  • Iperico: tonificante dell’umore e cicatrizzante
  • Ippocastano: astringente e vasoprottetrice
  • Jojoba: lenitiva ed elasticizzante
  • Lavanda: rilassante, spasmolitica, lenitiva e antistress
  • Liquirizia: digestiva, protettiva gastrica ed espettorante. Tonica/Stimolante e dolcemente lassativa
  • Luppolo: rilassante, digestiva e antistress
  • Malva: lenitiva, protettiva gastrica e dolcemente lassativa
  • Marrubio: espettorante e digestiva
  • Melissa: rilassante, digestiva, antinausea e antistress
  • Menta: tonica/stimolante, digestiva, antinausea
  • Mirra: astringente, antisettica e cicatrizzante
  • Mirtillo nero: vasoprotrettrice, astringente, antiossidante/vitaminizzante, benessere della vista
  • Mirtillo rosso: astringente e dolcemente lassativo
  • Olmaria: diuretica e antifebbrile
  • Origano: sgonfiante e digestivo
  • Ortica: diuretica, remineralizzante e antianemica

Erbe officinali

L’elenco delle erbe officinali prosegue

  • Parietaria: diuretica e depurativa
  • Partenio: calmante dei dolori addominali
  • Passiflora: rilassante
  • Piantaggine: lenitiva, antiallergica ed espettorante/emolliente
  • Pilosella: diuretica
  • Pino mugo: balsamica, antisettica ed espettorante/emolliente delle vie respiratorie
  • Polipodio: depurativa, espettorante/emolliente e dolcemente lassativa
  • Primula: espettorante/emolliente delle vie respiratorie, rilassante
  • Psillio: dolcemente lassativa
  • Rabarbaro: digestivo e lassativo
  • Ribes nero: antireumatico, antiallergico, antiossidante e vitaminizzante
  • Rooibos: antiossidante
  • Rosa canina: antiallergica, antiossidante, immunostimolante e vitaminizzante
  • Rosa mosqueta: cicatrizzante
  • Rosmarino: depurativo, tonico/stimolante e ipocolesterolemizzante
  • Rusco: diuretica e vasoprotettrice
  • Salvia: digestiva, ipoglicemizzante e antisudorale
  • Sambuco: diuretica, antiossidante, vitaminizzante e antifebbrile
  • Senna: lassativa
  • Stella alpina: astringente, antireumatica e abbassa il colesterolo
  • Tarassaco: digestivo, depurativo ed ipocolesterolemizzante
  • Tiglio: rilassante, lenitiva ed espettorante/emolliente
  • Timo: digestiva, antisettica ed espettorante/emolliente
  • Trifoglio rosso: estrogenica
  • Valeriana: spasmolitica, rilassante, antistress
  • Verbasco: espettorante ed emolliente delle vie respiratorie
  • Verbena odorosa: digestiva, rilassante e antistress
  • Verga d’oro: diuretica, drenante, antiossidante e vasoprottetrice
  • Veronica officinalis: ha una funzione galattagoga, diuretica, depura il sangue, cura reumatismi e gotta
  • Viburno: antiallergico, emolliente delle vie respiratorie, calmante dei dolori addominali
  • Vite rossa: antiossidante/vitaminizzante, vasoprotrettrice, depurativa ed ipocolesterolemizzante
  • Zenzero: rilassante e digestivo

Quali sono le erbe officinali più richieste?

Quelle usate più comunemente sono:

  • Liquirizia. La radice favorisce la digestione e ha azione regolatrice della pressione sanguigna. Le vengono inoltre riconosciute anche proprietà antinfiammatorie, espettoranti e protettive della mucosa gastrica
  • Camomilla. Buon sedativo: combatte l’ansi a e l’insonnia. Agendo come miorilassante naturale, allevia i crampi addominali e gli spasmi muscolari. Inoltre, la sua azione antinfiammatoria, è molto efficace su cute e mucose
  • Lavanda. Potente disinfettante, fa bene all’apparato respiratorio ed è anche rilassante
  • Timo. Dalle proprietà balsamiche e antisettiche, viene usato in cucina per aromatizzare molte pietanze
  • Zenzero. Ottimo antiossidante, sotto forma di tisana è utile per attenuare i sintomi di tosse e raffreddore
  • Basilico. Oltre a insaporire numerose pietanze, aiuta a digerire ed è perfetto per trattare artrite e bronchite

Quali erbe officinali coltivare?

In genere, le erbe officinali crescono allo stato spontaneo. Tuttavia, in molti casi, le si coltivano pure. Coltivarle permette di controllare meglio le condizioni ambientali in cui la pianta cresce e si sviluppa, e da cui poi dipende il contenuto in principi attivi.

Si tratta di piante che non necessitano di grande cura. La maggior parte di esse infatti sono erbe spontanee.
La concimazione e i trattamenti antiparassitari permettono una crescita sana e veloce.

Ecco le principali che vengono coltivate.

  • Achillea: la foglia piccantina dona brio all’insalata. Fiori e foglie servono per aromatizzare i liquori
  • Alchemilla: una delle erbe più usate per le caramelle balsamiche. Le foglie giovani si aggiungono nelle insalate e per aromatizzare il tè
  • Malva: bellissima per i fiori viola, le sue foglie e i germogli giovani, ricchi di vitamina A, B e C, lessati sono un‘ottima verdura. Lenisce le irritazioni delle mucose del cavo orale e della gola
  • Marrubio: stimola le difese immunitarie, favorisce il processo digestivo e depura l’organismo. Le sue foglie sono usate anche per preparare birra e liquori
  • Menta: la varietà Piperita è la più utilizzata in cucina, per arricchire bevande e insalate. Facilita la digestione e ha un effetto lenitivo e rinfrescante
  • Piantaggine: utile per accelerare la guarigione delle ferite, i suoi semi hanno un elevato contenuto di fibre e, se messi nell’acqua, creano una mucillagine utile contro il colesterolo
  • Salvia: la regina delle erbe aromatiche che serve per aromatizzare svariate preparazioni. Molti la cucinano anche fritta. I suoi fiori si possono aggiungere all’insalata oppure si possono usare per ottenere una tisana leggermente balsamica
  • Sambuco: i suoi fiori bianchi si prestano in cucina a mille preparazioni. Fermentati servono per produrre bevande alcoliche, mentre i frutti svolgono un’azione antiossidante e antivirale
  • Timo: pianta profumatissima che facilita la digestione e versatile in cucina

Erbe officinali in cucina

Definite anche aromatiche, queste erbe vengono ricercate e coltivate soprattutto perché ritenute interessanti per il loro profumo e il loro gusto. Vengono infatti largamente impiegate in cucina e nella produzione di bevande e liquori.

Erbe officinali

Ricordiamo le principali di cui abbiamo già spiegato utilizzi e proprietà.

  • Achillea
  • Basilico
  • Borragine
  • Cannella
  • Chiodi di garofano
  • Cicoria
  • Coriandolo
  • Menta
  • Origano
  • Ortica
  • Pimpinella
  • Salvia
  • Sambuco
  • Timo
  • Veronica officinalis

Erbe officinali per tisane

Le tisane sono estratti di piante in cui, come solvente, viene utilizzato esclusivamente l’acqua, a varie temperature.

In base al tipo di principi attivi da estrarre e dalla consistenza dell’erba, esistono tre modalità di preparazione:

Erbe officinali

Le principali erbe usate per fare infusi e tisane, da sole o mixate ad altre, per sfruttare in sinergia le loro proprietà, sono:

  • Altea
  • Anice
  • Arancio dolce
  • Bardana
  • Betulla
  • Biancospino
  • Camomilla
  • Cannella
  • Carciofo
  • Cardo mariano
  • Equiseto
  • Erica
  • Finocchio
  • Galega
  • Garofano
  • Ibisco
  • Lavanda
  • Liquirizia
  • Malva
  • Melissa
  • Melissa
  • Menta
  • Mirtillo nero
  • Ortica
  • Passiflora
  • Pilosella
  • rooibos
  • Rosa canina
  • Rosmarino
  • Sambuco
  • Stevia
  • Tarassaco
  • Tiglio
  • Timo
  • Valeriana
  • Verbena
  • Verga d’oro
  • Zenzero

Altri approfondimenti

Ecco anche un rimando alle nostre guide di dettaglio per conoscere le proprietà di altre singole erbe medicinali:

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Incentivi auto elettriche 2022: tutto quel che c’è da sapere con la nostra guida

Incentivi auto elettriche, finalmente ci siamo! Lunedì 16 maggio 2022 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto del 6 aprile che modula il bonus in base alle emissioni di CO2 e alla disponibilità o meno di un’auto da rottamare. Sul piatto, a sostegno delle nuove immatricolazioni di auto elettriche e auto ibride, ci sono 700 milioni di euro per il 2022 e 1 miliardo di euro per ogni anno, dal 2023 al 2030, Per il 2022, il centro studi Promotor, ha fatto una stima di 1,3 milioni di immatricolazioni. Sempre secondo le previsioni del predetto centro studi, la nuova misura potrebbe determinare 200mila immatricolazioni in più.
Vediamo insieme chi può beneficiarne e come.

Incentivi auto elettriche: quali auto rientrano negli incentivi 2022

Il Governo ha messo a disposizione 700 milioni di euro per il 2022 e 1 miliardo di euro per ogni anno, dal 2023 al 2030, per sostenere la riconversione ecologica dell’industria automobilistica in vista dello stop alla vendita delle auto termiche previsto nel 2035, mentre potranno continuare ad essere sul mercato le auto a metano e anche le auto a GPL.

Gli incentivi per auto elettriche per il 2022 sono validi per le auto con emissioni di CO2 comprese tra 0 e 135 g/km. Tuttavia, ci sono dei tetti per quanto riguarda i prezzi.

Incentivi auto elettriche

Nello specifico, sono stati stanziati 650 milioni di euro per ognuno degli anni dal ’22 al ’24, mentre per quelli successivi la cifra sarà decisa al momento. Ecco l’esatta ripartizione dei fondi.

  • Auto elettriche con prezzo fino a 35.000 euro + IVA: contributo di 3.000 euro a cui è possibile aggiungere altri 2.000 euro con la rottamazione di un mezzo inferiore a Euro5. L’ecobonus sarà finanziato con 220 milioni nel 2022, 230 nel 2023 e 245 nel 2024.
  • Auto ibride plug-in con prezzo fino a 45.000 euro + IVA: contributo di 2.000 euro. Con l’eventuale rottamazione è possibile aggiungere altri 2.000 euro. Per questa categoria, i fondi a disposizione sono 225 milioni nel 2022, 235 nel 2023 e 245 nel 2024.
  • Auto con motori a basse emissioni e alcune tipologie di Mild Hybrid e Full Hybrid, con prezzo fino a 35.000 euro + IVA: contributo di 2.000 euro solo con rottamazione. Questa categoria è finanziata con 170 milioni nel 2022, 150 nel 2023 e 120 nel 2024.

Invece, la situazione in Europa è alquanto differente e varia per ogni nazione: in pratica sugli Incentivi auto elettriche paese che vai bonus che trovi

Incentivi auto elettriche: quando partono gli incentivi auto 2022

Gli incentivi sono partiti il 16 maggio 2022, con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto del 6 aprile.

Rimane ancora da aggiornare il portale per la prenotazione dei fondi. La data prevista per l’avvio della piattaforma è fissata per mercoledì 25 maggio alle ore 10.

Tuttavia, si tratta comunque di un fatto prettamente tecnico e non burocratico. Ciò significa che, ogni veicolo, rientrante nelle fasce di emissioni e di prezzo indicati – acquistata a partire dal 16 maggio – può usufruire degli incentivi 2022. I contratti di vendita sono quindi validi a partire da quel giorno.

Incentivi auto elettriche: quanto durano gli incentivi auto 2022

Come si legge nel DPCM, gli incentivi auto 2022 termineranno il 31 dicembre 2022, purché i fondi non si azzerino prima di tale termine.

C’è però la possibilità di rimodulare le cifre, spostando le risorse da una fascia all’altra. Tale eventualità avrebbe comunque bisogno di un decreto ad hoc.

Incentivi auto elettriche

Incentivi auto elettriche usate

Gli incentivi del decreto del 16 maggio non vengono applicati per le auto usate.

Incentivi auto elettriche: i mezzi esclusi

Nessun tipo di intervento è previsto neppure per le auto aziendali. Una nota del Mise precisa infatti che gli incentivi per l’acquisto dei veicoli elettrici, ibridi, plug-in sono concesse solamente alle persone fisiche.

Ne consegue quindi che, anche le società che operano il noleggio a lungo termine, non godranno dello sconto statale.

Altri approfondimenti utili

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Robot aspirapolvere Dyson 360 Heurist: pulizia autonoma, silenziosa e green della casa

L’aspirapolvere è uno degli elettrodomestici che consuma più elettricità, incidendo non solo sulla spesa per l’energia elettrica, ma anche sull’ambiente.

Se tenere pulita la casa è una necessità imprescindibile, anche la consapevolezza di agire nel rispetto dell’ambienteriducendo per quanto possibile il proprio impatto ambientale, è sempre più importante.

Un concreto supporto per avere sempre una casa pulita e allo stesso tempo avere uno stile di vita green è offerto dal robot aspirapolvere 360 Dyson Heurist, un vero e proprio gioiello tecnologico che mette l’intelligenza artificiale al servizio della sostenibilità.

Ecco tutto quello che dovete sapere su questo robot per pavimenti, ideale per pulire casa senza fatica, proteggendo l’ambiente.

Il robot aspirapolvere Dyson 360 Heurist: intelligente e sostenibile

Il robot aspirapolvere Dyson 360 Heurist è nato dal desiderio di semplificare le incombenze domestiche grazie all’utilizzo di tecnologie che lo rendono sempre più efficiente, riducendone al contempo l’impatto ambientale.

Dyson 360 Heurist applica le opportunità dell’intelligenza artificiale alla pulizia di casa, che diventa autonoma e green! Un esempio di perfetto connubio tra tecnologia e sostenibilità al servizio dell’uomo.

robot aspirapolvere Dyson

Questo innovativo robot Dyson, grazie ad un sistema intelligente di visione (Simultaneous Localisation and Mapping), riesce a muoversi per casa in maniera totalmente autonoma, ma sempre precisa, aspirando polvere, briciole, peli di animali e sporcizia, sempre in modo straordinariamente efficiente.

Regala, così, non solo la possibilità di dedicare meno tempo alle pulizie di casa, ma anche di consumare meno energia.

Le caratteristiche del robot aspirapolvere Dyson 360 Heurist

Il nuovo robot Dyson 360 Heurist presenta caratteristiche tecniche, dettagli costruttivi e singole parti che sono frutto di avanzati studi, per offrire un prodotto di straordinaria efficienza e basso impatto ambientale. Guardiamolo più da vicino.

È dotato di:

  • un motore digitale piccolo e leggero, che raggiunge 78.000 giri al minuto, garantendo un risparmio di materia prima nella sua produzione, a fronte di un’elevata efficienza;
  • un comportamento mirato all’apprendimento, che gli consente di perfezionare continuamente la mappa di casa, per capire quale spazio pulire e in che modo, e risparmiando energia a fronte di un risultato ineccepibile;
  • un sistema di navigazione a 360°,con sensori che ricalcolano le distanze ogni 20 millisecondi, così da ottimizzare il percorso ed evitare di pulire zone in cui è già passato, evitando di fatto uno spreco di energia;
  • un’ampia spazzola motorizzata, che copre la sua intera lunghezza, per pulire in un solo passaggio uno spazio più ampio possibile;
  • un anello di luci a LED, che consente di spostarsi anche con poca illuminazione, non rendendo necessaria l’accensione delle luci di casa;
  • possibilità di impostare le sessioni di pulizia all’orario desiderato, ad esempio, la sera o nei weekend, per risparmiare sui consumi elettrici nelle fasce orarie più economiche;
  • possibilità di personalizzazione di percorsi e comportamenti, per pulire solo le zone della casa che più lo necessitano, come ad esempio cucina o ingresso, e risparmiando energia;
  • silenziosità del motore, fattore importante per evitare inquinamento acustico che può infastidire cani e gatti, e arrecare disturbo ai vicini;
  • possibilità di scelta tra 3 modalità di aspirazione, per avere sempre la casa perfetta senza sprecare più energia elettrica del dovuto. Ad esempio, per aspirare una camera da letto si può usare una potenza inferiore rispetto a quella che si usa per la cucina, dove ovviamente è più facile trovare briciole e sporcizia.

Dyson 360 Heurist è, inoltre, dotato di un sistema di filtrazione che consente di catturare gli allergeni anche di dimensioni più piccole, garantendo un’ottimale salubrità degli spazi. Questo è un aspetto fondamentale, soprattutto quando si soffre di allergie alla polvere o ai pollini.

robot aspirapolvere Dyson

Scaricando un’app sul telefono, è possibile programmare, gestire e controllare ogni attività dell’aspirapolvere.

Sarà facile apprezzare l’aiuto di un valido supporto per le pulizie di casa, mentre siete impegnati al lavoro o in attività più piacevoli.

Viaggio alle origini, tra genialità e sostenibilità

La storia di Dyson è da sempre incentrata, oltre che sull’innovazione e la tecnologia, anche sulla sostenibilità.

Questo iconico brand nasce dalla visione del fondatore, l’ingegnere James Dyson, che voleva risolvere il problema legato alla perdita di efficacia registrata negli aspirapolvere nel corso del tempo.

robot aspirapolvere Dyson

L’impegno di Dyson per la sostenibilità non si è concretizzato solo nello studio e nell’implementazione di innovazioni degli aspirapolvere, ma anche in altri prodotti come asciugacapelli, lampade a LED, asciugamani, purificatori d’aria e ventilatori, oltre che in attività filantropiche, nella sensibilizzazione dei dipendenti, degli stakeholder e della comunità verso il tema ambientale e nella ricerca d’avanguardia.

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Ricetta delle meringhe

Le meringhe sono un must della pasticceria tradizionale. Apparentemente semplici da preparare ma con dei trucchetti pratici da tenere presente per un risultato ottimale. Scopriamoli insieme in questa guida pratica.

Come si fanno le meringhe in casa

Più semplici a dirsi che a farsi. Le meringhe rappresentano una preparazione-base della nostra tradizione dolciaria, ma, a dispetto dei pochi ingredienti che occorrono per realizzarle, il risultato non è affatto scontato.

Per chi non le conoscesse, si tratta di quell’irresistibile spuma candida fatta di zucchero e albume importata dalla Francia secoli fa.

Realizzarle a regola d’arte è un compito più complicato di quel che potrebbe sembrare, ma con gli accorgimenti giusti, un po’ di allenamento e qualche consiglio pratico, sarete in grado di superare anche questa prova.

Il trucco vero e proprio è la cottura in forno fatta con modalità precise in cui l’albume si asciuga lentamente a bassa temperatura e poi riposa per consolidarsi, ma non seccarsi all’interno, restando friabile e croccante all’esterno.

Al di là delle sue origini e delle tante varianti in cui possono essere preparate, sono una golosità molto versatile. Dolci, friabili e belle da vedere, impreziosiscono qualsiasi dolce e decorazione. Sono ottime per arricchire i dolci al cucchiaio e possono essere sbriciolate nel caffè, negli affogati o nella cioccolata calda.

Meringhe francesi, meringhe italiane e meringhe svizzere

Sono una preparazione dolciaria diffusa in tutto il mondo che l’arte pasticciera francese ha reso celebre in tutto il mondo. Pensate ai macarons, ad esempio o a torte come la Pavlova, uno scrigno di meringa che contiene frutta e panna montata!

La creazione della classica meringa all’italiana si differenzia dalla variante francese per la modalità in cui vengono cotti gli albumi: assieme ad uno sciroppo di zucchero. Il risultato è una meringa più vellutata, morbida che si può cuocere ancora in forno e passare al cannello per caramellarla.

Si aggiunge alle mousse, come farcia di torte, che potrete far brunire pochi minuti sotto al grill e nei semifreddi. Se per esempio provate questa classica ricetta della torta con meringa al limone, noterete la differenza con quella francese.

Ricetta delle meringhe

In realtà ci sarebbe anche la meringa svizzera, cotta bagno-maria. Riassumendo:

  • Meringa francese: albumi montati a neve con zucchero semolato. Si usa per fare decori di torte, per gli spumoni al forno, per le torte con base di meringa. È il più semplice da realizzare.
  • Meringa italiana: albumi montati a neve con sciroppo di zucchero cotto. Si può caramellare con una fiamma diretta o con la griglia del forno. Si usa per le crostate al limone, ma anche per la preparazione di alcune creme, come la crema al burro, le mousse e i soufflé. È la più difficile da realizzare a causa dello zucchero cotto.
  • Meringa svizzera: albumi montati a neve con lo zucchero cotti in acqua calda. È meno leggera della meringa francese, ma anche meno friabile. Si usa soprattutto per decorare torte e dessert.

Meringhe: la ricetta infallibile

Come da nostra abitudine, la ricetta che vi proponiamo è quella più vicina alla tradizione tramandata dalle nostre nonne. Gli ingredienti che vi occorreranno per realizzarle sono pochi e molto semplici da reperire. Eccoli qui:

  • 100 gr di albume (corrispondente a circa 3 uova)
  • 125 gr di zucchero a velo
  • 75 gr di zucchero semolato
  • 1 bustina di vanillina opzionale

Quelle che vi abbiamo proposto sono le dosi necessarie a preparare circa 20 meringhe. Guardando questo elenco la prima cosa a cui occorre fare molta attenzione sono gli albumi.

Perché possano essere montati come si deve, bisogna che siano usate uova a temperatura ambiente. Toglietele dal frigo almeno 8 ore prima dal frigo, separatele dai tuorli (che conserverete in frigo) e non abbiate paura che vadano a male: le meringhe sono cotte! Temperatura e umidità, in effetti, sono fattori decisivi sia in fase di preparazione che di cottura.

Prima di cimentarvi nella preparazione di questo dolce, siate certi di avere del tempo libero a vostra disposizione. Le meringhe richiedono molto tempo e pazienza (30 minuti per la preparazione, 120 per la cottura) e la fretta non vi sarà certo d’aiuto.

Come si fanno gli spumoni: il procedimento

Montate le chiare a neve poco e poi aggiungete lo zucchero semolato. Un accorgimento utile per la montatura a neve consiste nell’eliminare qualsiasi traccia di rosso d’uovo o grasso. La ciotola dai bordi alti deve essere perfettamente pulita e asciutta e in alluminio. Questi residui, infatti, renderebbero vano ogni sforzo.

Ricetta delle meringhe

Montate ora alla massima potenza per 10 minuti esatti, aumentando la velocità via via da moderata a massima. Gli albumi devono raggiungere una consistenza quasi collosa, color bianco e molto lucida. Deve formare una specie di ‘ciuffo’ se si solleva con una spatola. Ora aggiungete lo zucchero a velo setacciato, molto lentamente e mescolando con una spatola. Potete unirlo alla vanillina setacciata e aggiungerli assieme nelle stesse modalità descritte.

Con un sac-à-poche con bocchetta a stella o piatta e potete comporre le meringhe direttamente su di una teglia foderata di carta forno o un tappetino in silicone da forno. Stringete bene la parte finale della tasca da pasticciere per schiacciarne il contenuto. Se usate il beccuccio liscio, potete contare fino a 5 per avere delle meringhe di forma perfetta, con il ciuffetto centrale, ma potete anche aggiungere un nuovo ciuffo sopra contando fino a 3. Oppure usate il beccuccio a stella o a zig zag. Ma ricordate di distanziarle bene sulla placca.

Qui potete acquistare gli strumenti per le meringhe:

Potete sbizzarrirvi con la forma e le dimensioni, non usate delle bocchette troppo piccole comunque. E ricordate di non far trascorrere troppo tempo per questa operazione altrimenti le chiare e lo zucchero montati a neve potrebbero perdere consistenza.

La cottura delle meringhe

  • Le vostre meringhe dovranno cuocere per circa 20 minuti a 100° in forno statico già caldo, assolutamente non ventilato.
  • Abbassate a 85° e cuocete per un’altra ora e mezza.
  • Cuocete in questo modo per 1 ora a 85° a forno semi-aperto

Il trucco della fase di cottura finale consiste nel tenere leggermente aperto il portello del forno per far sì che asciughino completamente durante la cottura. In questo modo scongiurerete il rischio che si formi umidità. Mettete dunque un mestolo di legno nello sportello del forno così da lasciarlo aperto, ma di poco.

Spegnete e lasciate riposare 6 ore o meglio ancora tutta la notte.

Ricetta delle meringhe

Come si fa a capire quando le meringhe sono cotte

Questi dolci friabili devono asciugare in forno più che cuocere propriamente. Per un risultato ancora più apprezzabile potete provare a cuocerle per 5 ore abbassando la temperatura del forno a 60°.

E, ultimata la cottura, spegnere il forno e farle raffreddare le meringhe tutta la notte ore, lasciandole all’interno del forno a porta chiusa. Se decidete per la cottura più lunga, preparatele la sera prima e lasciatele asciugare in forno per tutta la notte successiva.

Ricordate che più le meringhe sono grandi, più avranno bisogno di rimanere in forno a cuocere. La temperatura, inoltre, non deve mai superare i 100°. A temperature più alte si scurirebbero e perderebbero la loro inconfondibile friabilità.

Ricetta meringhe veloci

Le meringhe non si possono fare velocemente, a meno che non abbiate il Bimby, che riscalda la caraffa mentre monta le chiare e le rende più facili e veloci da far asciugare poi nel forno.

L’unico trucco per realizzare i vostre dolcetti velocemente è usare il bianco d’uovo secco in polvere, come fanno i pasticcieri. Questo permetterà di non sbagliare la cottura e limitarsi a 1 sola ora in forno.

Ricetta meringhe Bimby

  • 90 ml di albumi a temperatura ambiente
  • 90 g di zucchero semolato
  • 90 gr di zucchero a velo

Preparazione. Mettete nella caraffa del Bimby gli albumi. Inserite la frusta e regolate la temperatura a 37°. Chiudete con il coperchio apposito e non apritelo più durante la fase di sbattitura.
Programmate velocità 3 per 5 minuti e dopo il primo minuto aggiungete 1 cucchiaio alla volta lo zucchero semolato. Quando il composto è ben fermo e avete finito di aggiungere lo zucchero, programmate la velocità 1 per 1 minuto e aggiungete lo zucchero a velo setacciato. Meglio se è fatto con tritando il semolato sempre con il vostro Bimby perché non contenga amido come quello comprato.

Foderate la teglia con un carta da forno e, con l’aiuto di una sacca da pasticcere, formare le meringhe, distanziandole bene. Potete usare diverse bocchette per farle a zig-zag, a palline, a ciuffetti.

Cuocete in forno statico preriscaldato a 90° per 1,5-2 ore. Lasciate raffreddare bene le vostre meringhe per almeno 6 ore, meglio tutta la notte.

Ricetta delle meringhe italiane

Si prepara così:

  • 100 ml di albumi
  • 30 ml di acqua
  • 50 g di zucchero semolato

Preparazione. Versate lo zucchero in un pentolino dal fondo spesso e poi piano lo l’acqua al centro.
Portare a ebollizione a fiamma media controllando con un termometro da cucina. Lo sciroppo deve bollire ma non caramellare e raggiungere al massimo i 110° (la miscela continua a cuocere sul fuoco).

Intanto cominciate a battere i bianchi in una ciotola di alluminio alla massima velocità.

Una volta raggiunti i 118° togliete dal fuoco e versate lo sciroppo facendolo colare lungo una parete della caraffa, e non direttamente sugli albumi, a filo. Continuate per tutto il tempo a sbatterli a bassa velocità, fino al loro completo raffreddamento. La ciotola e gli albumi montati devono essere tiepidi. Gli albumi lisci, lucidi e collosi.

Ricordate che l temperatura dello sciroppo deve essere 118° e non sperare mai i 121°. Gli albumi già semi-montati. Se sono già montati il composto risulterà granuloso, altrimenti, se troppo poco montati, la meringa ricadrà su se stessa quando aggiungete lo sciroppo.

Mettere in una sacca da pasticcere e decorare la torta o il dessert che volete poi far imbrunire sotto il grill un paio di minuti  a 230° o la mousse da mangiare cruda.

Come conservare le meringhe

Possono essere conservate in contenitori  vetro a chiusura ermetica o, meglio ancora, in scatole di latta. In frigo si conservano ottimamente per circa una settimana, ma all’occorrenza possono essere trasferite anche in freezer.

Che zucchero usare per le meringhe

Lo zucchero dona struttura all’albume. Si consiglia di usare sia lo zucchero semolato, che comunque si scioglie parzialmente nell’albume durante la sbattitura, che quello a velo, nella fase finale post-sbattitura.

Quest’ultimo comunque contiene amido e aiuta ad asciugare lo spumone in cottura.

L’ideale è che il peso dell’albume sia la metà del peso dello zucchero totale, ma potete anche diminuire un poco le quantità.

Ricetta delle meringhe

Meringhe: la ricetta con zucchero semolato

Noi consigliamo entrambi, perchè lo zucchero semolato resta un poco granuloso e dà una bella sensazione alla meringa quando si mangia.

Per un effetto più vellutato preferite solo zucchero in polvere, che potete fare da voi se lo volete senza amido, mettendo nel mixer lo zucchero semolato e tritandolo finchè si riduce in polvere.

Come usare le meringhe

Possono trasformarsi anche in un dolce-salva-avanzi. Chiunque si cimenti nella preparazione di una frolla, ad esempio, troverà utile impiegare gli albumi in questo modo. Sono ottime al naturale, ma anche per decorare dessert, semifreddi, torte e crostate. E voi? Come le preferite?

Provate anche queste ricette dolci al cucchiaio e torte classiche con ingredienti adatti ai vegetariani e vegani:

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Tutto sulle piante Aeonium Succulent e loro varietà

L’aeonium succulent è un genere che comprende circa 35 specie di piante succulente con foglie molto lucide e cerose disposte in rosette. Le specie variano dalle più piccole Aonium tabuliformi, che crescono solo pochi centimetri, alle specie più grandi che crescono anche diversi metri, come Aonium arboreum,  valverdense e holochrysum.

Andiamo a scoprirle meglio insieme queste piante sempreverdi.

Origine del nome Aeonium

Il nome del genere Aeonium deriva dall’antica parola greca aiònios che significa immortale, perchè questa bellissima pianta è molto resistente alla siccità grazie alle sue foglie carnose.

Descrizione delle aeonium succulent

Le foglie di queste pianto sono arrotondate e con strutture a rosetta, così perfette che queste specie vengono talvolta scambiate per piante artificiali.

  • Queste caratteristiche rosette possono essere in tinta unita o variegate in bianco, giallo, rosso e verde.
  • I fiori, piccoli e simili a stelle, crescono a grappoli al centro delle rosette, ma non sono particolarmente appariscenti.

Le aeonium possono essere piantate in giardino in qualsiasi momento. Sono piante a crescita piuttosto lenta e possono passare anche cinque anni prima che producano i piccoli grappoli di fiori al centro delle rosette.

La maggior parte delle varietà di aeonium sono monocarpiche, il che significa che la pianta madre muore dopo la fioritura, ma i germogli continueranno a produrre altri germogli.

  • Nome comune: Aeonium
  • Famiglia: Crassulaceae
  • Tipo di pianta :succulenta perenne
  • Dimensioni: da 2 a 60 cm (a seconda della specie e della varietà)
  • Periodo di fioritura: fine inverno o primavera
  • Colore del fiore: rosa (la fioritura è rara e avviene solo nelle piante mature)
  • Area di provenienza Isole Canarie, Africa

Come curare le aeonium succulent

Nei climi più caldi, gli aeonium possono essere coltivati in piena terra come piante perenni, ma è anche comune coltivarle in vaso su terrazze o patii.

Nelle regioni più fredde, dovrebbero essere coltivate in vaso e portate all’interno prima del gelo.

Se coltivate in giardino, le aeonium rendono meglio visivamente quando sono raggruppate più piante vicine tra loro.

Le varietà più alte possono assomigliare a dei bonsai quando diventano arbustive; è possibile tagliarle se diventano troppo tozze. Le talee radicheranno prontamente e daranno vita a nuove piante.

Le aeonium hanno un apparato radicale poco profondo, poiché immagazzinano l’acqua nelle foglie e nei fusti. A differenza di altre piante succulente, che preferiscono terreni asciutti, le aeonium preferiscono terreni umidi ma non bagnati.

Possono produrre radici lungo gli steli, che si possono notare se la pianta si lega al vaso o se gli steli cadono e toccano il terreno. Assicuratevi che queste radici non si secchino. Le radici del fusto trasformeranno rapidamente i pezzi caduti in nuove piante.

I rami più lunghi tendono a cadere e a spezzarsi a causa del peso delle rosette. In questo caso, è possibile ripiantare il fusto spezzato.

Amano la luce

Come la maggior parte delle succulente, le piante di aeonium crescono meglio in pieno sole o in ombra parziale. Nelle estati calde e torride può essere necessario anche una leggera ombra. In ambienti interni, serve dar loro una luce luminosa indiretta.

Che terreno utilizzare

Un terriccio sabbioso o una normale miscela per vasi modificata con perlite è migliore di una miscela specifica per succulente e cactus, poiché le piante aeonium hanno bisogno di una certa umidità.

Se coltivate in aiuole da giardino con terreno denso, può essere necessario integrare con muschio di torba per migliorare la porosità del terreno.

DI quant’acqua hanno bisogno le aeonium succulent

In inverno, annaffiate ogni volta che il primo centimetro di terreno si è asciugato. Fate un test infilando un dito nel terreno per uno o due centimetri e annaffiate se il polpastrello è asciutto.

Queste piante amano una maggiore umidità rispetto a molte altre succulente, ma un’eccessiva umidità o il fatto di lasciarle in un terreno umido potrebbe far marcire le radici.

Temperatura e umidità

Queste piante preferiscono un clima mediterraneo: non troppo caldo, non troppo freddo e non troppo secco.

Coltivarle in un terreno umido e ombreggiato le farà crescere anche con il caldo, ma la loro vera stagione di crescita va dall’inverno alla primavera, quando le temperature sono più fresche e umide. Possono andare in quiescenza in estate  e non richiedono eccessive annaffiature, se non in condizioni di forte siccità.

Concime

Durante la stagione di crescita, potete somministrare circa una volta al mese  un fertilizzante bilanciato a mezza dose. Non somministratelo invece durante la fase di dormienza.

Quali sono le varietà dell’Aeonium Succulent?

  • Aeonium arboreum: Questa pianta, molto diffusa, presenta rosette verde brillante su uno stelo ramificato. Ha una forma arbustiva e può raggiungere i 2 metri di altezza in giardino o i 3 metri in contenitore.
  • Aeonium arboreum ‘Atropurpureum’: questa variante ha foglie di colore marrone se coltivata in piena luce.Aeonium succulent
  • Aeonium arboreum ‘Zwartkop’ o ‘Black Rose‘:  ha foglie molto scure, di colore bordeaux intenso o quasi nero ed è una pianta abbastanza grande.
  • Aeonium ‘Garnet’: Incrocio ibrido,  le foglie di questa varietà sono verdi verso il centro e punteggiate di rosso scuro.
  • Aeonium davidbramwelli ‘Sunburst’: questa varietà è una pianta alta da 1 a 2 metri, che presenta rosette larghe fino a 1 metro con strisce giallo pallido, bianche e verdi e punte rosa.
  • Aeonium haworthii ‘Tricolor’ o ‘Kiwi’: pianta di 2 o 3 metri di facile crescita, ha fiori  con centro giallo pallido, che maturano in rosso e verde.

Propagazione dell’aeonium

La propagazione dell’aeonium permette di ottenere un certo numero di piante da una sola talea, grazie al modo in cui si ramifica, quindi è un buon modo per moltiplicare la propria presenza.

Come molte piante grasse, gli aeonium sono molto facili da propagare da talea se si effettua in primavera.

Anche i pezzi di fusto che cadono dalla pianta possono facilmente attecchire nel terreno circostante.

Ecco come propagare l’aeonium da talea:

  • Con un utensile da taglio molto affilato e pulito, tagliare un pezzo di fusto più giovane contenente una rosetta di foglie. Appoggiate la talea su un lato e mettetela in un luogo asciutto, caldo e ombreggiato per circa tre giorni, in modo che l’estremità del taglio si cicatrizzi. (Il callo è importante perché impedisce che le radici marciscano una volta che la talea viene piantata).
  • Riempite un piccolo vaso con fori di drenaggio con una miscela composta per metà da terriccio normale e per metà da terriccio per cactus/succulente. Inserite l’estremità recisa e callosa della talea nel terriccio, a una profondità sufficiente a tenerla in piedi. Posizionate il vaso in piena luce indiretta e annaffiatelo leggermente una volta alla settimana.
  • Una volta che la pianta ha sviluppato radici forti, lasciate asciugare i primi 5 cm di terreno prima di annaffiare. Se necessario, rinvasare in un vaso più grande.

Rinvaso dell’Aeonium

Le piante Aeonium sono ideali per la coltivazione in vaso perché hanno bisogno di poco terreno.

I vasi consentono di vedere da vicino le loro caratteristiche uniche e di controllare meglio le condizioni di crescita. Nelle zone ad alta umidità o piovose, potrebbe non essere necessario annaffiarle.

Scegliete un contenitore con un foro di drenaggio per evitare l‘acqua stagnante e il marciume delle radici. Per mantenere i livelli di umidità necessari, utilizzate un normale terriccio piuttosto che una miscela per succulente/cactus a rapido drenaggio.

Se  le coltivate  in vaso, rinvasatele ogni due o tre anni con terriccio fresco.

Quali sono i parassiti più comuni

Queste piante attraggono i tipici afidi, le cocciniglie e gli acari.

Tuttavia, c’è un altro insetto da tenere d’occhio: le formiche.

Afidi e cocciniglie secernono sostanze zuccherine che attirano le formiche sulle piante succulente. Non è facile eliminare le formiche dalle piante grasse con boccioli stretti o foglie a rosetta. La cosa migliore è mettere un’esca per formiche vicino alle piante per attirarle.

Una volta eliminate le formiche, ci si può concentrare sull’eliminazione degli altri parassiti.

Potete trattare la pianta con uno spruzzo d’acqua o di sapone insetticida delicato per eliminare questi insetti.

Altri problemi comuni

Questa succulenta è allo stesso tempo facile e difficile da curare, perché alcuni suoi comportamenti normali possono far pensare che la pianta stia morendo.

Ecco alcuni consigli per la cura degli aeonium.

Foglie della pianta che cadono

È del tutto normale che le foglie inferiori della rosetta cadano. Anche la rosetta può chiudersi. A

nche se la pianta sembra morire, è probabile che stia attraversando la fase di quiescienza. La quiescienza avviene in estate. Lasciate semplicemente la pianta a riposo e non cercate di aiutarla.

La quiescienza non è nemmeno un buon momento per prelevare talee di fusto dalla pianta.

Tuttavia, lo stesso comportamento può verificarsi in estate se la pianta sente troppo caldo e non viene annaffiata. In caso di caldo estremo, le foglie si arricciano per evitare un’eccessiva perdita d’acqua.

Si può capire se la pianta è stressata o meno se la rosetta si chiude o si arriccia insieme alla perdita di foglie.

Se pensate che sia questo il caso, date alla pianta un po’ d’acqua e vedete se le rosette si aprono e si arricciano, anche se le foglie possono continuare a cadere.

Foglie che imbruniscono

Se la pianta riceve troppa luce solare, le foglie si scottano. È possibile rimuovere le foglie bruciate o aspettare che cadano naturalmente. Spostate la pianta in un luogo con meno luce solare diretta.

Ramo madre morente

Se avete un aeonium ramificato con la pianta madre principale che è fiorita, il ramo sembrerà morire.

Potete salvare la pianta usando un attrezzo da taglio affilato e pulito per tagliare la testa dove la rosetta e i fiori sono già sbocciati.

Il ramo dovrebbe avere dei piccoli (germogli) che continueranno a crescere e a fiorire.

Domande frequenti sulle aeonium succulent

Le risposte alle vostre domande.

Le aeonium sono facili da coltivare?

Se le condizioni di coltivazione sono adeguate, le aeonium richiedono pochissime cure e prosperano anche se trascurate. In caso contrario, il compito principale sarà quello di spostarle dal sole caldo all’ombra e viceversa, di annaffiarle e di spostarle in casa quando la temperatura scende troppo.

A che velocità crescono le aeonium succulent?

Queste piante grasse sono a crescita lenta e potrebbero non produrre fiori gialli o bianchi fino a cinque anni.

Quanto possono vivere le aeonium succulent?

La maggior parte delle aeonium (ma non tuttie sono monocarpiche, il che significa che la pianta madre muore dopo la fioritura dal centro della rosetta. Tuttavia, se la pianta madre ha prodotto dei germogli laterali, questi ultimi continueranno a vivere e a produrre altri germogli, il che può mantenere la pianta in vita indefinitamente.

Possono crescere in casa?

Le aeonium possono essere coltivate sia all’interno che all’esterno. Sono ottime piante da appartamento, a patto di non esagerare con le annaffiature.

Sono perfette sia per valorizzare gli spazi interni con vasi di design sia per i giardini con rocce, ma grazie alla loro bellezza sono perfetti anche per creare bouquet esclusivi.

Altre piante da scoprire

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Gasteria, una delle piante grasse da tenere lontano dal sole diretto

La Gasteria è una pianta grassa appartenente alla famiglia delle Aloaceae molto simile in apparenza all’Aloe vera. Originaria del Sudafrica, è una succulenta molto diffusa anche in Italia, tra le piante da giardino e balcone, ma dà ottimi risultati anche in vaso.

È una delle piante ornamentali migliori per la casa, il balcone ed il giardino, grazie alle sue foglie lunghe e piatte, a volte maculate, a volte verdissime. Come molte altre piante grasse, è facile da coltivare, con poche attenzioni: in terra può raggiungere anche i 70 cm, mentre in vaso non supera i 30-35 cm.
Conosciamola meglio, quali sono le sue varietà e come prendersene cura.

Descrizione della gasteria

Pianta succulenta, appartenente alla famiglia botanica delle Aloeaceae, come l’aloe. Ha origini sudafricane e ce ne sono circa 20 diverse varietà, lievemente differenti l’una dall’altra.

Il nome deriva dal greco gastèr, che vuol dire ‘ventre’ per via della forma del fiore. E proprio per questa forma del fiore e delle foglie è chiamata con nomi buffi come Stomach Plant o ‘lingua di avvocato’.

  • Foglie: carnose, crescendo si dispongono a rosetta. Il colore può variare da una specie e l’altra, possono essere verdi, maculate, screziate da strisce chiare, con puntini verrucosi.
  • Fiori: semplici, senza ramificazioni, di colore verde chiaro o bianco-rosa
  • Radici: corte e robuste, permettono la coltivazione in vasi larghi ma non troppo grandi

Gasteria

Appare molto simile alla pianta dell’Aloe, ma il fiore è differente. Viene spesso incrociata con piante simili per creare ibridi come la pianta Haworthia.

Tutte le specie di gasteria

Tra le varietà più comuni e utilizzate in giardinaggio vi sono:

  • G. Acinacifolia: consigliata per la coltivazione nelle aree asciutte e ombreggiate. si adatta bene ai vasi ma nasce nei giardini rocciosi e nei terreni costieri. I fiori sono perfetti per gli insetti impollinatori.
  • G. Armstrongii: caratterizzata da foglie verde scuro arrotondate.
  • G. Batesiana: variegata, dalle foglie screziate di bianco, ruvide, tubercolate e fragili, lunghe dai 10 ai 30 cm. I fiori sono piuttosto grandi.
  • G. Bicolor: produce fiori bicolore rosa-rossastro e verdi, piccoli, lunghi circa 2 cm, penduli, tubolari.
  • G.Brevifolia: con foglie di colore verde scuro, lunghe circa 15 cm e strette.
  • G.Croucheri: una delle specie più grandi. Gli esemplari adulti sono molto simili all aloe. Ha foglie lanceolate, lisce, screziate e, generalmente, affusolate con la classica punta arrotondata. Si tratta di piante solitarie.
  • G. Ellaphieae: perfetta per la coltivazione in vaso. Ha foglie grigiastre, arcuate e ruvide. Non è una specie molto diffusa.
  • G.Nigricans: originaria della parte occidentale del Sudafrica è rustica e molto resistente. Non può vivere in esterno se le temperature scendono troppo.
  • G.Nitida: varietà armstrongii, varietà nana, a crescita lenta con foglie variegate, tuberculate, di colore crema, gialle con strisce verdi . Rimane bassa, le foglie si compongono a rosette di circa 10 centimetri di altezza. i suoi fiori hanno punte lunghe fino a 2,5 cm.
  • G. Pillansii: una varietà che presenta foglie di color verde scuro e maculate di bianco.

Le specie più comuni sono:

  • Gasteria carinata. Si distingue per le sue foglie lunghe, ruvide, strette, che tendono ad assottigliarsi in punta. Ha fiori rosa-arancio da circa 4 cm che spuntano all’inizio della primavera. La pianta deve essere posizionata a mezz’ombra o all’ombra: il sole diretto fa bruciare le foglie, che diventano marron scuro. Non teme invece le alte temperature ed il freddo, l’importante è che il terreno sia sempre ben asciutto. Meglio scegliere un terreno che dreni bene e che non trattenga l’acqua: un misto composto da sabbia grossolana e lettiera di foglie o un substrato commerciale per succulente. Annaffiate in primavera ed estate quando il terreno appare molto asciutto. Durante l’autunno e l’inverno basta annaffiare una volta al mese. Anche il concime non è fondamentale, ma si può aggiungere al terreno in autunno e in primavera un concime minerale per cactus. Soffre l’umidità e se eccessiva, può morire.

Gasteria

  • Gasteria glomerata. Alta circa 10 cm con foglie corte e leggermente ricurve, di colore grigio-verdi e carnose, rigide e ruvide al tatto, non va tenuta al sole diretto, perché le foglie potrebbero bruciarsi e diventare scure. In primavera produce piccoli fiori di colore arancione-rossastro con una punta verde. Il suo nome deriva dalla posizione dei fiori che sembrano raggruppati sul peduncolo lungo. Perfetta tra le piante da appartamento, si coltiva bene in vaso e non ha bisogno di contenitori troppo grandi.
  • Gasteria liliputana. Ha foglie verde scuro, chiazzate con macchie color crema, lunghe fino a 5 cm, rigide, con striature chiare e punta arrotondata. In natura questa pianta cresce all’ombra di alberi e cespugli e grazie alle sue foglie maculate si mimetizza perfettamente con l’ambiente circostante. Pianta perfetta per ambienti al chiuso, cresce sana anche in vaso, ma non va tenuta alla luce diretta del sole perché rischia di assumere colori bruni. Produce in primavera dei piccoli fiori bicolore, rossastro-rosa e verdi.
  • Gasteria Sigma. Si apre a rosetta e rimane di dimensioni ridotte. Le sue foglie sono lunghe circa 10 cm, carnose, rigide e appuntite. Di colore verde intenso e lucido con una piccola puntinatura ruvida e bianca. I margini delle foglie sono seghettati, questa pianta appare proprio come una piccola aloe.

Come coltivare la pianta di Gasteria

Questa pianta grassa si può coltivare sia in terra sia in vaso, non è una pianta difficile da coltivare seguendo alcune semplici ma importanti regole.

Come per tutte le succulente, si pensa che possano crescere da sole senza alcuna cura, ma in realtà bisogna non dimenticare alcune necessità, anche se sono piante facili da coltivare. In cambio durerà a lungo e fiorirà ogni anno.

  • Coltivazione in vaso: è facile da coltivare in vaso, basterà usare terriccio per cactus, già miscelato con sabbia, per aumentarne il potere drenante. Non ha un impianto radicale molto grande e di conseguenza necessita di rinvaso ogni 3-4 anni, nel periodo primaverile.
  • Coltivazione in giardino: cresce bene in terreni molto drenanti con un alto contenuto di minerali e in posizione di semi-ombra. In terra può raggiungere i 70 cm di altezza. In origine questa cresceva in terreni rocciosi e si riproduce molto facilmente.

Habitat della Gasteria

Il terreno ideale per garantire una buona crescita di tutte le specie di gasteria è un terreno poroso e ben drenato, composto di terra fibrosa e sabbia. Il substrato deve essere composto da sabbia e terriccio universale sempre ben drenato.

Gasteria

Va posizionata in un luogo luminoso, ma non sotto i raggi diretti del sole. Le foglie possono bruciarsi e cambiare colore, diventando più scure quasi marroni. Questo è il campanello d’allarme per segnalare che la pianta sta soffrendo. Pur essendo una pianta grassa, infatti, non tollera il sole diretto.

La sua temperatura ideale è tra i 22° e i 27°, e non teme le gelate, l’importante è che il suo apparato radicale si trovi in terreno ben drenato e asciutto.

Quando annaffiare la Gasteria

Non ha bisogno di abbondante irrigazione:

  • in primavera ed estate annaffiare ogni volta che il terreno appare secco
  • in autunno e inverno si possono sospendere quasi totalmente le somministrazioni di acqua

Il fatto che non vada irrigata non vuol dire che possiamo abbandonarla all’incuria: va seguita e bisogna toccare la terra in ogni periodo dell’anno e quando questa è troppo secca offrire un po’ di acqua.

Fioritura della Gasteria

Si tratta di una varietà di piante grasse fiorite, con corolle che si schiudono all’inizio della primavera.

I fiori, che variano da specie a specie, sono solitamente piccoli e tubolari di vari colori, bianco, rosa, arancio o verdini. Resistono fino al caldo dell’estate, poi si seccheranno e cadranno da soli.

Può succedere che un anno manchi la fioritura o sia poco evidente: la pianta va coltivata per le foglie e non per la fioritura.

Concimazione e potatura della Gasteria

Prima della primavera e prima del riposo vegetativo, in autunno, si può provvedere all’uso di un concime leggero per cactus e piante grasse diluito nell’acqua di annaffiatura.

La pianta non deve essere potata: i fiori secchi cadono da sé, la crescita delle foglie è lenta e non necessita di potatura.

Gasteria

Moltiplicazione della Gasteria

La moltiplicazione di questa pianta si effettua per divisione dei cespi basali, talea e seme. Il rinvaso va sempre effettuato in piena primavera. Vediamole bene.

  • Moltiplicazione per divisione di cespi basali. La divisione di cespi basali si effettua utilizzando delle cesoie ben pulite e disinfettate: con queste si tagliano i polloni che crescono alla base della pianta madre facendo attenzione a non rovinare le radici. Si procede poi a impiantare nel terriccio universale facendo pressione con le mani e si annaffia per ammorbidire il terreno. La nuova pianta che crescerà si potrà rinvasare in primavera.
  • Moltiplicazione per talea di foglia. La moltiplicazione anche per talea di foglia può risultare un po’ difficile perché la foglia tende a seccarsi e marcire.
  • Moltiplicazione per seme. Utilizzata soprattutto nei casi di coltivazione in terra nel giardino: i semi vanno interrati nella terra setacciata mista a sabbia e mantenuta umida, arieggiata e ombreggiata all’inizio della primavera, quando la temperatura esterna è di circa 20°-22°.

Gasteria: cosa teme

Come succede per quasi tutte le piante grasse che fanno fiori, teme il marciume radicale causato da un eccesso di umidità del terreno. La pianta, infatti, non deve mai essere annaffiata in eccesso, e il suo terreno deve contenere materiale drenante.

Soffre anche l’attacco di alcuni animaletti come:

Se dovessero presentarsi questi animaletti delle piante si consiglia di pulire le foglie della pianta usando un batuffolo di cotone imbevuto di alcool o aceto.

Gasteria nel linguaggio dei fiori

Come per tante altre piante grasse, simboleggia la resistenza.

Altre piante grasse

Altre piante grasse e sempreverdi interessanti sia fiorite che semplicemente per decorare le aiuole:

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