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Che cosa sono le colture di copertura?

Nell’agricoltura biologica una buona pratica su cui fare affidamento è la tecnica delle colture di copertura (in inglese: cover crops). Le colture di copertura sono colture erbacee che hanno la finalità di restare in campo per arricchire e proteggere il suolo, non per essere raccolte. Come sempre, l’obiettivo che si l’agricoltore è di migliorare la…

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Conosciamo meglio l’allamanda, una pianta decorativa dalla abbondante e colorata fioritura estiva

L’allamanda è una pianta rampicante che ama il clima mediterraneo e bene si presta alle coltivazioni in vaso. Con il caldo si schiudono dei bellissimi fiori estivi per questo è coltivata a scopo ornamentale nei giardini, in particolare per muretti e pergolati. Necessita di un po’ di attenzioni, irrigazione costante ed un clima favorevole, ma se trova l’habitat giusto cresce bene e forte, donando fiori grandi e colorati. Scopriamo tutti i segreti per coltivarla.

Allamanda: descrizione

In realtà con allamanda s’intende un gruppo nutrito di piante rampicanti ornamentali, che si caratterizzano per la bella e prolungata fioritura dalla primavera all’estate.

Possono essere coltivate sia in vaso sia in piena terra. Hanno una funzione unicamente decorativa per via dei meravigliosi grandi fiori gialli, fucsia, rosa e bianchi, a seconda della varietà.

Si consiglia di posizionarle in giardino a ridosso di muretti, in aiuole e bordure, ma sono meravigliosi anche come fiori da balcone oppure in vaso o in cesti sospesi. Avendo un portamento strisciante ed essendo sempreverde, è l’ideale per ricoprire pergolati, gazebo, colonne e muretti.

allamanda

Appartiene alla famiglia delle Apocynaceae. Originaria del Brasile, predilige ambienti luminosi e annaffiature costanti, necessita di qualche cura per dare una fioritura bella e prolungata che parte dalla tarda primavera fino alla fine dell’estate.

Caratteristiche e aspetto dell’allamanda

Questa pianta ornamentale ha caratteristiche inconfondibili:

  • foglie lucide, di un bel verde brillante, lunghe e sottili.
  • fiori gran di a forma di trombetta, composti da 5 petali: i colori dei fiori sono diversi in base alla specie e possono andare dal  fucsia, al rosa, al giallo, con sfumature e variegature.
  • frutti, in realtà capsule con spine, possono avere forma più o meno rotonda.

Tutte le specie

Fanno parte della famiglia delle allamande almeno una decina di specie, tutte originarie dell’America centro-meridionale. Le più comuni sono queste varietà:

  • Allamanda blanchetii o campana rossa è rampicante e si caratterizza per fusti sottili alti fino a 1,5 m. Le foglie sono lucide e coriacee, di color verde brillante. I fiori dal rosato al porpora, fioriscono dalla primavera all’autunno. Si coltiva bene in appartamento, in vaso, in posizioni luminose e al riparo dalle correnti d’aria.
  • Allamanda specie schottii. Originaria del Brasile, può raggiungere anche 3 metri di altezza e 2 metri di larghezza. La caratteristica principale sono i bei fiori grandi di colore giallo che appaiono in primavera. Ama il clima caldo e resiste anche alla siccità. Predilige la coltivazione a terra, in terreni ricchi e ben drenati.
  • Allamanda specie violacea, una specie arbustiva rampicante che può arrivare a 2 m di altezza. Ha foglie grandi di un verde brillante, leggermente ondulate. I fiori estivi sono grandi e di colore rosso-violaceo. Ama il caldo e il sole, non tollera le temperature inferiori a 10°. Anche questa specie si adatta meglio al terreno in giardino piuttosto che al vaso.
  • Allamanda cathartica è la varietà più diffusa, si coltiva bene anche in vaso, in appartamento. Si caratterizza per grandi fiori gialli, ma è possibile trovare varietà con corolle rosa o violacee.

allamanda

Vediamo come coltivarla.

 Allamanda canthartica

La specie più coltivata e conosciuta è la Allamanda cathartica. Si tratta di una pianta sempreverde composta da:

  • fusti sottili, lunghi anche più di 150 cm
  • foglie lanceolate, lucide e di colore verde scuro, simili all’oleandro
  • fiori grandi e campanulati, riuniti in racemi, con corolla composta da 5 petali molto appariscenti di colore giallo oro, a volte anche rosati o rosso-porpora
  • i frutti sono delle capsule spinose e pelose di forma tondeggiante. Maturando si aprono rilasciando numerosi semi
  • i semi sono piccoli e alati e vengono facilmente disseminati dal vento.

Coltivare la pianta di allamanda

Si tratta di un rampicante che predilige il clima mite, ma nelle regioni con clima invernale rigido può essere coltivata facilmente in vaso.

Allamanda

Prima di tutto la pianta va coltivata in un punto luminoso dove possa ricevere luce diretta per almeno 4 ore al giorno, al riparo dalle correnti d’aria.

La terra deve essere ricca di sostanze organiche. Per evitare il contatto della radice con l’acqua è bene porre sul fondo del vaso uno strato di argilla espansa o di altro materiale drenante. Se coltivata in vaso, è meglio lasciarla all’aperto dalla primavera all’autunno e ritirarla al chiuso in inverno.

Ecco come coltivarla.

  • Habitat. Adora il clima caldo temperato intorno ai 20-25° e non tollera le temperature al di sotto dei 10°. La posizione deve essere soleggiata almeno per metà giornata, ma riparata dal vento freddo.
  • Terreno. Ideale un terriccio morbido, ricco di sostanza organica, leggermente acido e ben drenato. Alla base del vaso si consiglia di porre delle sfere di argilla espansa per assicurare un buon drenaggio dell’acqua in eccesso.
  • Fioritura. Dalla tarda primavera fino all’autunno. I suoi fiori possono avere diversi colori, in base alla specie, dal giallo al porpora al viola.
  • Irrigazione. Va innaffiata regolarmente, il terreno deve essere costantemente umido, ma privo di ristagni idrici. Nel periodo vegetativo, da marzo a ottobre, irrigare con moderazione. In autunno e nei mesi freddi dell’anno, irrigare una volta a settimana per garantire adeguata umidità.
  • Concimazione. Si consiglia di fertilizzare ogni 15-20 giorni con un concime organico liquido per piante da fiore insieme all’acqua dell’irrigazione. Durante l’estate con più frequenza, ogni 10 giorni, con un concime liquido miscelato all’acqua di irrigazione. In inverno non è necessario.
  • Riproduzione. Si moltiplica per talea in primavera e per seme in inverno. La moltiplicazione per talea consiste nel prelevare porzioni apicali, lunghe circa 8-10 cm, con un taglio obliquo grazie ad una lama affilata e sterilizzata per evitare la trasmissione di malattie. Le talee vanno poi inserite in un vaso con terriccio composto da tre parti di terriccio da giardino, due parti di terriccio di foglie o torba e una parte di sabbia, che va inumidito. Si tiene in un ambiente ombreggiato a una temperatura tra i 20 e i 25°. Alla comparsa delle prime foglioline, le piantine vanno trasferite in nuovi vasi di circa 50 cm di diametro.

allamanda

  • Potatura. Meglio eseguire la potatura a fine autunno, dopo la fioritura, tagliando i rami in modo da lasciare soltanto un paio di nodi. Garantirà la nascita di nuovi germogli. Se la pianta è coltivata ad arbusto, si consiglia di cimarla fino a 30 cm. Se viene coltivata come rampicante, bisogna semplicemente sfoltirla, per impedire la lignificazione della pianta e una sua crescita eccessiva, anche in primavera durante la fioritura.

Cosa teme l’allamanda: i nemici

I suoi due nemici sono:

  • cocciniglia farinosa, facilmente individuabile, può essere eliminata facilmente pulendo le foglie con un batuffolo di cotone imbevuto di sostanza alcolica.
  • ragni rossi, in grado di colonizzare l’intera pianta in poco tempo e di portarla alla morte. Possono essere  combattuti con antiparassitari specifici, ma si consiglia la lotta biologica con insetti antagonisti, cioè le coccinelle, che sono ghiotte di questo parassita.

Soffre inoltre il marciume delle radici causato dai ristagni d’acqua. Il terreno deve essere umido, ma ben drenato.

Curiosità sull’allamanna

Appartiene ad una categoria di piante urticanti e tossiche. Attenzione in particolare alla linfa che provoca irritazioni cutanee, anche per semplice contatto.

In passato alcune specie venivano utilizzate nella medicina popolare per contrastare l’ittero e la malaria ed anche per trattare i tumori del fegato.

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Qual è il miglior olio per friggere? Differenze e consigli

La frittura non è considerata il metodo di cottura più salutare che ci sia, ma scegliendo l’olio giusto e non superando le temperature consigliate si può evitare che il pranzo della domenica diventi più dannoso del necessario. Durante il processo di frittura la stabilità dell’olio viene compromessa e la scelta dell’olio sbagliato può rendere più…

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Tutto sul coriandolo: i segreti di una spezia molto apprezzata in cucina

Il coriandolo è noto anche come prezzemolo cinese, dato che è assai simile e le sue foglioline vengono usate al posto del prezzemolo in diverse cucine orientali. Scopriamo proprietà e utilizzi delle sue foglie e dei suoi semi.

Origine

Il Coriandum sativum – meglio noto come coriandolo – è una pianta erbacea annuale proveniente dai Paesi del Mar Mediterraneo.

Appartiene alla famiglia delle ombrellifere di cui fanno parte anche il cumino, dell’aneto, del finocchio e del prezzemolo.

Può essere utilizzato in diversi modi in cucina ed è conosciuto anche con i nomi di prezzemolo cinese e cilantro.

Curiosità

L’origine della parola ‘coriandoli di Carnevale’ deriva proprio dai semi di questa pianta.

Rivestiti di zucchero, nel tempo sono stati prima sostituiti da palline di gesso e oggi siano semplici dischetti colorati di carta.

Come si usa il coriandolo

I semi essiccati e le foglie fresche di questa pianta trovano largo impiego nella cucina indiana e latino-americana.

I semi, meno piccanti delle foglie e dal sapore ‘fresco’ con note agrumate, sono usati come spezia.

Vengono macinati per entrare nella composizione del curry e del garam masala.

In Thailandia invece si utilizzano le radici per una salsa base valida per numerose pietanze mentre in Italia insaporiscono salumi, carne e pesce, ma anche biscotti e alcuni dolci come il panpepato.

Le foglie, in Oriente, sono utilizzate al posto del prezzemolo.

È usato nella cucina naturale ed è ideale per insaporire verdure in padella o in zuppa, per legumi o in abbinamento ad aglio, peperoncino e cumino.

Questa spezia conferisce sapore ad un gustoso piatto tipico della tradizione araba, ma ormai diffuso a livello internazionale come i falafel.

coriandolo
Foglie e semi di coriandolo

Le proprietà del coriandolo

Come altre spezie, anche il coriandolo possiede proprietà terapeutiche dovute soprattutto allolio essenziale contenuto anche nei semi essiccati.

Grazie alle sue caratteristiche antisettiche favorisce un’azione antifermentativa a livello intestinale, eliminando l’aria e riducendo gli spasmi addominali.

Inoltre, è in grado di aumentare la secrezione gastrica facilitando in tal modo i processi digestivi. Il coriandolo presenta anche un effetto fungicida e antibatterico.

Ricordatevi comunque che questa spezia dalle notevoli proprietà è sconsigliata alle donne che allattano, poiché in grado di alterare il sapore del latte.

Coriandolo come chelante

Una delle proprietà maggiormente elogiate di questa pianta erbacea è un beneficio per la salute assai importante in un ambiente dove ci si trova sempre più facilmente a contatto con metalli pesanti. Il coriandolo è infatti in grado di chelare metalli pesanti nel corpo.

In particolare, studi sperimentali hanno provato come il coriandolo sia utile per disintossicare il nostro corpo da metalli come piombo, alluminio e mercurio.

Coltivare il coriandolo

Ricordate che il migliore periodo  dell’anno per piantare questa piantina è in primavera. Tendenzialmente verso l’inizio della primavera, se vivete in regioni particolarmente temperate e senza clima rigido.

Dovete avere cura di piantarle in un luogo non troppo vicino all’abitazione o di passaggio rappresenta un’accortezza raccomandabile.

Verso fine primavera se invece vivete in qualche regione dove il clima è piuttosto rigido rispetto alla media nazionale. Questa pianta, infatti, non sopravvive alle gelate (e in verità non ama nemmeno i climi torridi).

Quando fiorisce?

La pianta solitamente fiorisce nel periodo tra aprile e maggio (anche qui dipende dal clima con cui ci troviamo a che fare).  Durante l’estate, nel periodo che va da luglio fino a settembre, si possono estirpare le piante per raccogliere i frutti.

Ricordate anche che questa pianta fresca non ha un odore particolarmente piacevole, a differenza di quello che si potrebbe immaginare.

I semi

Ecco dove trovare i semi, se state pensando a come coltivare il coriandolo: è facile ed è anche istruttivo!

Sdd DT BN_CORIANDOLO Semi, Bianco, 0.02x20.2x12.2 cm
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Prezzi aggiornati il 15-06-2021 alle 6:14 AM.
Germisem Coriandrum Sativum Semi di Coriandolo 10 g
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Prezzi aggiornati il 15-06-2021 alle 6:14 AM.

Dove comprare il coriandolo

Potete trovarlo secco in bacche e in foglie esssiccate sia al supermercato, che nelle drogherie.

In erboristeria si trova la tintura madre, mentre al mercato,nei negozi di alimenti orientali e online è possibile acquistarlo anche fresco:

CORIANDOLO O PREZZEMOLO CINESE GR.20 - SEMI
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Spazio Ecosalute Coriandolo Tintura Officinale, 0.2
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Altre spezie

Se volete conoscere altre spezie e i loro benefici e utilizzi ecco le nostre schede, ricche d’informazioni, ricette e curiosità:

  • Anice stellato: antibatterico e antinfiammatorio.
  • Anice verde: cura i disturbi intestinali.
  • Annatto: colorante alimentare.
  • Cannella: disinfettante e antibatterica.
  • Cardamomo: digestivo, tonico e antiacido.
  • Cartamo: migliora l’elasticità della pelle.
  • Chiodi di garofano: antiossidante, analgesico e antinfiammatorio.
  • Cubebe: per la digestione, antiossidante e afrodisiaco.
  • Cumino nero: calmante e digestivo, per disturbi mestruali.
  • Carvi: agisce sul sistema respiratorio e sui vari processi digestivi.
  • Carum ajowan o Radhuni: allieva l’artrite.
  • Curcuma: per perdere peso, antitumorale.
  • Curryaiuta il diabete e le malattie cardiache.
  • Ginepro: antimicotico, antiossidante e stimola la diuresi.
  • Noce moscataafrodisiaco.
  • Macis: contro stress, depressione e ansia.
  • Paprika: contro reumatismi e caduta dei capelli.
  • Pepe nero: per acne, cellulite e cura della pelle.
  • Pepe rosa: antidolorifico e insetticida naturale.
  • Pepe lungo: vasodilatatore, combatte l’asma.
  • Pepe di Sichuan: antispasmodico e antidolorifico.
  • Peperoncino: protegge il sistema cardio-circolatorio e antitumorale.
  • Pimento o Pepe garofanato: contro raffreddamento, analgesico, antisettico e antibatterico.
  • Zafferano: antinfiammatorio, aiuta la digestione e antidepressivo.

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Upcycling: il riciclo che valorizza l’usato e rispetta l’ambiente

Upcycling è un termine che riassume brevemente un trend sempre più in uso, sia tra privati appassionati di fai da te sia tra grand designer e testimonial del tessile, che utilizzano materiali di scarto, tessuti e oggetti destinati ad essere buttati, per creare nuovi oggetti magari di funzionalità differenti ma che acquisiscono un valore maggiore dell’oggetto vecchio in origine. Un esempio che viene subito in mente sono le cassette della frutta che molti home-designer anche per importanti catene di multinazionali del mobile, hanno riutilizzato e re-inventato facendole diventare oggetti moderni e ricercati.

Oggi più che mai questa forma di creatività legata alla necessità di produrre a impatto ambientale zero sta spopolando tra i giovani designer di tutto il mondo. I campi principali di applicazione sono di certo l’arredamento e la moda, ma ce ne sono anche altri.

Scopriamo cosa vuol dire veramente upcycling, le differenze con il riciclo e alcune idee per il fai da te.

Upcycling: cosa è

Upcycling, tendenza del momento,  letteralmente significa ‘riciclare meglio’ o ‘recupero migliorativo’ cioè riciclare rendendo l’oggetto migliore di prima. E’ anche una forma di arte, una passione che accomuna oggi molti designer e esperti del fai da te.

Riuscire  a vedere in un oggetto vecchio e usurato l’inizio di una nuova cosa ancora più interessante dal punto di vista economico, estetico, emotivo e funzionale.

Obiettivo di questa forma di riciclo è

  • divertirsi, perché si fa per diletto e per passione
  • prolungare il ciclo di vita di un oggetto con ovvi benefici per l’ambiente
  • realizzare oggetti dall’importante valore etico oltre che estetico
  • aumentare il valore dell’oggetto stesso.

Storia dell’upcycling

La prima volta che appare un oggetto frutto dell’up-cycling è il 1963 quando la Heineken vedendo la quantità di bottiglie di birra lasciate ovunque, inventa la campagna Wobo, il riuso delle bottiglie per creare mattoni in vetro da costruzione. Wobo è la prima bottiglia di birra progettata per avere un doppio ciclo di vita: dapprima bottiglia di birra e poi mattone per l’edilizia. L’idea, opera del fondatore di Heineken, Alfred Heineken, insieme all’architetto John Habraken non ebbe successo.

Solo dopo oltre dieci saranno gli architetti Charles Jencks and Nathan Silver ha promuovere per la prima volta l’idea dell’upcycling riscuotendo successo.

Upcycling o recycling: le differenze

Up-cycling non è uguale a re-cycling.

  • Riciclo vuol dire trasformare i rifiuti di un oggetto nel prodotto originale da riutilizzare (ne sono esempio bottiglie di vetro che tornano a diventare nuovo vetro per bottiglie).
  • Upcycling, non è solo riciclo ma è soprattutto  valorizzazione di un materiale di scarto, che terminato un ciclo di vita viene valorizzato e torna ad essere un altro oggetto con un’altra funzione con un più alto valore aggiunto.

L’upcycling è diventato un esempio virtuoso della filiera dell’economia circolare.

Vantaggi e svantaggi

Rispetto al semplice riciclo l’upcycling ha dei vantaggi:

  • maggior risparmio di energia e alla tutela ambientale, prima di tutto. Infatti con l’upcycling si risparmia più energia che con il riciclo che ha comunque un costo: il processo infatti di smaltimento ad esempio della carta per creare altra carta costa energia. Inoltre la vita del prodotto riciclato non è eterno, fanno eccezione alcune materie prime come il vetro. La carta si ricicla e diventa carta poi diventa cartone e poi finirà il ciclo di vita nell’inceneritore. nello stesso modo la plastica riciclata si riusa per più volte come bottiglia poi come tessuto sintetico ma poi finirà.
  • riduce il consumo della materie prime.

Lo svantaggio consiste nel fatto che l’oggetto ricreato dopo un attento lavoro diventa sicuramente costoso e quindi finisce con interessare solo un mercato di nicchia.

upcycling
Non solo moda: anche in altri ambiti come arredamento o outdoor vecchi oggetti trovano nuova vita e funzioni.

Upcycling: in quali i settori

Le possibilità di ridare nuova vita a un oggetto è applicabile  avari settori ma i settori più comuni sono:

  • moda e tessile
  • arredamento e design

Nella moda

Applicato nella moda significa in breve realizzare abiti e accessori utilizzando vecchi tessuti, abiti non più di moda, stock di magazzino, pezzi vintage di alto valore, insomma recuperando dalle collezioni passate.

Sono diversi gli esempi che si sono visti in questi anni anche in sfilate importanti: abiti ricreati da tessuti non più attuali che mani abili e disegnatori esperti hanno mixato con tessuti moderno, reinventando forme e volumi e dando così vita a nuovi capi.

SPECIALE: Riciclo creativo, le più belle idee da mettere in pratica

Upcycling e Vintage: cosa hanno in comune

Il fenomeno di riuso valorizzante cammina di pari passo con il fenomeno del vintage nel settore moda. Ma si differenziano perché:

  • l’upcycling scardina del tutto la funzione iniziale dell’oggetto o dell’abito
  • il vintage mantiene la stessa funzione ma ne accresce il valore

Ciò che hanno in comune è la sostenibilità: l’industria della moda infatti è la seconda industria più inquinante dopo il settore petrolifero. Gran parte dei materiali utilizzati per fare i vestiti, soprattutto oggi, sono fibre non riciclabili e non biodegradabili. Lo spreco di vestiti è stimato in 92 milioni di tonnellate di abiti vecchi buttati nell’immondizia ogni anno. Per realizzarli sono stati consumati enormi quantità di energia.

Servono ad esempio materie prime come il cotone la cui coltivazione ha bisogno di miliardi di litri d’acqua, serve il poliestere e per produrlo servono migliaia di barili di petrolio.

upcycling e moda
L’upcycling è spesso riferito alla moda, ma non è l’unico ambito in cui è esatto parlare di upcycling.

Upcycling: come si fa

L’upcycling lo possono fare tutti? Possiamo dire di no. Chi pratica questa forma di arte deve:

  • avere una spiccata capacità di immaginazione: vedere un oggetto e riuscire a immaginarne un uso differente
  • conoscere bene le tecniche del bricolage, del fai da te e in certi casi del restauro
  • avere un’ottima manualità
  • conoscere l’uso delle materie prime
  • abile a cucire o avvezzo a disegnare

Insomma non è per tutti, ma tutti si possono cimentare e cercare di ricreare oggetti più belli di quelli che erano.

Vi diamo alcuni consigli per piccole e semplici opere di upcycling fai da te da realizzare a casa con solo un po’ di pazienza e voglia di fare.

upcycling e moda
Nel fai da te l’unico limite è la fantasia!

Upcycling fai da te

Sembra che un terzo del guardaroba sia non utilizzato, sprecato.Gli armadi di tutti noi sono pieni di vestiti che non mettiamo più perché non ci piacciono più o perché la taglia è sbagliata, o perché magari sono usurati.
Per non parlare delle cantine e dei solai delle nostre case o semplicemente le nostre strade.

Vi diamo alcune idee semplici da eseguire per riutilizzare dei vestiti:

  • Jeans piccoli? Il jeans non si butta mai perché ha mille riutilizzi.
    Si può fare una borsa bella capiente, magari impreziosita da manici particolari.
  • Jeans fuori moda? Si possono scolorire per renderlo più trendy e si possono impreziosire con ricami, strappi e perline.
  • T-shirt vecchia? Sono tante le modifiche apportabili ad una vecchia maglietta, tagli, ricami, decori. Si possono dipingere con colori per tessuti fino a farle diventare opere d’arte.
  • Vecchie calze bucate? sarà davvero divertente realizzare delle bellissime calze della Befana, molto più belle di quelle comprate al supermercato. Servitevi di rametti, aghi di pini, bacche e pezze di stoffa.
upcycling
Guardate cosa può diventare una vecchia tv analogica!

Vi diamo alcune idee semplici da eseguire per riutilizzare oggetti vari:

  • Il vetro è un materiale versatile che ha mille vite. I barattoli possono essere verniciati per diventare un portaoggetti oppure portacandele da mettere in giardino.  Le bottiglie di vino o champagne  vengono lavorate per diventare lampade da tavolo o candelabri.
  • Vecchie nasse da pesca possono diventare lampadari per la casa vacanza.
  • Tavole di legno raccolte in spiaggia dai resti di vecchie imbarcazioni, lavorate con attenzione diventano un quadro da posizionare sul letto.
  • Le cassette della frutta in legno, nobilitate da una verniciata, possono diventare una allegra e funzionale libreria o dei comodini per la casa al mare.
  • I bancali di legno si vedono spesso nel loro secondo ciclo di vita usati come poltrone per esterno, base letto,  o come rivestimento di pareti e portapiante.
  • I Lego sono la passione dei bambini ma a un certo punto anche quelli non si usano più. Si possono preparare dei bei portapenne e porta oggetti da tenere in cameretta sulla scrivania.
  • Avevate degli uccellini che ora sono liberi? Le gabbiette per uccellini possono diventare dei bei lampadari in stile liberty.
  • Le scale di legno sono spesso rivisitate e usate come porta-asciugamani in bagni dallo stile shabby.

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Servoscale e sostenibilità: una soluzione ecologica

Le rampe di scale possono costituire una difficoltà notevole. Non ci riferiamo soltanto ai luoghi pubblici, ma anche alla mobilità all’interno di una casa, specialmente quando questa è distribuita su più piani. Esistono comunque delle soluzioni interessanti che permettono un preciso abbattimento delle barriere architettoniche, per facilitare gli spostamenti tra i piani di un edificio….

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