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Il cardo mariano: usato in fitoterapia, ma anche in cucina

Il cardo mariano è una pianta della famiglia delle Asteracee molto apprezzata in fitoterapia per migliorare la funzionalità epatica e per depurare l’organismo dalle tossine. Si tratta di un’erbacea a diffusione spontanea in tutto il bacino del Mediterraneo che può essere anche facilmente coltivata. Scopriamolo meglio e vediamo quali sono le sue proprietà benefiche per la nostra salute.

Il cardo mariano (Silybum marianum) è una pianta erbacea selvatica tipica delle regioni del Mediterraneo che cresce spontaneamente a quasi tutti i climi e latitudini. Nelle zone più calde e temperate può essere infestante. La sua rusticità e il portamento eretto e vigoroso del suo fusto, fanno del cardo mariano una pianta molto semplice da coltivare, apprezzata per il fogliame lucido e le venature marmorizzate.

In fitoterapia, il cardo mariano è uno dei più potenti rimedi naturali per favorire il benessere del fegato e la funzionalità epatica in generale. Scopriamo le proprietà, gli usi e le controindicazioni di questa pianta officinale tanto apprezzata per le sue virtù e benefici.

Cardo mariano: caratteristiche e coltivazione

La pianta è caratterizzata da un fusto lungo, eretto e spinoso, che può raggiungere anche i 150 cm di lunghezza. Le foglie sono lucide, dai margini ondulati e molto spinose. Tutta la superficie del fogliame è percorsa da venature biancastre che conferiscono alla pianta un aspetto ‘marmorizzato’.

I fiori sono di colore viola-purpureo, riuniti in capolini anch’essi spinosi. Il loro profumo aromatico ricorda molto quello del carciofo.

Solitamente la pianta fiorisce in primavera, da aprile a maggio inoltrato. Dopo la fioritura compaiono  frutti oblunghi (acheni) che maturano in piena estate e dai quali si possono estrarre semi utili alla propagazione. La radice è così robusta, fittonante e vigorosa, da dissodare naturalmente i terreni anche più compatti e pietrosi.

Cardo mariano

Benché cresca spontaneamente in terreni, campi da pascolo e zone incolte, può essere coltivato a scopo ornamentale e officinale senza particolari difficoltà.

I semi possono essere raccolti dai capolini in fiore o dai frutti e piantati direttamente nel terreno. L’esposizione ideale è in pieno sole e non è necessario provvedere ad annaffiature regolari se non in caso di prolungata siccità.

Durante il primo anno, non fiorisce e non produce il caratteristico fusto eretto. Sviluppa soltanto la rosetta basale e le spine sono così appuntite e robuste da richiedere l’uso di guanti. A partire dal mese di maggio del secondo anno, si sviluppano i fusti, i fiori e infine i frutti.

Cardo mariano proprietà

Una delle più utilizzate tra le piante officinali per curarsi, il cardo mariano merita un posto di tutto rispetto. Il suo principale beneficio è collegato all’alta concentrazione di silimarina, un principio attivo che esplica le sue proprietà benefiche sopratutto a livello epatico.

Il principio attivo aiuta a migliorare la funzionalità del fegato e a depurare dalle tossine svolgendo un’azione epatoprotettiva.

Questa pianta svolge anche altre azioni benefiche:

  • Stimola la rigenerazione delle cellule del fegato
  • Rinforza i vasi capillari
  • Contrasta l’azione dei radicali liberi
  • Regola la pressione sanguigna
  • Favorisce la regolarità intestinale

In alcuni casi è consigliato durante l’allattamento per le sue proprietà galattogene, perché contiene un complesso di fitoestrogeni (flavonolignani) che favoriscono la produzione ormonale.

Per le sue proprietà antiossidanti e protettive nei confronti del fegato, è indicato come coadiuvante nel trattamento di epatite, cirrosi, alcolismo, droghe, e tossine ambientali per disintossicare l’organismo.

È anche un rimedio vitale in caso di intossicazione da funghi velenosi. Infine, vanta anche proprietà toniche e decongestionanti che possono giovare ai soggetti affetti da depressione, allergie alimentari e problemi di stanchezza cronica.

cardo mariano

Usi e dove trovarlo

Come rimedio naturale, il cardo mariano è reperibile in farmacia, erboristeria e negozi biologici in varie formulazioni, tra cui:

  • tintura madre
  • capsule
  • polvere
  • estratti liquidi
  • decotto ottenuto dagli estratti della pianta secca

In quest’ultimo caso, il decotto dei semi essiccati o delle parti aeree della pianta è particolarmente consigliato dopo i pasti come tonico e depurativo.

Per prepararlo è sufficiente lasciare in infusione 1 cucchiaio raso di prodotto in una tazza d’acqua bollente o portare ad ebollizione i semi. Filtrato e bevuto ancora tiepido sprigiona tutte le sue proprietà epatoprotettive e aiuta la digestione.

Controindicazioni

Come per tutte le piante e i rimedi naturali, anche l’assunzione del cardo mariano può comportare effetti collaterali e controindicazioni.

L’uso è controindicato in caso di calcoli biliari, al fegato o alla cistifellea. Allo stesso modo, chi soffre di ipertensione dovrebbe evitarne l’assunzione, poiché la tiramina in esso contenuta favorisce l’aumento della pressione sanguigna. Il sovra-dosaggio può causare problemi di tipo gastrointestinale e mal di testa.

Sempre in caso di consumo eccessivo, questa pianta può:

  • avere un effetti lassativi
  • interferire con l’efficacia di alcuni farmaci
  • indurre una sensazione di gonfiore e pienezza
  • dare luogo a irritabilità e mal di testa

È bene, dunque, chiedere sempre consiglio al proprio medico curante o all’erborista di fiducia.

cardo mariano

Ricette con cardo mariano

In cucina il cardo mariano si rivela un ingrediente molto versatile e gustoso per insaporire svariate ricette. Il suo sapore ricorda molto quello del carciofo, mentre la radice, pulita e sbucciata, è un valido sostituto di rape e carote.

Le coste sono ottime arrostite o preparate come parmigiana al forno con pomodoro fresco, mozzarella e basilico. Ovviamente dovrete eliminare le parti più fibrose e coriacee prima di cucinarle, ma anche queste potranno essere frullate e incorporate in passati, vellutate e zuppe.

Attenzione, però, ai periodi di raccolta delle parti del cardo a scopo alimentare. Le foglie devono essere raccolte e consumate in inverno, i fusti in primavera, prima che spuntino i capolini. Gli stessi capolini, invece, possono essere utilizzati come se fossero carciofi molto teneri. Sono quindi perfetti per realizzare risotti e condimenti per primi piatti.

Le foglie tritare grossolanamente possono essere utilizzate a crudo per arricchire insalate miste. Cotte, invece, sono delle ottime alternative alle biete da costa e agli spinaci. In questo caso, il consiglio è di farci tortini salati di verdure, ripieni per ravioli, cannelloni e contorni, magari in abbinamento a formaggi.

Altre informazioni

Scopri altri rimedi naturali per:

Per saperne di più su altre piante officinali e sulle loro virtù e utilizzi in medicina alternativa e per la bellezza, ecco le nostre guide sulle piante dalle proprietà disintossicanti, depuranti, depuranti e ad azione digestiva:

  • Aglio, un potente un antibiotico e antiparassitario contro le infezioni gastrointestinali
  • Aglio orsinoprediletto dagli orsi ma utile anche per l’uomo in caso di flatulenza, mal di stomaco, difficoltà digestive
  • Angelical’erba degli angeli usata in medicina cinese, ottima per intestino, l’apparato digerente e regolare la temperatura corporea
  • Assenzio, associato al liquore maledetto è in realtà un buon tonico, digestivo e antinfiammatorio.
  • Betulla per calcoli urinari
  • Carvi, i semi digestivi e disinfettanti
  • Centaurea, amica della pelle, cicatrizza, calma, e dell’intestino, depura e aiuta la digestione
  • Ericaamica delle vie urinarie, è diuretica, antisettica, astringente e antinfiammatoria
  • Finocchio per gastrite e colite
  • Gramigna per calcoli urinari, infezioni urinarie e coliche nefritiche
  • Levistico, simile al sedano, calma il dolore, è diuretico e disinfettante
  • Liquiriziaoltre le caramelle, è amica di stomaco e intestino, calma la tosse e aiuta il fegato, ma attenzione alle dosi perché alza la pressione 
  • Menta piperitadall’aroma fresco ad azione anestetica, depurativa e antisettica
  • Pompelmo, sia il frutto che i semi hanno attività antibiotica e sono utili contro le infezioni provocate dai funghi.
  • Prezzemolousatissimo in cucina come erba aromatica, ha anche proprietà diuretiche, lassative, ipotensive.
  • Rabarbaronoto come digestivo, usato negli amari, e astringente per via dei tannini
  • Sambucoha effetti benefici sulla pressione, ed è usato anche come diuretico e lassativo.
  • Tamarindopotente antiossidante, ed è utile per i problemi di digestione, stitichezza e dolori addominali.
  • Tanacetocontro il mal di denti.
  • Tarassaco per calcoli biliari e renali.
  • Verga d’orocura le infezioni delle vie urinarie, è diuretica e antinfiammatoria, utile contro ritenzione idrica, cellulite, gotta ed iperuricemia.

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Il gatto Mau egiziano: un gatto perfetto per la vita in famiglia

Il gatto Mau egiziano è un gatto a pelo corto che si distingue per il suo manto naturalmente maculato.  Con il nome gatto egiziano si identificano anche altre razze come il Canadian sphynx, micio privo di pelo o il gatto Abissino. Ma il Mau egiziano è probabilmente il più conosciuto tra i gatti egiziani. È un felino di origini antichissime, conosciuto già in epoca degli antichi Egizi, giunto in Europa solo dopo la metà del ‘900, è oggi molto apprezzato come animale di compagnia perché docile, affettuoso e vivace. Dal carattere riservato, intelligente, giocherellone e fortemente legato alla famiglia dove vive e ama interagire con gli esseri umani e anche con i bambini. Tra le sue principali doti la capacità di correre e i riflessi veloci. Si tratta di un gatto agile che ama arrampicarsi, saltare e giocare.

Come allevarlo? Cosa mangia e come vive. Impariamo ora a conoscerlo meglio e a prendersene cura.

Il gatto Mau egiziano: caratteristiche principali

Gatto Mau egiziano o Egyptian Mau semplicemente Egiziano, si tratta di una razza felina originaria dell’Egitto che discende dal gatto selvatico africano.

La sua principale caratteristica è il suo pelo, corto e maculato naturalmente. E’ un felino molto affascinante che in famiglia vive bene e interagisce bene con grandi e piccini.

Riservato e schivo, è nel contempo un giocherellone affettuoso e soprattutto si distingue per la sua agilità. Il Mau è un gatto molto veloce he può raggiungere i 48 Km/h ed è molto abile a saltare grazie a delle zampe che sembrano delle molle. Furbo e attento, scodinzola se è felice.

In Europa questa razza di gatto è disponibile solo tramite allevamenti certificati e il numero di allevatori si conta sulle dita di una mano! È un gatto raro soprattutto se richiesto con pedigree.

Sarà per le origini antichissime o forse per l’aspetto integrante e misterioso, ma è una razza sempre più richiesta nel mondo occidentale, perchè non perde il pelo.

Scopriamo tutte le informazioni utili che riguardano il gatto Mau egiziano.

Origini del Mau egiziano

Il Mau egiziano è tra le razze di gatti più antiche. Il suo nome Mau o Miw era il nome che nell’Antico Egitto veniva dato al gatto sacro di casa. Le prime testimonianze della presenza di questo felino nella vita domestica degli Antichi Egizi risale addirittura a 5.000 anni fa.

In Egitto i gatti venivano inizialmente tenuti nelle abitazioni per allontanare i topi, ma è riscontrato che poi fu abitudine tenerli come animali da compagnia rispettati a tal punto da diventare animali sacri agli dei.

Diventa una razza riconosciuta dall’European Cat Fancy sono all’inizio del 1900 e per i primi 20 anni del ‘900 molti studiosi e allevatori si presero cura e cercarono di sviluppare questa razza. Poi la guerra ne decimò gli esemplari e quasi si arrivò all’estinzione.

Fu la principessa russa esiliata Nathalie Troubetskoy nel 1956 a riuscire a evitarne l’estinzione perché salvò alcuni esemplari proprio in Italia e li fece accoppiare con alcuni esemplari egiziani fatti arrivare tramite l’ambasciata siriana.

Da quel momento gli allevatori lavorarono molto per riuscire a mantenere in vita questa razza di Mau e furono infatti necessari diversi incroci tra consanguinei per ottenere la razza diffusa ai giorni d’oggi, che nel 1968 fu accettata dalla Cat Fanciers Federation.

Vediamo quali sono le caratteristiche fisiche di questa razza di gatti.

gatto mau egiziano

Gatto Mau egiziano: caratteristiche fisiche

Il gatto Mau egiziano si presenta fisicamente come un bel gatto a pelo corto maculato di media grandezza:

  • il corpo è di media lunghezza dalla forma aggraziata, mostra una forza muscolare ben sviluppata
  • Il peso di questo animale può variare tra i 3 e i 6 Kg anche in base al sesso. Le femmine sono leggermente più piccole.
  • L’altezza oscilla dai 30 ai 35 cm. Di solito le femmine sono più piccole dei maschi.
  • Il gatto egiziano Mau ha un viso gentile e il naso leggermente innalzato alla fronte
  • Gli occhi sono grandi e a forma di mandorla con leggera inclinazione verso le orecchie. Sono occhi attenti e in allerta. Il colore degli occhi è verde scuro.
  • Le orecchie un pò a punta con pelo cortissimo quasi a pelle. L’interno delle orecchie è di colore rosa delicato, quasi trasparente e può presentare ciuffi di pelo.
  • Le zampe posteriori sono più lunghe in proporzione rispetto alle anteriori e fanno sembrare che il gatto stia sulle punte quando in piedi.
  • La coda è lunga, spessa alla base, leggermente affusolata.

Colore del pelo

Caratteristica peculiare del gatto Mau egiziano è il pelo, corto e lucente. Il Mau egiziano presenta sul pelo delle macchie naturali che non derivano dall’incrocio di diverse razze. Di forme e dimensioni diverse queste macchie variano al variare del manto che può essere:

  • silver
  • bronze
  • nero
  • smoke

Nella variante smoke il pelo è setoso e di consistenza fine, mentre nelle varianti silver e bronze il pelo è denso e di consistenza resiliente.

Riproduzione

Per salvaguardare la razza con dote genetica già così fragile, le femmine possono accoppiarsi esclusivamente con altri esemplari di gatto egiziano.

  • La femmina di Mau raggiunge l’età della maturità sessuale tra i 10 e i 12 mesi.
  • La gestazione dell’Egyptian Mau dura 73 giorni.

Quanto vive

Questa razza di felino è longeva: la sua vita media è infatti compresa tra i 15 e i 18 anni se accudito con cura e in buono stato di salute.

Va ricordato che questa razza può infatti soffrire di alcune patologie, in particolare i gatti Mau può soffrire di Leucodistrofia, una condizione neurologica che può apparire già nei gattini alla età di 7 settimane.

Essendo un micio nato dall’incrocio tra consanguinei per scongiurarne la estinzione, ha una dote genetica limitata e per questo è un felino che può essere più esposto di altri ad alcune patologie, come:

  • asma
  • ernia ombelicale
  • lussazione della rotula
  • cardiomiopatia ipertrofica
  • urolitiasi
  • disturbi cutanei
  • distocia fetale
  • deficit di eritrociti piruvato-chinasi

Gatto Mau Egiziano: carattere

Oltre ad essere un bel felino maculato il gatto Egyptian Mau è anche apprezzato per il suo carattere, riservato e affettuoso.

È un micio devoto ai propri padroni che trova il modo di ricompensare con slanci di affetto e con lealtà: si tratta di un felino curioso, che tende ad allontanarsi per dedicarsi a caccia ed esplorazioni ed è facile che rientri portando in dono le sue prede aspettandosi un premio.

Diffidente con gli sconosciuti ama stare nella propria famiglia è un gatto vivace, agile, energico e atletico. Per questo predilige un ambiente abbastanza grande provvisto di stimoli come giochi per gatti, tiragraffi e percorsi studiati per gatti.

Gatto intelligente e furbo impara presto ad aprire cassetti porte e wc, ma non solo è anche un micio che ama uscire in cortile e trascorrere momenti all’aria aperta. Non tende ad allontanarsi da casa, ma ha bisogno di aver già rafforzato il legame con la famiglia. È un felino indipendente, ma non adora restare da solo per molto tempo.

Come comunica

Per esprime il suo entusiasmo il Mau agita la coda emettendo suoni simili a dei trilli. Usa la sua vocalità anche quando vuol farsi notare.

Il Mau Egiziano non tollera però la confusione e in quel caso tende a ritirarsi o innervosirsi.

Compatibilità con bambini

Il gatto Mau è affettuoso e docile e si lega molto alla sua famiglia diventando un animale domestico davvero devoto.

Come molti altri gatti ha comunque un carattere schivo e riservato, ma con i più piccoli, se si dimostrano attenti e affettuosi, diventa davvero un ottimo animale da compagnia per giochi e coccole

Questo micio riesce a vivere bene anche con altri animali domestici presenti in casa: è però importante che non venga forzato, è un animale riservato e deve avere i suoi tempi per interagire.

gatto mau egiziano

Gatto Mau Egiziano: come prendersene cura

Questo felino appartiene a una razza di gatti a pelo corto quindi prendersi cura di questo gatto è davvero semplice.

Basterà infatti spazzolarlo una volta alla settimana per mantenere la lucentezza del suo manto corto e per permettere la caduta del pelo vecchio. Il gatto è un animale che pensa da sé alla propria igiene personale, ma se deve essere lavato si consiglia l’utilizzo di un detergente delicato che non danneggi né il pelo né la cute del felino.

  • Essendo vivace e atletico si consiglia di attrezzare la casa con giochi per gatti e palestrine o tiragraffi.
  • Non va lasciato da solo troppo a lungo perché sente il bisogno di compagnia e affetto.

Alimentazione

Il Mau Egiziano necessita di un buon apporto proteico e per questo l’alimento ideale per il gatto Mau sarebbe costituito da carne cruda.

Purtroppo il sapore della carne cruda non è però molto apprezzata dal micio, che predilige invece cibi confezionati, di produzione industriale: ma anche qui bisogna fare sempre attenzione alla qualità del prodotto.

In alternativa è possibile preparare il cibo per il gatto a casa ricordandosi che non devono mancare

  • proteine
  • carboidrati
  • sali minerali
  • vitamine

Per scegliere l’alimentazione più adatta a questa razza, che tra l’altro è a rischio obesità, si consiglia di consultare il veterinario.

Il gatto Mau egiziano non soffre di particolari allergie o intolleranze alimentari.

gatto mau egiziano

Quanto costa

Il gatto Mau egiziano non è proprio economico. Il motivo è dovuto al fatto che esistono solo circa 3000 esemplari di Egyptian Mau, si tratta dunque di quanto razza rara.

Il prezzo di un gatto Mau con pedigree si aggira tra i 1500 e i 1800 euro.
Si consiglia di acquistarlo solo da allevatori qualificati.

Altri approfondimenti consigliati

Scopri le caratteristiche delle diverse razze di gatti con le schede dedicate che trovi nel sito:

Altre guide per prendersi cura del gatto in maniera naturale:

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Conosciamo i lamantini, chiamati anche mucche di mare

I lamantini sono chiamati comunemente mucche di mare perché è semplice: appaiono come grossi animali dall’aspetto placido e si nutrono tuto il giorno di alghe e vegetali vari che trovano nel mare…quasi stessero pascolando. Questa grande mammifero marino vive nell’Oceano, nelle acque più calde, è pacifico, vegetariano e non è tanto bello, ma non per questo meno simpatico.

Oggi questi grandi animali acquatici, che hanno un astretta parentela con altri mammiferi giganti, gli elefanti, sono in pericolo di estinzione a causa della vicinanza con ambienti troppo antropizzati, che non gli permettono più di muoversi in libertà. Ma per capirne i motivi, vediamo prima di conoscere questo grande e pacifico mammifero acquatico.

Cosa sono i lamantini

Il lamantino è uno dei grandi mammiferi del Pianeta e arriva a pesare anche 600 kg. Si tratta di un animale acquatico buono e pacifico, che si muove lentamente e mangia vegetali: per questo viene curiosamente chiamato mucca di mare.

Non solo l’aspetto ma anche il carattere lo rende simile alle terrestri mucche: passano infatti la giornata mangiando erba o meglio alghe marine vivono ‘lentamente’.

Il lamantino non si distingue per bellezza e nemmeno per agilità, è un grande animale di colore grigio, vive nelle acque più calde e passa la giornata masticando alghe. La particolarità di questo animale è la continua sostituzione dei denti molari.

Caratteristiche fisiche

I lamantini sono mammiferi acquatici che appartengono al genere Trichechus, pur non avendo nulla a che fare con il tricheco.

Un animale adulta è lungo circa 3 metri e pesa in media fino a 500 kg, ma alcuni superano anche gli 800 kg.

  • il colore del corpo è grigio-marrone, i piccoli sono scuri
  • Le code sono a forma di pinna, simili ad una racchetta
  • i due arti anteriori sono chiamati pinne
  • la testa e il viso sono rugosi
  • presenta del baffi utilissimi per cercare cibo

Origine della specie

Questa mammifero appartiene all’ordine dei Sireni che molto hanno in comune con i Proboscidati, vcome gli elefanti.

Sono invece simili in apparenza – ma non appartengono allo stesso ordine – i lamantini e i il dugongo. La discendenza dei lamantini è in realtà da ricercare tra gli elefanti, 65mila anni fa.
Adesso conosciamo meglio habitat e carattere del lamantino ancora vivo nel pianeta.

Lamantini: le tre specie ancora viventi

Sono tre le specie di lamantino ancora viventi… Seppure a forte rischio di estinzione.

  • Il lamantino dei Caraibi, nome scientifico Trichechus manatus Linnaeus, vive nelle acque dei Caraibi, ha una stazza di circa 4 metri di lunghezza e può vivere sia in acqua salata sia in acqua dolce.Per anni è stato preda di cacciatori che ne ricavavano olio oltre alla carne, oggi è un mammifero protetto ma non a rischio di estinzione.
  • Il lamantino delle Indie Occidentali, che trova il suo habitat appunto in India, è invece una specie a rischio di estinzione. Non è mai stato ma essendo il suo ambiente naturale la palude costiera oggi esageratamente antropizzata, finisce per essere vittima dell’uomo, anche se indirettamente. Capita infatti spesso che sia ferito dai motoscafi o che resti incastrato in rete di pescatori e ancora più grave capita spesso che mangi plastica e quindi muoia lentamente.
  • Il lamantino africano, nome scientifico Trichechus senegalensis è un mammifero che vive nei fiumi tropicali dell’Africa occidentale. Stazza di circa 3 metri e peso intorno ai 500 kg, ha una testa piccola e il labbro superiore è diviso in due parti mobili, gli occhi piccoli e senza orecchie esterne.
  • Il lamantino amazzonico o Trichechus inunguis è infine una specie originaria del bacino amazzonico di Brasile, Perù, Bolivia, Colombia, Ecuador e Venezuela. E’ la specie più piccola non supera mai i 2.8 metri e i 400 chili di peso. Ha una figura più snella, grigio con macchie chiare sul lato ventrale.
lamantini
Per il loro aspetto e le loro abitudini, non c’è da sorprendersi che siano noti anche come “mucche di mare”

Lamantini: dove vivono

I lamantini sono animali che pur vivendo nelle acque dell’Oceano, non tollerano il freddo e amano le acque calda.

Per questo motivo si spingono verso la Florida, il Sud America e l’Africa Occidentale, alla ricerca di acque più calde, stanziando vicino alle coste, nel mare poco profondo e anche in zone paludose.

Il loro habitat naturale è dunque in zona costiera con acque temperate e poco profonde dove crescono molte alghe e vegetazione in generale. Per trovare un luogo così i lamantini sono disposti a percorrere molti chilometri. Nei mesi più freddi, se ne vanno, viaggiano anche molto a lungo fino a trovare un habitat abbastanza caldo.

Il lamantino apprezza anche l’acqua dolce e in particolare vi sono due specie di questo mammifero- quello dell’India occidentale e dell’Africa occidentale – che trascorrono la vita tra acqua dolce e acqua salata, anci dopo lunga permanenza in acqua salata necessitano per la loro salute di immergersi in acqua dolce per re-idratarsi e ripulire i reni.

Quanto vivono

Un mammifero come il lamantino non supera i 50 anni di vita pur essendo un animale che non è preda di altri animali e neppure dell’uomo e che vive una vita molto tranquilla in piccoli gruppi di 6-7 unità è un mammifero che ormai tende a estinguersi.

Lamantini e il rischio estinzione

Questi grandi mammiferi acquatici si trovano oggi nelle calde coste della Florida, e nelle più torride ed equatoriali coste dell’America del sud.

Non sono più cacciate in nessun continente, come lo erano il secolo scorso, ma ciò nonostante sono a rischio di estinzione semplicemente perché sta cambiando l’ecosistema intorno a loro: Gli uomini si sono impossessati delle coste dei mari del sud e loro non trovano più il loro ambiente naturale.

  • obbligati ad acque più fredde rischiano di morire per il freddo
  • costretti alla convivenza con l’uomo rischiano di ferirsi con le imbarcazioni o il materiale da pesca
  • trovando nei fondali in mezzo alla vegetazione tanta plastica rischiano di cibarsene e morire lentamente

Lamantino: il carattere

Il lamantino appare un po’ goffo e non proprio bello nell’aspetto, ma in realtà è un animale dolce e pacifico, che ama le coccole.

E’ un mammifero poco aguzzo di ingegno proprio a causa delle dimensioni del loro cervello, però sono buffi e simpatici.

Accoppiamento

Vivono in piccoli gruppi e durante ma durante il periodo riproduttivo se c’è una femmina in calore si riescono a concentrare nella stessa zona tanti maschi, fino a 20 elementi, che inizieranno la competizione e il corteggiamento.

Il corteggiamento può durare anche un mese e alla fine la femmina cade sfinita! La gravidanza dura 12 mesi e in genere il lamantino genera un cucciolo e il piccolo rimane insieme alla madre, che lo allatta per due anni.
Sono perfette mamme, che si prendono cura del loro cucciolo, nutrendolo e rendendolo del tutto indipendente. Si riproduce in genere ogni 3-5 anni

Alimentazione dei lamantini

Questo mammifero, o mucca di mare, è erbivoro. Mangiano molto spesso, proprio come le mucche, ingerendo fino al 10% del loro peso: si tratta di 60 kg di vegetali al giorno!

Nel dettaglio si può dire che la loro alimentazione si compone di oltre 60 differenti specie di piante di mangrovia, di foglie, erbe acquatiche e di alghe masticando con l’aiuto delle labbra superiori.

lamantini
Il lamantino è un animale che vanta caratteristiche uniche.

Sostituzione continua dei denti

Gli adulti non hanno incisivi né canini, solo di una particolare serie di denti non chiaramente differenziati in molari e premolari.

La caratteristica più curiosa di questa specie di animali è la sostituzione continua, lungo tutto l’arco della vita dei denti più vecchi: i denti più vecchi si spostano nella parte anteriore e poi cadono, lasciando posto ai nuovi denti che crescono nella parte posteriore della bocca.
Pensate che solo questo animale vanta questa particolarità.

Approfondimenti utili

Scopri anche queste creature più o meno misteriose:

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Consigli per lo smaltimento dell’eternit

L’amianto, molto usato in passato soprattutto in campo edilizio e industriale, si è rivelato un materiale estremamente pericoloso per la salute umana e per la salvaguardia dell’ambiente, per cui oggi è essenziale eliminarlo nel modo corretto, in stretta ottemperanza alle modalità previste dalla legge 257 del 1992 che ne vieta tassativamente l’impiego regolamentandone lo smaltimento….

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Fibra di eucalipto per vestiti eco-friendly

La fibra di eucalipto è una delle più valide alternative al cotone. Si ottiene dalla polpa del legno di eucalipto e si presenta come fibra setosa, leggera e versatile. Come altre fibre naturali è ecosostenibile, sicura e molto più confortevole rispetto a molti altri tessuti. Buone notizie insomma per gli amanti del fashion che sono attenti alle sorti del nostro pianeta! Andiamo a conoscerla più da vicino e a scoprire quali benefici può apportare indossandola ogni giorno.

La pianta di eucalipto

L’eucalipto è un albero che cresce rapidamente (fino a 20 m in 6-7 anni) e si adatta molto bene ad ogni tipo di suolo. Ma il più grande vantaggio da un punto di vista ecologico sta nel fatto che può essere piantato in territori anche molto aridi.

Il suo consumo di acqua è, infatti, minimo (fino a 10-20 volte meno di quello del cotone) e l’irrigazione artificiale non è necessaria: è sufficiente l’acqua piovana.

Inoltre, non ha bisogno di pesticidi, insetticidi, né di altri prodotti chimici, e la sua resa produttiva è 10 volte superiore a quella del cotone.

Fibra di eucalipto

Ma nell’immaginario comune questo è solo l’albero di cui si ciba il koala e al massimo si associa il suo aroma alle caramelle balsamiche. In realtà, dal suo legno si può ricavare anche una fibra simile alla viscosa, che permette di farne magliette, vestiti e tessuti d’arredo.

Cos’è la fibra di eucalipto

Già ampiamente utilizzata per le sue caratteristiche balsamiche e battericide, questa pianta consente di ottenere una fibra vegetale morbida e dalla mano setosa, con un eccellente assorbimento dell’umidità, poiché traspirante, e naturalmente igienica, in quanto blocca la crescita dei batteri.

Dalla polpa di cellulosa del legno di eucalipto, ma anche di altri alberi decidui come il bambù da cui si ricava la fibra di bambù, si ottenere un tessuto simile alla viscosa sintetica, conosciuto con i nomi commerciali e marchi registrati di Tencel, Alceru, Newcell e Lyocell.

Deriva da un materiale di origine vegetale e può considerarsi quindi una fibra naturale, benché il suo processo di fabbricazione richieda l’uso di solvente, che però è atossico e recuperato al 99%.

Si può dunque considerare il Lyocell una fibra a basso impatto ambientale. I materiali di scarto sono riciclati all’interno del circuito produttivo, purificati e riutilizzati. La sua produzione richiede molta meno acqua rispetto al cotone.

Perchè la fibra di eucalipto è sostenibile

Si tratta di una fibra ricavata dalla polpa di cellulosa dell’albero di eucalipto, quindi di origine naturale. Sia la materia prima che il processo produttivo sprecano poche risorse. Infatti, gli alberi di eucalipto:

  • occupano poco spazio, ovvero, hanno bisogno di poco terreno, così non si abbattono foreste autoctone per far posto a queste piantagioni
  • hanno bisogno di poca acqua
  • non necessitano di pesticidi perché sono alberi molto resistenti,
  • non hanno bisogno di nessun sistema d’irrigazione, perché sopravvivono grazie all’acqua piovana.

Eucalyptus wood pulp

La fibra che se ne ricava è un sostituto della viscosa, e offre una consistenza e una mano molto simili, ma con una impronta più ecologica, perché:

  • gli alberi utilizzati provengono al 100% da foreste gestite nel rispetto di severi standard ambientali, certificati FSC, mentre la fibra estratta ha ricevuto il sigillo di qualità del Pan-European Forest Council.
  • il suo processo di fabbricazione richiede l’uso di solventi atossici, recuperati al 99%.
  • i materiali di scarto sono riciclati all’interno del circuito produttivo, purificati e riutilizzati.
  • la sua produzione richiede molta meno acqua rispetto al cotone.

Si può dunque considerare il Lyocell una fibra a basso impatto ambientale.

Fibra di eucalipto: produzione

La produzione di questa viscosa, utilizzata per creare filati per l’industria tessile, parte dal legno d’eucalipto (o di betulla o di bambù) che viene:

  • ridotto in poltiglia, la pasta di legno.
  • trasformato in una sostanza viscosa e appiccicosa, attraverso una pressatura e l’utilizzo di un solvente non tossico (N-metilmorfolina N-ossido monoidrato o NMMO).
  • indurito e ridotto in fibre sottili attraverso il passaggio forzato in ugelli metallici.

Completamente sostenibile, questo processo non crea danni all’ambiente: i solventi e l’acqua utilizzati sono recuperati al 100% e reintrodotti (processo a ciclo chiuso) in un nuovo processo.

Tencel di Lenzing

La fibra, utilizzata nel Mondo e anche in Italia, riconosciuta come ecologica in tutto il processo di lavorazione, prende il nome commerciale di Tencel Lyocell Eucalyptus (TLE) della società tessile tedesca Lenzing.

Abbigliamento in fibra di legno

Questa fibra di legno si ricava dalla polpa di cellulosa, che è altro che e si rivela estremamente versatile, che offre un’alternativa eco-responsabile alla viscosa.

Viene perciò utilizzata per l’abbigliamento, ed in particolare per bluse, camicie, vestiti, pantaloni leggeri, ma anche per la biancheria da letto, e i calzini e in borsine e foulard.

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Prezzo: 32,74 €
Prezzi aggiornati il 3-12-2021 alle 5:08 AM.

Il Lyocell è impiegato anche in settori diversi dall’abbigliamento, come l’arredamento ed i prodotti per l’igiene personale, cosmetici e carta.

Vestiti in fibra di eucalipto: caratteristiche e vantaggi

Questa fibra ricavata dalla cellulosa dell’albero di eucalipto è morbida e resistente. Al tatto si presenta simile alla viscosa, è traspirante, leggera e molto confortevole.

Eucalyptus wood pulp

Ma non solo. I tessuti presentano notevoli caratteristiche. Riassumiamole qui di seguito:

  • consistenza soffice, delicata, superficie liscia, morbida e piacevole al tatto e sulla pelle, ideale per tutti coloro che hanno la pelle sensibile
  • assorbe più umidità rispetto al cotone biologico
  • supporta il naturale meccanismo di regolazione termica del corpo, mantenendo la pelle piacevolmente fresca e asciutta
  • biodegradabile
  • altamente traspirante e assorbente
  • facile da lavare, gestire e mantenere, si lava a 30°, si asciuga velocemente e, poiché non si stropiccia, non è necessario stirare
  • proprietà antibatteriche naturali che la rendono adatta per la realizzazione di biancheria intima e calzini
  • ipoallergenica in quanto riduce fortemente la formazione di batteri che tendono a svilupparsi nelle condizioni di umidità.
  • resistente e durevole come il poliestere, pur mantenendo morbidezza e lucentezza anche dopo numerosi lavaggi.

Oltre a tutti questi vantaggi, di comfort e di tipo ambientale, si deve ricordare che è anche molto economica. Il filato di eucalipto, che ha un costo di circa 6-7 euro al kg, è leggermente più economico rispetto al cotone bio.

Materassi in Tencel

Questo tessuto è molto utilizzato come rivestimento per i materassi e i guanciali perchè ha un’elevata traspirabilità, mantenendo così un ambiente fresco ed asciutto, ideale per il letto.

Inoltre, può essere lavato anche in lavatrice ad alte temperature senza perdere le sue caratteristiche.

Si trovano dunque moltissimi prodotti per il letto, dai coprimaterassi, alle lenzuola, ai copricuscini, rivestiti in questa fibra, come valida alternativa al cotone:

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Prezzo: 89,00 €
Prezzi aggiornati il 3-12-2021 alle 5:08 AM.

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Limacce: le peggiori nemiche dell’orto

Le limacce sono lumache prive di guscio. Attive soprattutto dopo la pioggia, amano i terreni umidi come tutte le lumache e sono attive soprattutto in primavera e in estate, mentre spariscono in inverno perché vanno in letargo. Durante il periodo estivo escono soprattutto la sera dopo che ha piovuto e cecano cibo. Essendo ghiotte di piante di ogni genere sono un vero danno per chi possiede un orto perché, apparentemente innocue, sono in grado con tutta la loro lentezza di infestare orti, aiuole, giardini e anche la dispensa di casa mangiando insaziabili, strisciano e divorano tutte le verdure.

Impariamo a conoscerle e scopriamo anche i metodi naturali più efficaci per liberarsi delle limacce sia in casa sia nell’orto.

Limacce: famiglia di appartenenza

Le limacce appartengono alla famiglia degli Arionidi, molluschi gasteropodi terrestri, e sono lumache prive di conchiglia o guscio. Come tali sono animali invertebrati e possono arrivare alla lunghezza di circa 15-20 cm. Il corpo è formato principalmente da acqua: le limacce temono dunque la disidratazione.

Descrizione delle limacce

Le limacce hanno un corpo simile alle comuni chiocciole ma senza il guscio, possiedono due coppie di antenne sulla parte anteriore della testa, una coppia più grande e una coppia più piccola.

  • Le antenne svolgono una funzione sensoriale fondamentale: le antenne più grandi sono i loro occhi, mentre le antenne piccole sono i percettori degli odori. Così come per le altre lumache anche le limacce tendono a nascondere le antenne quando si sentono in pericolo.
  • Una borsa detta mantello copre l’intero e contiene la maggior parte degli organi vitali (respiratorio, genitale e digestivo)
  • nella parte inferiore è presente un organo seppur piccolo molto muscoloso, denominato piede, che permette il movimento attraverso delle contrazioni. Per rendere la cosa più semplice e fluida questo piede produce un liquido chiamato bava.

A cosa serve la bava?

La bava permette alle limacce di spostarsi con maggior facilità anche se priva di piedi, di restare attaccata alle superfici anche verticali, svolge poi varie attività fisiologiche e serve per riconoscere e seguire i loro simili, utile anche nella riproduzione.

La bava di lumaca è diventata famosa nel campo cosmetico per la realizzazione di cosmetici per la pelle.

Tutte le specie di limacce

Conosciamo le specie principali di limacce

  • Agriolimax agrestis o limaccia agreste, lunga circa 7 centimetri di colore grigio-bruno, con tentacoli neri è diffusa anche in Italia. Vive in ambienti umidi come il sottobosco, le cave, le rive dei ruscelli. Di giorno rimane nascosta e la sera esce a cercare cibo. La bava secreta da questa lumaca è densa e appiccicosa tanto da far restare l’animale appeso anche in verticale. La agreste si riproduce in grandi numeri, è onnivora e quando attacca un campo può causare gravi danni alle colture.
  • La grande Limax cinereoniger è una specie che può raggiungere la lunghezza di 20 centimetri e si trova soprattutto in aree montane, vicino ai corsi d’acqua. Si ciba soprattutto di funghi.
  • Arion empiricorum o limaccia rossa, da colore rossastro e la lunghezza media di 15 centimetri, molto comune nei sottoboschi dell’Italia del nord.
  • Limaccia nera o Arion Ater: dal colore grigio-nero a volta con la base del corpo bianco. Lunga circa 15 centimetri.
  • Arion hortensis, che ha la particolarità di deporre delle uova che restano luminescenti per circa 15 giorni. È diffusa anche in Italia.

Limacce: il loro habitat

Queste lumacone prive di guscio, le limacce, sono molto attive negli ambienti umidi oppure a seguito di un bel temporale.

  • Se il clima è secco e se non ha piovuto da tempo, le limacce tendono a restare nascoste nelle rocce o nelle cortecce degli alberi.
  • Il clima preferito è dunque quello primaverile e in inverno le limacce restano al riparo in letargo.

Questo invertebrato è diffuso in tutta Europa e anche in Italia, ama cibarsi di vegetali dell’orto, ma non è difficile trovarlo anche in casa alla ricerca di cibo, soprattutto se si abita in campagna. Ne riconosciamo il passaggio perché lascia una scia di bava argentea.

Possiamo definirlo un animaletto infestante perché si riproduce abbondantemente e se attacca un orto, un giardino, una aiuola bisogna allontanarle repentinamente prima che divorino tutto.

Come si riproducono

In merito alla riproduzione questi lumaconi sono molluschi quindi sono ermafrodite, possiedono entrambi gli organi riproduttivi, sia quelli maschili sia quelli femminili.

Le limacce si riproducono abbondantemente e tutto l’anno. Inizia tutto con il corteggiamento di circa due ore tra due esemplari che si strofinano e si intrecciano tra loro.

A questo punto si arrampicano su un albero o un muro e restano sospesi, intrecciati tra loro, tirano così fuori gli organi riproduttivi attraverso delle piccole aperture, ai lati della testa, chiamate gonopore. È così che le due limacce possono ritenersi e sono pronte a depositare le uova.

Le uova vengono deposte in zone riparate all’ombra di alberi o muri, tra erbacce altro. Sono di grosse dimensioni, semitrasparenti e contengono un liquido acquoso dove talvolta è visibile l’embrione. Le uova, spesso oltre il centinaio di unità, dovranno maturare per 30 giorni per poi procedere con la schiusa.

A cosa servono le limacce?

In natura le limacce hanno un loro ruolo come tutti gli esseri viventi: sono infatti un fertilizzante naturale. Le lumache, infatti, accelerano la decomposizione delle foglie cadute schiacciandole al passaggio. L’escrezione delle feci e il formarsi di microbi nel suolo crea una sostanza ricca di nutrimento per il terreno.

Quanto vivono le limacce?

Le limacce hanno la vita media di una qualsiasi lumaca: circa 2 o 3 anni.

Sono velenose?

Le lumache, in generale, non sono animali velenosi, però va sottolineato che le limacce mangiano di tutto anche antiparassitari, pesticidi e erbe che trovano sul loro cammino, quindi potrebbero diventare tossiche se ingerite dagli animali domestici.

Limacce: cosa mangiano

Le limacce si sono onnivore, ma si nutrono soprattutto di vegetali, erbe e piante, e tutto ciò che trovano nell’orto.

Sono animaletti molto voraci e per questo sono un pericolo per l’orto perché riescono a divorare ortaggi, funghi, insalate…

Il periodo più temuto dai contadini è l’autunno e la primavera perché escono di notte al fresco, magari dopo un temporale, e seppur lentamente riescono a raggiungere l’orto e a divorare di tutto.

La stessa cosa può succedere nella cucina di casa.
Come fare se si trovano le limacce in casa o nell’orto? Ecco alcuni rimedi della nonna sempre validi, per allontanarle in maniera naturale.

limacce

Come liberarsi delle limacce in casa

Se si trovano le limacce in casa è meglio provvedere urgentemente ad allontanarle perché possono diventare infestanti. Si riproducono velocemente e sono affamate.

Ecco alcuni rimedi fai da te:

  • lasciare in cucina un contenitore contenente birra: le limacce sono ghiotte di birra e verranno attratte dall’odore fino a cadere dentro il contenitore stesso;
  • impasto di miele e lievito di birra: le limacce saranno attratte dall’odore di lievito e per poterlo mangiare rimarranno invischiate nel miele;
  • spray al peperoncino: se ad attrarre le limacce sono le piantine del balcone di casa si consiglia di mettere a bollire del peperoncino sminuzzato. Quindi cospargere con uno spray le piantine di questa soluzione che avrà un effetto repellente.

Vi sono poi materiali che non permettono alla lumaca di strisciare come ad esempio:

  • il rame è un ottimo rimedio per evitare l’invasione delle limacce
  • la segatura o la cenere o la sabbia perché aderiscono al loro corpo impedendo loro di muoversi.

Basterà dunque cospargente un po’ lungo porte, finestre e in giardino

Come liberarsi delle limacce nell’orto

Le limacce raramente invadono le case ma invece molto di frequente invadono e distruggono l’orto.

Queste lumache senza guscio infatti anche se lentamente, possono raggiungere l’orto durante la notte e attaccare voraci gli ortaggi, l’insalata, tutte le piantine giovani che trovano…lasciando gravi danni.

Per questo è importante conoscere alcuni rimedi naturali ma molto efficaci per tenerle lontane, senza nuocere ovviamente ad altri animali e alla coltivazione.

Affidarsi a predatori naturali

Il metodo più utilizzato fin dall’antichità per allontanare le limacce dall’orto è quello di popolare il proprio cortile di animali che si cibano di questi molluschi e delle loro uova: si tratta di ricci, rospi, topi, talpe, lucertole, polli, anatre, tartarughe, larve di lucciola, orbettini, merli e storni e anche le chiocciole che si cibano delle loro uova.

Esiste una lumaca predatrice, di origine tropicale, la Rumina decollata, che si ciba di limacce.

L’uso di predatori resta la soluzione migliore per chi vive in zone rurali.

Odori repellenti per limacce

Utilizzare le erbe aromatiche per allontanare le limacce è una buona soluzione naturale: funzionano bene le erbe aromatiche profumate come salvia, timo, senape, tropeolo e issopo.

Se si possono coltivare in giardino o in balcone queste piante aromatiche faranno il loro lavoro in modo naturale, se invece non si possono coltivare esistono in commercio granulati repellenti a base di oli essenziali.

Meno limacce curando il terreno

Per allontanare le limacce una buona soluzione è avere cura del terreno, iniziando da una buona pacciamatura. Un consiglio è di preparare la pacciamatura come segue:

  • foglie di felce o di pomodoro
  • foglioline di menta
  • salvia

L’odore che questa pacciamatura emana terrà lontane le lumache. Ma attenzione a tenere il terreno sempre asciutto, per non rischiare di avere l’effetto contrario.

Anche una cura attenta del terreno può allontanarle: un’accurata zappatura del terreno in autunno, primavera ed estate è fondamentale per rimuovere le uova.
Inoltre evitare di irrigare di notte prediligendo invece le prime ore del mattino, ore in cui le limacce stanno al riparo.

Creare trappole fai da te

Un metodo molto utilizzato per allontanare le limacce è quello di costruire delle trappole fai da te che le inducano ad abbandonare l’orto.

Come realizzare delle trappole:

  • si possono usare foglie di cavolo capovolte, anelli capovolti di arancia o vasi di coccio capovolti.
    Le limacce vi entreranno sentendosi al sicuro durante il giorno e si potranno così catturare.
  • Per catturare le limacce si può usare un’esca, ad esempio, un cibo molto odoroso che le possa attirare. Ad esempio, il mangime secco di cani e gatti.
    Basterà posizionare delle vaschette in stagnola di alluminio capovolte come una casetta e all’interno depositare qualche croccantino: le limacce entreranno per cibarsi e resteranno in trappola.

Eliminare le limacce a mano

Raccogliere manualmente le limacce resta un metodo ancora piuttosto frequente in campagna. Viene di solito eliminata la lumaca adulta pronta alla riproduzione. Di solito vengono raccolte e buttate in un secchio d’acqua salata. La raccolta viene effettuata dopo un temporale quando escono abbondanti dai loro rifugi.

Tenere lontane le limacce con il rame

Il rame è un materiale odiato dalle limacce e dalle lumache in genere perché il contatto con il rame causa loro piccole e fastidiose scosse elettriche.

Questo rimedio è ottimo per chi vuole tenere lontane le limacce senza ucciderle: il rame, infatti, potrà essere posizionato intorno all’orto, al giardino ma anche intorno ad alberi, contenitori, vasi di fiori …la presenza di rame di sicuro frenerà l’avanzata delle lumache che però si allontaneranno verso altri luoghi.

Per rendere ancora più efficace il metodo si consiglia di tagliuzzare il bordo della fascetta di rame. Vediamo come applicare il rame:

  • per difendere un albero applicare un nastro di rame attorno alla base del tronco
  • per allontanarle da fioriere e vasi di fiori, applicare attorno al vaso un nastro di rame tagliuzzandone anche il bordo
  • per impedire l’accesso ad aiuole fissare la lamina di rame ai telai

Attenzione perché il metodo sia davvero utile si consiglia di pulire il rame regolarmente con aceto, altrimenti si ossida e non funziona.

Altri materiali ruvidi utili per tenere lontane le limacce in maniera naturale senza ucciderle, sono

  • i gusci d’uovo,
  • la carta abrasiva,
  • la ceneri di legno,
  • la farina fossile.

Eliminarle con esche organiche

In commercio si trovano tra i repellenti per limacce alcune esche organiche prodotte a base di fosfato di ferro. Si tratta di un prodotto inoffensive per gli esseri umani e per gli altri animali che abitano l’orto.

Il fosfato di ferro è un composto organico che si trova in natura nel terreno, può essere utilizzato anche vicino a piante alimentari, ornamentali, sul prato, in giardino, in serra e nella coltivazione di frutti di bosco perché non è nocivo per l’uomo.

Si utilizzano dei cilindretti di fosfato di ferro che vengono inseriti nel terreno:

  • se non viene ingerito dalla lumaca, si decompone e diventa un fertilizzante
  • se viene ingerito dalle lumache, queste cessano di nutrirsi e muoiono nel giro di pochi giorni.

Si usano in primavera o autunno quando il livello di umidità è molto elevato, così da poterne eliminare molte. Sono in genere sufficienti tre applicazioni in un anno per eliminarle definitivamente.

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