Green News

[ssba]

Vaccinare il gatto: una guida pratica

vaccinare gatto

Vaccinare il gatto è la soluzione più efficace per garantire all’animale una adeguata protezione nei confronti di malattie infettive comuni, alcune anche molto gravi. Nelle prime settimane di vita, il gatto riceve le prime difese contro virus e batteri attraverso il colostro della mamma. Già dalla settima settimana di vita, però, questa protezione inizia ad indebolirsi e, al tempo stesso, il sistema immunitario del gatto non è ancora sufficientemente sviluppato. Verso l’ottava settimana di vita, quindi, il gattino va sottoposto al suo primo ciclo di vaccinazioni.

Come per i cani, non esistono vaccinazioni obbligatorie per il gatto. Tuttavia, ve ne sono di fortemente raccomandate (cosiddette “core”) ed altre facoltative (“non core”), da stabilire se farle o meno in base allo stato generale del gatto e al suo stile di vita. In ogni caso, sarà il veterinario a consigliare l’iter vaccinale più adatto per il gatto.

Perché è importante vaccinare i gatti

Vaccinare i gatti serve a proteggerli da alcune malattie. In genere, i vaccini preparano le difese immunitarie alla difesa di vari organismi patogeni.

Quando si fa il vaccino contro una determinata patologia, viene inoculata una minima quantità del microrganismo responsabile di quella specifica patologia. Il corpo dell’animale (così come accade anche nell’uomo) reagisce innescando la produzione di anticorpi. Ciò significa quindi che, nel caso un gatto sia esposto ad una malattia in particolare, se lo stesso gatto è stato vaccinato per quella determinata patologia, il suo sistema immunitario la riconoscerà e cercherà di contrastarla, evitando il contagio o riducendone gli effetti.

Come ogni vaccino, anche i vaccini per i gatti non danno una garanzia di copertura al 100%. Tuttavia, le possibilità di contagio diminuiscono in maniera significativa.

Quali vaccini deve fare un gatto

A livello legislativo, non ci sono obblighi vaccinali per i gatti. Come meglio spiegheremo più avanti, ci sono però vaccinazioni fortemente raccomandate (cosiddette “core”) ed altre invece facoltative (“non core”), da valutare insieme al veterinario a seconda dei singoli casi.

In generale, prima di vaccinare un gatto (come anche un cane), è importante assicurarsi che l’animale sia in salute e non abbia parassiti.

Vaccinazioni “Core”

La vaccinazione ritenuta fondamentale per il gatto è la Trivalente, che comprende 3 vaccinazioni per altrettante patologie fra le più diffuse nei felini:

  • rinotracheite: nota anche come “raffreddore del gatto”, è una malattia virale provocata da un herpesvirus (Feline Herpesvirus-1, FHV-1), che si manifesta con starnuti, tosse, scolo nasale e oculare, difficoltà respiratorie e congiuntivite
  • panlecopenia: malattia virale causata da un parvovirus (Feline Panleukopenia Virus, FPV) che provoca gastroenterite con diarrea e vomito, presenza di sangue nelle feci, anoressia e rifiuto di bere
  • calicivirosi: malattia virale causata da un calicivirus (Feline Calicivirus, FCV) che provoca febbre, ulcere orali con conseguente ipersalivazione), segni congiuntivali e respiratori

Queste 3 patologie sono ad altissima trasmissibilità. Per questo, vaccinare il gatto con la trivalente è importante per favorire l’immunità di gregge, oltre a proteggere il gatto stesso

Vaccinazioni “Non Core”

Esistono poi molte altre vaccinazioni che sono estremamente utili per prevenire patologie gravi, a volte addirittura letali. Tuttavia, si tratta di vaccinazioni non sempre necessarie per tutti i gatti. Per la scelta sulle vaccinazioni da fare al proprio gatto, è bene farsi consigliare dal proprio veterinario, che conosce lo stato di salute generale dell’animale e il suo stile di vita.

Le vaccinazioni “non core” per i gatti sono quelle contro:

  • FeLV (Leucemia felina) è molto frequente nei gatti che vivono spesso all’aria aperta
  • Clamidiosi felina: infezione batterica che colpisce soprattutto gli occhi, manifestandosi con una forma di congiuntivite. Frequente nei cuccioli, è molto contagiosa
  • FIP (peritonite infettiva): provocata dal coronavirus felino, di solito si manifesta con l’infiammazione del peritoneo. Si tratta di una malattia che talvolta può avere esito mortale
  • Anti rabbia: obbligatoria in Sardegna e per i viaggi in Europa o in altri Paesi. Oltre ad essere una malattia mortale, la rabbia può essere contagiosa anche per l’uomo

Quando fare le vaccinazioni ai gatti

È consigliato cominciare a vaccinare i gatti a partire dalla ottava settimana di vita; più o meno quindi con l’inizio dello svezzamento.

Durante le primissime settimane di vita sono protetti dagli anticorpi trasmessi dalla mamma. Tuttavia, l’immunità raggiunta durante questo periodo è parziale. Per questo, poi, tra la ottava e la decima settimana di vita dei mici, è bene cominciare i cicli vaccinali raccomandati.

Dopo la prima vaccinazione, va fatto il richiamo dopo 2-4 settimane dal primo, a seconda del tipo di vaccino. Quindi si procede poi con vaccinazioni a cadenza annuale.

Dopo il primo vaccino, il veterinario rilascia il libretto delle vaccinazioni, un documento sanitario personale dove vengono annotate tutte le informazioni sanitarie riguardanti la storia clinica del gatto: operazioni, vaccinazione fatte con promemoria dei relativi richiami, trattamenti seguiti, etc…

vaccinare gatto
La vaccinazione è totalmente indolore per i nostri amici felini: non si possono però escludere a priori alcuni lievi effetti collaterali.

Se si viaggia col proprio gatto, il suo libretto delle vaccinazioni va sempre portato con se.

Schema vaccino gattino

Hai adottato un gattino? Ecco lo schema di protocollo relativo ai vaccini che viene consigliato.

  • 8 settimane: trivalente (Panleucopenia + Calicivirosi + Rinotracheite)
  • 12 settimane: trivalente + FeLV
  • 16 settimane: trivalente + FeLV
  • 12 mesi (o dopo 12 mesi dall’ultimo vaccino): rivaccinazione trivalente + FeLV

In Italia nessun vaccino per il gatto viene registrato prime delle 8 settimane di età.

Vaccinare gatto adulto

Le vaccinazioni nel gatto adulto coincidono coi richiami. Per quanto riguarda le vaccinazioni “core” del gatto, i richiami vanno fatti ogni 3 anni.

Cosa succede se non si fa il vaccino ai gatti

La vaccinazione costituisce l’unica protezione contro varie patologie, infezioni e malattie alcune delle quali possono rivelarsi letali per il gatto. Oltre a mettere in pericolo la sua stessa vita, un gatto che si ammala, innesca il contagio, disseminando l’agente patogeno nell’ambiente e ad altri gatti.

Come si sente il gatto dopo il vaccino

Nei 2 giorni seguenti la vaccinazione, il gatto può manifestare degli lievi effetti collaterali, sotto forma di:

  • leggero rigonfiamento nel punto di inoculazione
  • febbre
  • sonnolenza
  • diminuzione dell’appetito

Solo in casi rari possono manifestarsi reazioni allergiche anafilattiche o reazioni sistemiche aspecifiche, di solito causate dall’adiuvante presente nel vaccino.

Vaccinare gatto che sta in casa

Come detto fin dall’inizio, non ci sono vaccinazioni obbligatorie per i gatti, ma solo alcune ritenute essenziali (core) ed altre facoltative (non core).

Per scegliere quali vaccinazioni fare al proprio gatto, è fondamentale consultarsi col proprio veterinario di fiducia per stabilire il protocollo vaccinale più adeguato.

Invece, per la scelta del piano vaccinale, si deve tener conto dello stato di salute generale dell’animale, del suo stile di vita e delle abitudini della sua famiglia adottiva, nonché dell’ambiente in cui il gatto vive e l’area geografica di appartenenza.

I gatti domestici che passano gran parte della loro giornata in casa e non hanno contatti con altri felini sconosciuti, sono poco esposti ad agenti patogeni. Tuttavia, i gatti che vivono in casa non sono immuni dal contrarre malattie come l’influenza o la gastroenterite. Per i gatti domestici, questi due vaccini sono fortemente consigliati perché possono contrarre le malattie senza bisogno del contatto con altri gatti.

Il vaccino contro la leucemia felina, invece, è consigliato per i gatti che trascorrono parecchio tempo fuori, a contatto con altri gatti.

Ovviamente, in caso di viaggi all’estero, va valutato il vaccino contro la rabbia.

Vaccinare gatto anziano

I gatti anziani, esattamente come accade in noi uomini, sono molto vulnerabili a contrarre malattie infettive dal momento che il loro sistema immunitario, col passare degli anni, tende a “perdere la memoria”. Per evitare ciò, è quindi molto importante non interrompere le vaccinazioni quando il gatto diventa anziano.

Tuttavia, con la supervisione del veterinario, le vaccinazioni vanno modulate per non esagerare nella stimolazione del sistema immunitario.

Vaccinare gatto Fiv positivo

Le infezioni da FIV (Feline Immunodeficiency Virus) e FeLV (Feline Leucemia Virus) sono malattie infettive molto diffuse nella popolazione felina che si trasmettono da gatto a gatto.

La FIV avviene attraverso la saliva e/o il sangue infetto. E quindi per contatto diretto molto stretto tra felini. Sono quindi maggiormente a rischio:

  • i gatti giovani, che sono molto attivi e curiosi
  • i gatti randagi
  • i maschi non sterilizzati
  • i gatti domestici che hanno l’abitudine di uscire, col rischio quindi di entrare in contatto con un soggetto infetto
  • le femmine durante il rituale di accoppiamento, quando il maschio la morde sul collo

Le gatte incinte infette possono inoltre trasmettere l’infezione ai gattini.

Anche la leucemia felina (FeLV) si trasmette per contatto amichevole tramite la saliva, ad esempio attraverso la condivisone delle ciotole dell’acqua e del cibo.

Verso i 6 mesi (non prima, altrimenti il test non è attendibile al 100%), è possibile sottoporre il gatto ai test per FIV- e/o FeLV. L’esito positivo sta ad indicare un sistema immunitario compromesso, e di conseguenza il fatto che il gatto ha maggiori possibilità di ammalarsi.

I gatti FIV-positivi vanno vaccinati contro la FeLV solo in caso di reale rischio di infezione, mentre i gatti FeLV-positivi non vanno vaccinati per la FeLV.

Ad ogni modo, un gatto infetto da FIV e/o da FeLV dovrebbe vivere in casa ed evitare il contatto con altri gatti sia per non esporsi a malattie infettive sia per non infettare altri felini.

Qualora un gatto FeLV-positivo si negativizzasse (eventualità che può accadere), è consigliato vaccinarli anche per FeLV.

Quanto costano le vaccinazioni per i gatti

Non esistono tariffe fisse per i vaccini dei gatti. Il prezzo varia in base alla città e/o alla struttura dove viene somministrato il vaccino. Indicativamente, ogni somministrazione costa di media 35,00-40,00 euro.
La cifra può aumentare per le vaccinazioni ritenute non fondamentali.

Altri approfondimenti

Potrebbero interessare anche queste altre guide riguardanti la cura dei gatti

Powered by WPeMatico

Sostenibilità quotidiana: come rendere ogni giorno più green

La sensibilizzazione verso le tematiche ambientali è sempre più diffusa e sono molti coloro checercano soluzioni pratiche e sostenibili per contribuire al benessere del nostro pianeta. La sostenibilità quotidiana è il risultato di piccoli gesti e abitudini, che possono fare una grandedifferenza nella salvaguardia dell’ambiente e delle risorse naturali a nostra disposizione e proprioper questa…

Continua a leggere qui.

Powered by WPeMatico

Guida pratica al Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

parco nazionale d'abruzzo

Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (PNALM) è uno dei più antichi parchi nazionali italiani ed è stato istituito nel 1922 con lo scopo di proteggere la ricca biodiversità della regione. La sua area si estende su una vasta area che copre territori montuosi e boscosi in Abruzzo, Lazio e Molise.

Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise è rinomato per la sua bellezza naturale, che include montagne, foreste, laghi, fiumi e una notevole varietà di flora e fauna. È un luogo ideale per gli amanti della natura, con molte opportunità per escursioni, trekking, osservazione della fauna selvatica e altre attività all’aperto. Ospita numerose specie di animali, tra cui orsi, lupi, camosci, cervi e aquile reali, ed è anche sede di una vasta gamma di piante e fiori, alcuni dei quali sono endemiche di quest’area.

Scopriamolo meglio in questa guida dedicata.

Istituzione e storia del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise è stato istituito nel 1922 con l’obiettivo di proteggere la straordinaria biodiversità della regione. È uno dei primi parchi nazionali italiani e si estende su circa 50.000 ettari di territorio montuoso e boscoso nelle regioni di Abruzzo, Lazio e Molise. L’istituzione del parco fu una prima risposta alla crescente preoccupazione per la conservazione delle risorse naturali e della fauna selvatica.

Nel corso del suo secolo abbondante di vita, non mancano gli alti e i bassi nelle vicende relative alla sua gestione. Soppresso come ente autonomo nel 1933, durante gli anni del fascismo, nel 1951, venne ricostituito come ente di gestione autonoma sotto un governo democristiano.

Nei decenni successivi, il Parco ha visto ulteriori ampliamenti di territorio, un sostanziale successo nello scongiurare e contenere l’abuso edilizio, ma anche periodi contrassegnati da dissesto finanziario e controversie politiche. Le gestioni recenti si stanno concentrando sulla missione primaria di tutela del territorio, cercando di approfondire il coinvolgimento delle comunità locali.

Caratteristiche fisiche del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

Situato nel cuore del nostro Paese, all’interno della sua area di circa 50.000 ettari, conserva un habitat che spicca per paesaggi mozzafiato e una ricca biodiversità. Le sue caratteristiche fisiche includono una vasta gamma di ecosistemi, dalle vette montuose alle valli profonde, dai boschi rigogliosi ai pascoli d’alta quota.

Le montagne presenti nel parco, che fanno parte degli Appennini centrali, raggiungono altezze fino a oltre 2.000 metri, con cime come il monte Marsicano e la montagna della Meta. Queste montagne offrono scenari spettacolari e sono popolate da una varietà di specie animali, tra cui orsi, lupi, camosci e cervi.

Il parco è attraversato da numerosi fiumi e torrenti, che scendono dalle montagne formando valli e gole pittoresche. Alcuni dei fiumi più importanti includono il Sangro, il Liri e il Volturno. All’interno del parco ci sono anche alcuni laghi, tra cui spicca il lago di Scanno, amato dai fotografi per la sua caratteristica forma di cuore, che tra l’altro è balneabile grazie alle sue acque pulitissime.

Il lago di Scanno, all'interno del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise
Il lago di Scanno, con la sua caratteristica forma di cuore.

Le foreste del parco sono costituite principalmente da faggi, pini, abeti e querce, creando habitat ideali per una vasta gamma di flora e fauna. Oltre agli animali già citati, il parco ospita una varietà di uccelli rapaci, come l’aquila reale e il falco pellegrino, e una miriade di specie di piante, fiori e insetti.

Inoltre, il parco è punteggiato da pittoreschi villaggi e antichi borghi, che contribuiscono al fascino culturale e storico della regione. Le sue caratteristiche fisiche uniche lo rendono un luogo ideale per escursioni, trekking, birdwatching e altre attività all’aperto, offrendo ai visitatori un’esperienza indimenticabile nella natura incontaminata.

Flora del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

Questo parco ospita una ricca varietà di flora, grazie alla sua diversità di habitat che vanno dalle montagne alle valli, dalle foreste ai pascoli alpini. Tra le specie più significative vi sono:

  • Foreste di faggio: queste foreste, presenti soprattutto nelle zone montuose, sono uno degli habitat principali del parco. Queste foreste sono dense e ricche di biodiversità, con una varietà di piante erbacee e arbusti che crescono nel sottobosco.
  • Pini e abeti: nelle aree più elevate del parco, si trovano boschi di pini e abeti, che conferiscono al paesaggio un carattere alpino. Queste foreste sono importanti per la conservazione della biodiversità e offrono rifugio a molte specie di flora e fauna.
  • Querce e castagni: lungo le pendici delle montagne e nelle valli più basse, è possibile trovare foreste miste di querce e castagni. Queste foreste sono importanti per la produzione di castagne e forniscono habitat per una varietà di specie animali.
  • Piante alpine e subalpine: nei pascoli alpini e subalpini del parco, si trovano numerose specie di piante adattate alle condizioni climatiche rigide e ai suoli poveri. Tra queste vi sono piante erbacee come edelweiss, genziane e rododendri.
  • Specie endemiche: il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise è sede di diverse specie vegetali endemiche, cioè presenti solo in questa regione. Queste specie, adattate agli ambienti unici del parco, contribuiscono alla sua biodiversità e al suo valore ecologico complessivo.

Fauna del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise ospita una vasta gamma di specie animali, molte delle quali sono endemiche dell’Appennino centrale e alcune delle quali sono considerate specie in via di estinzione. Tra le principali specie di fauna presenti nel parco vi sono:

  • Orso bruno marsicano: si tratta del grande protagonista del Parco. Questa sottospecie di orso bruno è endemica dell’Appennino centrale e rappresenta una delle icone del parco. Grazie agli sforzi di conservazione, la popolazione di orsi marsicani sta lentamente aumentando.
  • Lupo appenninico: il lupo è un altro predatore iconico del parco. Presente in numerose zone montuose, il lupo appenninico svolge un ruolo chiave nell’ecosistema come regolatore delle popolazioni di ungulati selvatici.
  • Camoscio appenninico: questa specie di ungulato abita le zone alpine e subalpine del parco, dove si nutre di erba e arbusti. Grazie agli sforzi di conservazione, la popolazione di camosci è in aumento.
  • Cervo nobile: il cervo nobile è presente nelle foreste del parco, dove si nutre di foglie, germogli e erbe. È una delle specie di cervi più grandi d’Europa.
  • Aquila reale: questo magnifico rapace abita le montagne del parco, nidificando sulle pareti rocciose e cacciando mammiferi di piccole e medie dimensioni.

Oltre a queste specie, il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise è sede di numerose altre specie di mammiferi, uccelli, rettili e anfibi, che contribuiscono alla sua straordinaria biodiversità e al suo valore conservazionistico.

Cosa fare e vedere al Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise mette a disposizione guide specializzate che vi permetteranno di gustare il lato selvaggio di questi territori. Oltre alle consuete escursioni giornaliere, organizza anche trekking di più giorni, visite guidate a tema, nonché eventi culturali, sportivi ed enogastonomici.

Come molti altri parchi nazionali italiani è diviso in diverse aree faunistiche, localizzate solitamente accanto ai centri visita, che vi permetteranno di avvistare: lupi, linci, caprioli, il famoso orso marsicano, cervi e camosci.

Sono possibili anche passeggiate a cavallo o in groppa a dei muli; gite in bicicletta o in canoa, laboratori di gusto e mestieri, escursioni con sci di fondo, giri panoramici in pullman o in auto, campi e seminari ecologici.

parco nazionale d'abruzzo

È però sicuramente l’orso marsicano la principale attrazione del parco.

Si tratta di un orso bruno apparentato geneticamente con la specie degli orsi delle Alpi. Attualmente sono avvistabili nel parco circa quaranta esemplari di quest’orso, che in genere è alto 150/180 centimetri per un peso di 100-150 kg (le femmine sono solitamente più piccole) può raggiungere i 30/40 anni di vita, ed è dotato di un olfatto molto sviluppato che gli consente di procacciarsi con facilità il cibo.

Come arrivare al Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise

Il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise è raggiungibile da diverse direzioni e offre diverse opzioni di trasporto. Ecco alcuni modi comuni per raggiungere il parco:

  • In auto: se si dispone di un’auto, è possibile raggiungere il parco tramite l’autostrada A24 (Roma-Teramo), l’autostrada A25 (Torano-Pescara), oppure l’autostrada A1 Roma-Napoli, proveniendo da sud. Tutte le autostrade offrono accesso a diverse strade statali e provinciali che conducono al parco.
  • In treno: le stazioni ferroviarie più vicine al parco sono quelle di Avezzano, Sulmona e Cassino. Proveniendo da sud, è possibile prendere la linea Napoli-Pescara, fermata Castel di Sangro. Dalle stazioni, è possibile prendere autobus o noleggiare un’auto per raggiungere il parco.
  • In autobus: è possibile raggiungerlo anche in pullman con la linea Pescara -Napoli, oppure con la linea Castel di Sangro-Avezzano. Ci sono poi diversi servizi di autobus che collegano le principali città vicine al parco, come Avezzano, Sulmona, Cassino e Roccaraso, con le città all’interno del parco e le sue principali attrazioni.

Parco Nazionale d’Abruzzo

Una volta arrivati al Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, è possibile esplorare le sue bellezze naturali tramite escursioni a piedi, in bicicletta o con tour organizzati. È importante pianificare il viaggio in anticipo e verificare le condizioni stradali e i mezzi di trasporto disponibili, specialmente se si visita durante la stagione turistica.

Se volete fermarvi qualche giorno in più nei territori, avete a disposizione molti hotel o agriturismi biologici come l’agriturismo Altana a Veroli (FR) o l’agriturismo La quercia ad Atri (TE) o ancora l’agriturismo Acquasalsa ad Agnone (IS).

Altri Parchi Nazionali Italiani da conoscere

Per approfondire le vostre conoscenza sui parchi nazionali del nostro Paese, qui trovate altre guide dedicate:

 

Powered by WPeMatico

Tutto sul verso del tacchino

Verso del tacchino

Tutto quello che avreste voluto sapere sul verso del tacchino, il gloglottio: il tacchino è un uccello di grande interesse sia per gli appassionati di ornitologia sia per gli allevatori.

Famoso per il suo ruolo nelle tradizioni culinarie, specialmente durante le festività come il Ringraziamento in America, il tacchino è anche noto per il suo verso distintivo.

Ma come si chiama, perché e quando lo fa? Scopriamo insieme tutte le curiosità legate a questo affascinante volatile, prima però ascoltiamolo dal vivo in questo video.

Il Verso del Tacchino: audio e video

Il verso del tacchino, comunemente detto “gloglottio” o “chiamata”, è una forma di comunicazione che svolge molteplici funzioni.

Nei tacchini selvatici, il maschio (noto come gallo) emette un suono forte e gutturale, conosciuto anche come “chioccolo”, specialmente durante la stagione degli accoppiamenti. Questo suono ha lo scopo di attirare le femmine (le galline) e stabilire la propria dominanza sugli altri maschi.

Perché il tacchino chiocciola?

Le occasioni non mancano, ecco le principali:

  1. Corteggiamento: Il chioccolo è più frequente e intenso durante la primavera, quando i tacchini sono in periodo di accoppiamento. Il gallo esibisce il suo piumaggio colorato e fa il verso per sedurre le galline.
  2. Dominio Territoriale: I maschi chioccolano per delimitare il proprio territorio e scoraggiare i rivali, comunicando la loro presenza e potenza.
  3. Allarme: Il verso può anche fungere da segnale di allarme in caso di pericolo, per avvertire gli altri membri del gruppo.

Quando il tacchino fa il verso?

Sebbene i tacchini siano più vocali e “loquaci” durante la stagione degli accoppiamenti, possono emettere suoni in varie circostanze:

  • Intera giornata: possono chiocciolare in qualsiasi momento del giorno, anche se sono generalmente più attivi al mattino e alla sera.
  • Come risposta al rumore: a volte rispondono ai rumori forti, come il tuono o il suono di un motore, con il loro verso.
  • Interazione sociale: comunicano tra loro anche per mantenere la coesione del gruppo o per esprimere disagio.

Altre curiosità sul tacchino

Oltre al loro particolare modo di comunicare, i tacchini possiedono diverse caratteristiche e comportamenti interessanti:

  • Intelligenza: contrariamente a quanto si possa pensare, i tacchini sono animali con una certa intelligenza sociale, capaci di riconoscere altri membri del gruppo e umani familiari.
  • Memoria Spaziale: i tacchini hanno una memoria spaziale eccellente, che li aiuta a ricordare la geografia del loro habitat.
  • Piumaggio: il piumaggio del maschio cambia colore in base al suo stato emotivo e alla salute, passando da un blu pallido a un rosso brillante.
  • Longevità: quanto vivono: in cattività, un tacchino può vivere fino a 10 anni, mentre in natura la loro aspettativa di vita è generalmente più breve a causa dei predatori.
  • Alimentazione: i tacchini sono onnivori e la loro dieta include una varietà di piante, semi, insetti e piccoli rettili.

Pollo e tacchino: quali sono le differenze tra questi animali?

Conclusione

Il verso del tacchino è più di un semplice suono; è un mezzo complesso di comunicazione che svolge ruoli cruciali nella vita di questi volatili. Dall’accoppiamento alla difesa del territorio, ogni gloglottio ha uno scopo ben definito. I tacchini sono creature sorprendenti e complesse, il cui comportamento e biologia meritano attenzione e rispetto. Conoscere questi aspetti non solo arricchisce la nostra conoscenza della biodiversità, ma contribuisce anche a un approccio più consapevole e sostenibile nel loro allevamento e conservazione.

Altre curiosità sul mondo animale

Powered by WPeMatico

Bonus gas: cos’è, come funziona e come richiederlo

Bonus gas

Il bonus gas è uno sconto che si applica direttamente sulla bolletta, previsto dal Governo e reso attivo dall’ Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente. Questo bonus sul gas permette di agevolare tutte le famiglie che attraversano un disagio economico e non solo.

Cos’è il bonus gas

Con l’avvio del mercato libero per le forniture di gas e elettricità, il Governo ha messo in atto una serie di sgravi per cittadini con limitate risorse economiche e difficoltà di salute o disabilità.

Il bonus sociale gas è uno di questi e serve a proteggere le fasce più deboli per la fine del mercato tutelato, che comporterà un’impennata dei prezzi legata alla liberalizzazione sia del mercato elettrico attesa per il 1 luglio 2024, che del gas, che è già in vigore dal 10 gennaio 2024.

Questo bonus viene riconosciuto ed erogato ai privati che possiedono un contratto di fornitura individuale, che a quelli  che usufruiscono di un impianto condominiale. Si tratta di un bonus sociale per soggetti fragili sia economicamente che portatori di handicap o altra disabilità grave, vittime di calamità naturali e anziani over 75 anni.

Bonus elettrico

Si può anche cumulare con il bonus elettrico da applicare sulla bolletta dell’energia elettrica che è possibile sempre per soggetti economicamente deboli, con ISEE sotto i 9330 euro annuali. Ma, mentre il bonus elettrico è sostanzioso, 113-161 euro con un contributo aggiuntivo di 76,44-113,75 euro a seconda del numero di componenti del nucleo familiare, il bonus gas è decisamente ridimensionato rispetto agli anni precedenti, con uno sgravio tra 36 e 143 euro.

Bonus gas

Tipi di forniture per avere il bonus gas

Le forniture devono essere:

  • con misuratore di gas di classe non superiore a G6
  • con gas naturale distribuito a rete, GPL e gas in bombola non rientrano

Sarà possibile ricevere il bonus anche in caso di cambio del fornitore e nei casi di voltura o disattivazione.

Chi ha diritto al bonus gas

Come anticipato brevemente, questa tipologia di bonus è dedicato a tutte le famiglie che stanno affrontando una difficoltà economica. Non solo, il bonus è dedicato anche per le famiglie numerose che rientrano nell’ISEE previsto per la richiesta.

Inoltre, per avere diritto all’agevolazione la fornitura di gas deve essere di tipo residenziale. Il bonus infatti, non verrà erogato a forniture di tipo industriale. Ecco perché il contatore del gas installato non deve essere superiore alla classe G6.

È importante specificare che usufruire del bonus sociale per il gas, non impedisce alle famiglie con difficoltà economiche e che possiedono tutti i requisiti, di richiedere i bonus acqua e per l’energia. I percettori del bonus gas legato solo a situazioni di difficoltà economica devono avere:

  • Reddito di cittadinanza
  • Pensione di cittadinanza
  • Modello ISEE fino a 9.500 euro. In questo caso il bonus è erogato al 100%
  • Modello ISEE compreso tra i 9.500 e i 15.000 euro con meno di 4 figli. Il bonus in questo caso è erogato all’80%
  • Modello ISEE non superiore ai 30.000 euro e con 4 figli a carico

Chi sono i clienti vulnerabili gas

Prima di richiedere il bonus gas è importante capire se si possiedono i requisiti che porteranno ad essere identificati come clienti vulnerabili gas, che sono indicati dall’articolo 2, comma 1 (DL 9 agosto 2022, n. 115). In questo caso, a parte il bonus, è prevista una particolare fornitura del gas con tariffe agevolate più vantaggiose del mercato libero in vigore da gennaio 2024.

Un membro delle famiglie o un soggetto singolo devono avere determinate caratteristiche di fragilità che gli permettano di accedere alla categoria dei clienti vulnerabili gas. Come tali di una fornitura gas con il servizio di tutela della vulnerabilità, una speciale condizione contrattuale chiamata offerta PLACET (Prezzo libero a condizioni equiparate di tutela) per far fronte alla fine del mercato tutelato. In particolare, chi possiede:

  • Condizioni economiche fragili
  • Disabilità ai sensi dell’articolo 3 legge 104/92
  • Struttura abitativa di emergenza a seguito di eventi calamitosi
  • Età oltre 75 anni

Queste categorie sono considerate clienti vulnerabili gas  e come tali godranno da gennaio 2024 di una fornitura del gas con il servizio di tutela della vulnerabilità, con una speciale condizione contrattuale chiamata offerta PLACET (Prezzo Libero A Condizioni Equiparate di Tutela) per far fronte alla fine del mercato tutelato.

Il modulo per la richiesta di questa fornitura di chi in automatico non è riconosciuto come vulnerabile, è allegato alla bolletta del gas di dicembre 23 o gennaio 24, e bisogna indicare di far parte di una categoria, con relativi attestati, alla compagnia fornitrice del gas.

Il cliente che non è stato identificato come vulnerabile può richiedere lo stato di vulnerabilità compilando un sul sito di ARERA.

Infine, il cliente vulnerabile può scegliere un’offerta del mercato libero, così come un cliente vulnerabile sul mercato libero può richiedere di essere fornito alle condizioni dell’offerta PLACET.

Come ottenere il bonus gas

Tutti requisiti sopraelencati devono essere rispettati ogni anno. Per chi percepisce il reddito di cittadinanza e pensione di cittadinanza, il bonus è emesso anche se si superano le soglie previste dell’ISEE.

Bonus gas

Una volta acquisiti i requisiti del reddito per accedere al bonus, L’INPS invierà i dati del nucleo familiare al SII, ovvero il Sistema Informativo Integrato. Il SII è fondamentale, poiché elabora i dati, identifica le forniture da agevolare e le comunica ai distributori.

È opportuno specificare che, ogni nucleo familiare ha diritto ad ottenere ed usufruire di un solo bonus per l’anno di competenza, per disagio economico e per ogni fornitura. Il bonus gas è riconosciuto per 12 mesi, da gennaio a dicembre.

Per quanto riguarda il rinnovo, basterà ripresentare il modello ISEE ogni anno. Se si possiedono i requisiti varrà assegnato automaticamente.

Come richiedere il bonus gas

L’erogazione del bonus gas, per quanto riguarda il 2024, avviene in automatico grazie al possesso del modello ISEE. La Dichiarazione Sostitutiva Unica, che permette di accedere alle prestazioni sociali agevolate consente l’accesso automatico al bonus gas.

Per avere una continuità sull’agevolazione, è bene presentare ogni anno e almeno un mese prima della scadenza, la Dichiarazione Unica Sostitutiva. L’erogazione del bonus gas avviene con 2 modalità differenti:

  • Per i clienti diretti l’erogazione è divisa nelle bollette che corrispondono ai consumi dei 12 mesi successivi all’erogazione del bonus
  • Per i clienti indiretti il bonus viene riscosso tramite bonifico domiciliato in un unica soluzione. Il bonifico è un sistema di pagamento attraverso il quale il titolare del bonus gas dovrà recarsi presso un ufficio postale con documento di identità e codice fiscale per ritirare la somma a cui ha diritto

I clienti che non ritirano il bonifico nei tempi indicati possono richiedere una nuova emissione dello stesso. Il modulo si può trovare presso gli uffici del comune o sul sito dell’Autorità. È possibile, inoltre, delegare una persona diversa dall’intestatario del bonus.

Dove trovare i moduli per la richiesta del bonus

La modulistica per presentare la richiesta del bonus gas 2024 si può trovare sul sito di SGAte. Anche il modulo per la nuova emissione si può trovare facilmente sul loro sito. Tutte le guide e moduli si trovano nella sezione “documentazione”.

Per presentare la richiesta del bonus bisogna essere in possesso del codice PDR. Questo codice è composto da 14 numeri che indicano il punto fisico dove il gas naturale viene consegnato dal fornitore ed utilizzato dal cliente.

Attraverso il modulo A che si trova sul sito sgate.anci.it ed è scaricabile, è possibile richiedere in un’unica soluzione i bonus per energia, gas e acqua. Vale sia per le nuove richieste, sia per il rinnovo annuale.

Il modulo dovrà poi essere consegnato, completo di documentazione richiesta, al proprio Comune di residenza o al CAF.

Importo del bonus gas

L’importo per i bonus sociali, in questo caso del bonus gas, sono determinati dall’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente, ARERA. Gli importi si differenziano per:

  • Zona climatica di residenza, così da tenere in considerazione le esigenze di riscaldamento delle singole località. Ad esempio, l’Italia è suddivisa in sei zone climatiche e indicate da lettere che vanno dalla A alla F.
  • Tipologia di utilizzo del gas, se è utilizzato solo per cucinare o anche per riscaldare l’ambiente e l’acqua.
  • Numero di persone residenti nell’abitazione. Infatti, un maggior numero di persone nella stessa abitazione può far aumentare i consumi di gas per la cottura dei cibi e per il riscaldamento dell’acqua.

I valori che indicano gli importi per i bonus sociali si possono trovare direttamente sul sito di ARERA.

Altre informazioni

Potrebbero essere interessanti anche questi articoli che parlano di energia elettrica e fonti alternative:

 

 

 

Powered by WPeMatico

Ginnastica correttiva: cos’è e a cosa serve

Ginnastica correttiva

Come il nome stesso suggerisce, la ginnastica correttiva, serve a correggere atteggiamenti posturali errati, rafforzando e conferendo maggiore flessibilità ai vari distretti muscolari. Oltre ad aumentare la resistenza, insegna a consolidare le capacità di mantenere una postura corretta.
Fino a qualche anno fa veniva consigliata ai bambini, ma ora è proposta anche agli adulti, complice una vita sempre più sedentaria, sempre più persone assumono posture errate che, a lungo andare, possono avere ripercussioni negative sulla struttura muscolo-scheletrica del nostro corpo.

Cos’è la ginnastica correttiva

Questa tipo di ginnastica medica, che affronta e corregge gli squilibri e le compensazioni dei movimenti. In altre parole, serve a correggere gli squilibri muscolo-legamentosi che hanno provocato alterazioni sia nella forma che nella funzione di uno o più distretti corporei.

L’obiettivo è dunque quello di migliorare la qualità delle capacità di movimento nella vita quotidiana e durante gli allenamenti.

La ginnastica ha come scopo quello di limitare l’evoluzione dei difetti del portamento, laddove sono manifesti evidenti alterazioni morfologiche e strutturali.

A cosa serve la ginnastica correttiva

Un percorso completo prevede anzitutto una valutazione posturale preliminare dell’individuo, con una anamnesi ed una analisi che serve ad evidenziare l’attitudine viziata.

Dopodiché, l’operatore professionista può studiare gli esercizi correttivi da proporre, a seconda delle sue specifiche problematiche.

In generale, i difetti di postura possono essere di natura congenita o acquisiti. Tuttavia, grazie alla terapia di correzione, è possibile correggere vizi e abitudini scorrette a qualsiasi età, e non solo da bambini.

Ginnastica correttiva

Nello specifico, questa ginnastica serve a:

  • correggere i paramorfismi, ossia i difetti del portamento causati dalla deviazione della colonna vertebrale sul piano frontale e sagittale
  • far regredire gli squilibri e le alterazioni riguardanti l’apparato muscolo-legamentoso
  • correggere gli squilibri e le compensazioni del movimento

Il fine ultimo della terapia correttiva è quello di migliorare la capacità di muoversi durante la vita di ogni giorno e durante gli allenamenti.

Questo tipo di ginnastica può essere utilizzata sia a scopo rieducativo, così come anche a titolo preventivo.

Quando è indicata la ginnastica correttiva

Deve essere consigliata da un esperto professionista, a seguito di una visita medica specialistica, da parte di un ortopedico o di un fisiatra, che attestino l’esistenza e il livello di gravità di dismorfismi della struttura muscolo-scheletrica.

La ginnastica correttiva è indicata a tutte le età (bambini, adolescenti e adulti), quando si è in presenza dei seguenti difetti:

  • scoliosi
  • iperlordosi lombare
  • dorso curvo
  • spalle anteriorizzate

In generale, la terapia correttiva è consigliata a coloro che soffrono di debolezza o rigidità muscolare. Così come anche a chi ha problemi alla colonna vertebrale o ha subito operazioni chirurgiche.

In tutti questi casi, la ginnastica correttiva – a volte abbinata ed integrata ad altri presidi – limita l’evoluzione del difetto, facendo così assumere posizioni più corrette, sia in statica che in dinamica.

I benefici della ginnastica correttiva

I vantaggi che si ottengono sono numerosi e vari, sia di tipo fisico che anche di benessere mentale-psicologico.

Benefici fisici e fisiologici della ginnastica correttiva

Tra i vari benefici di una serie di sessioni di questo tipo di ginnastica troviamo:

  • Migliora la postura
  • Corregge i difetti di postura che determinano un certo squilibrio
  • Migliora l’equilibrio
  • Aumenta la consapevolezza del proprio corpo e del sistema propriocettivo
  • Apporta enormi benefici alla struttura del collo (il rachide cervicale), zona di solito interessata da cattive abitudini (quando si è al pc, mentre si studia, quando si guida l’auto…)
  • Aiuta a respirare meglio, perché influisce sull’utilizzo del diaframma e dei muscoli intercostali
  • Migliora la digestione
  • Favorisce la regolarità del transito intestinale
  • Migliora il sonno

Benefici emotivi e psicologici della ginnastica correttiva

Questa disciplina correttiva ha anche dei risvolti positivi a livello psicologico:

  • Favorisce il pensiero positivo poiché, ammorbidendo l’irrigidimento muscolare, si ha un rilassamento diffuso
  • Migliora l’autostima: una postura migliore dà un’immagine positiva
  • Aiuta a essere e a mantenersi rilassati

Ginnastica correttiva per bambini

Spesso la ginnastica correttiva viene consigliata ai bambini che presentano difetti di postura, in modo da intervenire precocemente ed evitare una consolidazione del difetto. In genere, si tratta di posture errate, asimmetrie e dismorfismi a carico di singole parti del corpo, deviazioni lievi-moderate della colonna come scoliosi o cifosi.

Tra i difetti maggiormente riscontati nei bambini possiamo citare anche i piedi piatti e la deformità in varo (o valgo) delle ginocchia.

Ginnastica correttiva per le spalle

Un difetto molto comune e diffuso riguarda l’atteggiamento delle spalle. Spesso, infatti, per motivi di lavoro (chini alla scrivania e davanti al pc, così come per motivi di studio) si è portati ad incurvare le spalle in avanti. Un atteggiamento posturale che provoca vari problemi: dal mal di testa ai dolori cervicali, così come anche altri problemi, come la tensione a livello della zona lombare e la cattiva circolazione.

La ginnastica per le spalle aiuta ad aprire il petto, mantenere in dentro la pancia e a rilassare le spalle. In pratica, come si dice in gergo comune, insegna a stare dritti.

Ginnastica correttiva per scoliosi

La scoliosi è un difetto posturale fra i più comuni. Spesso viene riscontrata proprio in giovane età, nei bambini e nei ragazzi.

Si tratta di una deformazione multifattoriale, che risulta da un mix di fattori: genetici, muscolari, biomeccanici, nervosi, ormonali, ed ovviamente anche da vizi e atteggiamenti posturali che si è soliti assumere durante la giornata.

Ginnastica correttiva

La scoliosi va corretta al più presto, in maniera tempestiva. Se non si interviene, infatti, evolve negativamente, peggiorando i difetti.

Per migliorare il problema della scoliosi, questa ginnastica può intervenire in maniera molto efficace attraverso esercizi specifici e, spesso, anche con l’integrazione di altri sport come il nuoto.

Ginnastica correttiva per la schiena

Il mal di schiena è una delle patologie più comunemente diffuse nel nostro Paese. La causa principale di questo problema è fondamentalmente da ricondurre ad uno stile di vita sempre più sedentario e ad una forte incidenza di sovrappeso.

Anche in questo caso, la ginnastica correttiva può intervenire efficacemente, soprattutto nei casi di lombalgia, sciatalgia e sciatica.

Come funziona la ginnastica correttiva

È una ginnastica a corpo libero, il cui scopo è quello di:

  • correggere difetti e vizi posturali
  • migliorare la qualità del movimento
  • favorire un rinforzo muscolare generico
  • migliorare la consapevolezza e la percezione del proprio corpo

Gli esercizi correttivi sono personalizzati, studiati cioè dall’operatore per il singolo paziente, e sono diretti su apparati muscolari specifici o sono impostati per migliorare la propriocezione.

Ogni esercizio viene seguito in maniera lenta e graduale, cercando di ascoltare le percezioni e le sensazioni trasmesse dal corpo. Si deve quindi prendere coscienza del movimento che si sta eseguendo, facendo molta attenzione all’allineamento e alla posizione acquisita.

Durante l’esecuzione dei vari esercizi, la respirazione deve essere regolare e continua.

Nella ginnastica correttiva, molti esercizi possono essere proposti da seduti o in piedi, in situazione statica ed anche in dinamica.

Le lezioni possono essere individuali o collettive. In ogni caso, devono svolgersi in un ambiente tranquillo, quieto e rilassato. La durata di ogni lezione è personalizzata in base alle esigenze del soggetto partecipante.

Che differenza c’è tra ginnastica posturale e ginnastica correttiva

Entrambi i tipi rientrano nella categoria della cosiddetta ‘ginnastica medica’. In ogni caso, entriamo un po’ più nel dettaglio e vediamo le principali differenze.

  • L’obiettivo della ginnastica posturale è quello di posizionare il corpo nello spazio in maniera corretta, mantenendolo in equilibrio e preservando il benessere sia dei muscoli che della struttura ossea. Spesso, infatti, a causa di posture scorrette, per giunta mantenute a lungo nel tempo, la colonna vertebrale e le ossa (soprattutto quelle dei piedi e delle ginocchia) possono andare incontro a modifiche. Insegna ad assumere una postura corretta, attraverso esercizi di allungamento combinati a tecniche respiratorie.
  • L’obiettivo della ginnastica correttiva è la correzione di comportamenti non corretti e paramorfismi, che sono spesso sintomo di lordosi, scoliosi, valgismo o varismo. Tali comportamenti possono essere riscontrati a qualsiasi età, ma si manifestano più spesso nei bambini e durante l’età adolescenziale. Prevede esercizi volti a correggere i movimenti e le posizioni del corpo non corretti. Spesso, nella ginnastica correttiva è previsto l’impiego di attrezzi come palloni, spalliere, elastici e palla medica.

Quanto costa la ginnastica correttiva

Non esiste un tariffario fisso. Le cifre sono molto variabili a seconda del professionista e dell’area geografica in cui ci si trova. In ogni caso, possiamo stimare un prezzo medio indicativo attorno ai 40 euro per un’ora di lezione.

Controindicazioni della ginnastica correttiva

Per sua natura, la ginnastica correttiva non ha rischi. Gli esercizi sono personalizzati, studiati dal professionista in base alle specifiche esigenze del soggetto. Inoltre, tutti gli esercizi vengono eseguiti in maniera sicura e precisa, sempre sotto la supervisione dell’esperto professionista.

Se si seguono le corrette indicazioni, è pressoché impossibile avere effetti collaterali con la ginnastica correttiva.

Altri approfondimenti utili

Eccovi altri consigli pratici o rimedi naturali da adottare per una vita sempre più sana.

Powered by WPeMatico

Load More

Privacy Preference Center

Close your account?

Your account will be closed and all data will be permanently deleted and cannot be recovered. Are you sure?