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Come prevenire e curare i geloni alle mani e ai piedi in modo naturale

Scopriamo insieme quali sono i trattamenti e come curare i geloni alle mani e ai piedi con i rimedi naturali. Vi spiegheremo come prevenirli ed intervenire nella maniera corretta nei casi più lievi. Ricordiamo che è sempre bene consultare il vostro medico nei casi più gravi.

Con la stagione invernale, oltre ai soliti malanni, a subire i danni del freddo è anche la pelle. In modo particolare quella di mani e piedi, ma anche del naso e delle orecchie e si possono presentare i dolorosi geloni.

Cosa causa i geloni

Premettiamo che si tratta di un’alterazione cutanea dovuta al contatto con il freddo (soprattutto quello umido).

Il gelone è una lesione molto dolorosa che assomiglia ad congelamento locale di 1° grado. Le zone colpite diventano rosse e gonfie, e doloranti a causa di gravi ustioni o prurito, anche insopportabile.

Si verifica principalmente durante i periodi freddi e umidi: l’umidità è un fattore importante, ma deve essere combinata con il freddo. L’ inverno è quindi purtroppo il periodo più a rischio.

Questo disturbo è favorito dalla scarsa circolazione periferica (sensazione frequente di piedi freddi, presenza della sindrome di Raynaud…).

Anche l’uso regolare di farmaci vasocostrittori come i beta-bloccanti o alcuni antidepressivi è un fattore di rischio.

Alcune ricerche hanno evidenziato fra le possibili cause anche disturbi dell’apparato endocrino o carenze di vitamina B1, PP, A e P.

Come si manifestano i geloni?

La pelle della zona interessata inizialmente si arrossa per poi diventare addirittura bluastra. Al solo tocco il dolore si manifesta in maniera acuta. Nei casi più gravi, si possono formare addirittura delle vesciche.

geloni

Possono interessare non solo mani e piedi, ma anche viso, naso, padiglioni auricolari e persino le ginocchia.

I soggetti più a rischio sono le donne e i bambini, poiché entrambi tendono a soffrire di problemi circolatori che predispongono proprio a questi fastidiosi inconvenienti.

Particolarmente soggetti a questo disturbo sono anche i fumatori e coloro che soffrono di malattie del tessuto connettivo.

Come curare e trattare i geloni

E se il danno è fatto, come correre ai ripari nella maniera corretta?

Vi suggeriamo soluzioni pratiche su come trattateli appena ve ne accorgete.

Dovete fare le scelte corrette nel breve termine, per non peggiorare la situazione. Potete anche ricorrere ai rimedi offerti dalla natura senza immediatamente appellarvi ai rimedi di sintesi forniti dalla medicina allopatica, come creme antibiotiche e cortisoniche.

Scopriamo insieme alcuni suggerimenti pratici da seguire.

Attenzione: per prima cosa dovete evitare di riscaldare bruscamente la pelle esponendola direttamente sui caloriferi bollenti o ad altre fonti di calore (esempio davanti al fuoco di un camino).

geloni

Per il trattamento dei geloni superficiali, le zone colpite devono essere riscaldate il prima possibile ma in modo graduale, esponendole ad un calore moderato.

Geloni alle mani e ai piedi

Dovete immergere la parte colpita in acqua riscaldata a 35° addizionata da acqua ossigenata (2 cucchiai per 1 l), per evitare l’insorgere di possibili complicazioni.

Per stimolare la circolazione sanguigna si consiglia di alternare il bagno in acqua calda con una rapida immersione in acqua fredda.

Geloni a orecchie e naso

Le orecchie e il naso sono molto sensibili e possono essere riscaldate semplicemente posizionandovi le mani ben calde.

In generale sono utili anche dei massaggi, ad esempio con alcol arricchito di canfora per alleviare formicolio e dolore, ma devono essere eseguiti con delicatezza, perché la pelle è molto fragile.

Evitate anche di grattarvi per non causare ulcere e ferite aperte difficili da guarire.

Potete anche applicare creme con vitamina A o gel di aloe, ma anche un decotto alla calendula o altre erbe prima intiepidito.

Decotti per curare i geloni

Eccovi alcuni consigli pratici:

  • Decotto di sedano. Meglio se utilizzate il sedano intero comprese le radici. Fate bollire il sedano in 1 l di acqua per ¾ d’ora circa. Quando il decotto sarà tiepido, potete utilizzarlo per fare dei bagni sulle parti doloranti.
  • Decotto alla salvia. In una bacinella fate bollire una manciata di foglie di salvia, non appena tiepido, potete immergere le parti arrossate.
  • Decotto di calendula. Fate bollire 1 pugno di foglie secche in 1 l di acqua per mezz’ora e lasciate intiepidire.  Potete utilizzarlo per fare dei bagni sulle parti doloranti.

Creme o gel lenitivi per curare i geloni

Sono utili applicazioni di creme e oli da frizionare sulla pelle secca e screpolata dopo il primo giorno, per ripristinare l’idratazione e lenire gli arrossamenti e le bruciature provocate dal gelone.

  • Creme o gel a base di aloe. Queste creme sono da applicare più volte al giorno, grazie al loro potere lenitivo e riparativo, vi aiuteranno a contenere l’infiammazione nei giorni successivi ai primi trattamenti.
  • Olio di calendula, di arnica, di iperico o di oliva. Sono unguenti da massaggiare dopo aver fatto un bagno a base di sale grosso sulle parti interessate.

Come prevenire i geloni

Si possono prevenire cercando di esporsi il meno possibile al freddo ed evitando gli sbalzi di temperatura.

Se ciò è inevitabile, è bene indossare abiti adatti: cappello, guanti, sciarpa, maglione in pile, lana o comunque tessuti termici. Potete inserire degli scaldini in bustina per avere un po’ di calore.

Prevenire i geloni vestendo nel modo più caldo ed adeguato

Per prima cosa è importantissimo portare delle calzature calde ed adeguate. on indossate un doppio paio di calze, il risultato è una maggiore compressione dell’arto e del piede e una circolazione più difficoltosa che non aita a trattenere il caldo.

Anche indossare guanti o scarpe troppo strette può interrompere la circolazione sanguigna e causare congelamento.

Le suole devono essere spesse e di materiali impermeabili. Potete anche indossare collant o calze calde, guanti caldi che siano anche impermeabili, un buon cappello, e in caso di forte vento anche delle maschere per il naso di tipo wind stopper.

Prevenire i geloni con bagni caldi e freddi

Una persona che ha subito i geloni una volta può andarvi incontro ogni anno, se non adotta le misure necessarie.

A partire dall’autunno e il più regolarmente possibile, coloro che soffrono di questo problema alle mani e nei piedi possono prevenirli alternando bagni caldi e freddi la sera.

geloni

È un buon modo per tonificare naturalmente il sistema circolatorio con vasocostrizioni e dilatazioni causate da  shock termici successivi.

Prevenire i geloni con un’alimentazione ricca di vitamine

Un trattamento generale a base di vitamina D o vitamina A può essere consigliabile. Il medico può anche prescrivere un trattamento vasodilatatore preventivo. La parola chiave è prevenzione: coprirsi correttamente!

In generale un fattore di prevenzione primario è comunque l’alimentazione, vediamo insieme come. Come al solito mangiare in modo corretto gioca un ruolo molto importante non solo ai fini della prevenzione ma anche per la cura di questi disturbi.

E allora, via libera a cibi ricchi di vitamine:

  • vitamina C (contenuta in arance, kiwi, prezzemolo, rucola e tutte le brassicacee in genere) necessaria a mantenere l’elasticità e il benessere di tutto l’apparato vascolare
  •  vitamina E (che troviamo in olio di oliva e frutta secca in genere) che favorisce la guarigione ripristinando l’equilibrio cutaneo
  • cibi ricchi di bromelina, un ottimo antinfiammatorio naturale che ritroviamo nell’ananas.

È bene evitare bevande alcoliche e cibi ricchi di grassi che non farebbero altro che peggiorare la situazione.

Avvertenze in caso di sintomi molto dolorosi e pelle bianca

Se i sintomi sono troppo dolorosi o le lesioni sono molto estese, consultare un medico, che vi potrà prescrivere antidolorifici o vasodilatatori.

Il congelamento profondo – quando la pelle ha perso ogni sensazione ed è diventata bianca – richiede invece un urgente ricovero ospedaliero.

Nei casi più lievi, se il disturbo persiste, può essere utile una terapia a base di vitamine predisposta dal dermatologo, ma anche esami del sangue e capillaroscopia. In certi casi questo disturbo si accompagna a patologie più serie.

Altri rimedi e cure naturali consigliati

Scoprite qui altri rimedi naturali per l’inverno e di malanni di stagione:

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Musica rilassante: perché funziona e quale scegliere

La vita quotidiana è sempre più fitta di impegni, con stress e frenesia all’ordine del giorno e ogni tanto è giusto prendersi una pausa: per questo niente di meglio che ascoltare una musica rilassante.

Per favorire il sonno, per concentrarsi, per i bambini, per i massaggi e addirittura per i cani… Sono davvero tanti i brani che possono rientrare in questa categoria. Quale scegliere allora per ottenere i maggiori benefici?

In questo articolo ti spieghiamo quali sono le caratteristiche che rendono un brano musicale rilassante.

Musica rilassante: caratteristiche

Quando si parla di musica rilassante, in genere si pensa a brani di musica classica e alla musica new age, spesso in grado di svolgere un’azione rilassante per la mente e anche per il corpo.

Per poter essere definita rilassante, una musica deve rispondere a determinate caratteristiche tecnico-compositive:

  • tempo: deve aggirarsi attorno ai 60-80 battiti per minuto
  • ritmo: costante, senza sbalzi di suoni o di velocità
  • tonalità: può variare all’interno del brano ma senza passaggi “bruschi”

Sul web si possono trovare tantissime tracce da ascoltare. Il consiglio primario che vogliamo darti è di non scegliere brani malinconici, bensì tracce che riescono a trasmettere serenità, sensazioni e ricordi piacevoli.

Vengono spesso utilizzati anche i suoni della natura. Secondo alcuni studi, questi suoni sarebbero infatti in grado di mettere in equilibrio i due emisferi del cervello.

Durante l’ascolto è bene controllare la respirazione, che deve essere regolare e profonda.

Musica rilassante, benefici

Oggigiorno, sulla base di molteplici esperimenti, ricerche e lavori teorici basati o relazionati con la ricerca sperimentale, possiamo affermare che è stato scientificamente provato il fatto che ascoltare musica rilassante offra grandi benefici cognitivi, emotivi e neurobiologici.

Vediamo nel dettaglio quali sono gli effetti positivi per il nostro benessere:

  • riduce l’ansia
  • contrasta lo stress
  • migliora la concentrazione
  • riduce la sensazione di dolore perché attiva la produzione di endorfine e rafforza la risposta immunitaria
  • migliora la qualità del riposo notturno
  • migliora la funzione cerebrale
  • ha effetti benefici sulla salute del cuore, perché riduce la pressione arteriosa e la frequenza cardiaca, i battiti diventano più regolari e ritmici e si riducono le aritmie
  • riequilibra la funzione respiratoria
  • migliora l’ossigenazione
  • aumenta la produzione di serotonina e endorfine, importanti per risvegliare il nostro benessere, la nostra allegria e il nostro impulso vitale
  • favorisce la meditazione
  • facilita lo studio ottimizzando i processi cognitivi
  • aumenta la capacità di concentrazione e di memoria
  • aiuta a pensare positivo
  • aumenta la coscienza di sé
  • stimola la creatività
  • infonde autostima

Musica rilassante classica

Numerosi studi attestano che la musica classica rilassante per eccellenza è quella di W. A. Mozart, che apre essere un vero e proprio toccasana durante i lavori più di routine e per il calcolo. Pare infatti agire soprattutto sulla stimolazione della memoria, mentre invece sembra rappresenti un ostacolo per chi deve cimentarsi nel pensiero astratto.

Oltre a Mozart, ti suggeriamo qualche brano – sempre ritenuto rilassante – composto però da altri autori:

  • Ludwig Van Beethoven – Per Elisa
  • Claude Debussy – Beau Soir (Joshua Bell)
  • Johann Sebastian Bach – Minuet in G major

Musica rilassante per calmare la mente

La musica rilassante è perfetta per calmare la mente. Fermarsi un attimo e ascoltarla per qualche minuto al giorno aiuta a placare le tensioni e a farti ripartire alla grande.
Attraverso uno studio incrociato che ha preso in esame più di 400 ricerche precedenti, i ricercatori della McGill University hanno riscontrato molti effetti positivi della musica sul sistema immunitario e sui livelli di stress.

Per ritrovare la calma e allontanare ansia e stress, niente di meglio della musica zen rilassante.

È provato che la musica rilassante a 432 hertz influisce in maniera positiva sull’organismo; a livello uditivo non si percepisce differenza alcuna, ma il corpo si riposa ed elimina le tensioni accumulate.

Musica rilassante per dormire profondamente

Studi scientifici hanno dimostrato che ascoltare musica rilassante prima di dormire, favorisce una migliore qualità del sonno: aumenta infatti il tempo del cosiddetto “sonno profondo”, quel periodo più rigenerante che permette di svegliarsi ben riposati e pieni di energia.

Per un effetto davvero ottimale, l’ideale sarebbe ascoltare musica rilassante per 45 minuti prima di dormire. Lo hanno affermato, a seguito di uno studio, i ricercatori del “Sleep Research Centre della Loughborough University”. Con questo metodo, migliora il sonno, e di conseguenza anche lo stile di vita in generale ne risente positivamente.

È ovvio che le musiche più adatte da ascoltare prima di coricarsi sono la musica classica, new age o ambient.

Meglio inoltre preferire musica solo strumentale, poiché il canto stimola troppo il cervello.

Il brano scelto dovrebbe infine avere un bit-rate di circa 60 battiti al minuto, in modo che il cuore riesca quasi ad andare in sincrono, rallentando un po’ il ritmo, favorendo così un rilassamento generale.

“Weightless” della Marconi Union

Per questa tipologia di musica possiamo offrirvi un esempio pratico, eletto a modello principe. Si tratta di “Weightless” della Marconi Union, della durata di 8 minuti circa.

Nel 2011, la band inglese venne appositamente incaricata di scrivere un pezzo di musica che la gente trovasse rilassante. Per comporlo, i musicisti hanno lavorato in team con Lyz Cooper, una terapista del suono nonchè fondatrice della British Academy of Sound Therapy. Il risultato è un brano che induce l’ascoltatore ad un rallentamento della respirazione, riduce l’attività cerebrale, abbassa i livelli di cortisolo, l’ormone causa dello stress.

Musica rilassante per lavorare

C’è chi per lavorare e studiare deve trovarsi nel silenzio più assoluto, e chi invece rende meglio ascoltando la musica o addirittura con la tv in sottofondo.

Vero è che ascoltare musica classica mentre si studia o si lavora (operazioni di calcolo soprattutto e lavori ripetitivi) ha effetti positivi. La playlist consigliata per questo scopo include opere classiche quali la IX Sinfonia di Beethoven, i Notturni di Chopin, le Quattro Stagioni di Vivaldi, e gran parte della produzione mozartiana.

Come in principio anticipato, in questo caso specifico, i benefici che l’ascolto della musica può apportare dipendono in primis dalla personalità e dalle abitudini di chi ascolta, nonché dal tipo di studio/lavoro che si è chiamati a svolgere.

Se la musica classica non funziona, vanno bene anche i suoni della natura: il rumore del mare, il suono della foresta, lo scorrere di un ruscello… Sono tutti ottimi viatici per isolarsi dal mondo esterno e trovare la concentrazione.

Musica rilassante: i suoni della natura

Il ticchettio della pioggia, lo sciabordio di un fiume, l’oceano che sbatte contro uno scoglio, il cinguettio di alcuni uccelli… non si tratta di vera e propria musica. Ma alcuni suoni della natura hanno un potere catartico sul nostro organismo.

Si tratta di una sorta di ritorno alle nostre origini.

Qualche anno fa, il progetto BirdLife Focus Natura dimostrò che ascoltare i suoni naturali e degli animali, migliora la concentrazione e il rendimento dei bambini affetti da ADHD (Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività).

Questo genere di musica “naturale” viene altresì spesso usata durante la meditazione e i massaggi rilassanti.

Musica rilassante per massaggio

Un vero toccasana per rilassarsi totalmente e chiudere fuori dalla porta problemi e scadenze, è concedersi un massaggio rilassante. Una coccola di un’oretta che tutti dovremmo concederci una volta ogni tanto.

Ma perché il massaggio sia davvero perfetto, è necessario scegliere la colonna sonora più adatta: canzoni dalle atmosfere poetiche, sognanti, quasi ipnotiche… In grado di aiutare a scacciare ogni pensiero e a liberare completamente la mente.

Via libera quindi a musica new age e suoni della natura (cinguettii, fruscio di foglie, pioggia, onde del mare…). Molto gettonate ultimamente anche le classiche compilation “Buddha Bar”, che presentano un mix di suoni e musiche tipiche orientali.

Massaggio Ayurveda

Durante il Massaggio Ayurveda, il top lo si raggiunge creando un ambient particolare: luci soffuse e fumo d’incenso nell’aria.

Massaggio muscolare o sportivo

Meno evocativo e suggestivo il Massaggio muscolare o sportivo. In questo caso può andare bene una musica bossa nova ma anche una cover “soft” di brani famosi.

Musica rilassante per bambini

Anche i bambini sono sempre più stressati, vivendo in una società iperattiva e sempre più esigente. Ecco un paio di brani che li aiuterà a rilassare corpo e mente.

  • Wolfgang Amadeus Mozart, Sonata per due Piano K 448 in Re maggiore, II MOV, andante
  • Antonio Vivaldi – Quattro Stagioni – La primavera

Musica rilassante per cani

Ben pochi esseri dotati di vita propria restano indifferenti al sentire suoni. Pare che addirittura le piante ne siano influenzate…

Comunque sia, tra i soggetti che maggiormente si sono dimostrati sensibili, ci sono i cani.

Si può pertanto parlare di musica per cani, ovvero suoni in grado di mettere i nostri fedeli amici in uno stato di contentezza e benessere psico-fisico. È stato infatti provato che anche nei cani, le note vanno a stimolare il sistema nervoso e attivano aree specifiche che rilasciano neuromediatori chimici.

Attenzione nella scelta. Non è detto che la musica che piace a noi – e che ci provoca giovamento psico-fisico – vada bene anche per il nostro amico a 4 zampe.

Anzitutto bisogna ricordare che i cani sono molto sensibili a livello uditivo in quanto reagiscono agli stimoli sonori in modo amplificato: riescono a percepire ben più dei 20.000 Hertz avvertiti dall’orecchio umano! Il volume deve pertanto sempre essere tenuto abbastanza basso.

Come per gli umani, anche ogni animale ha i propri gusti. Occorre quindi procedere facendo dei tentativi con varie compilation. Di certo la selezione deve avvenire entro una gamma di suoni dolci e non stridenti e con ritmi non troppo “agitati”. In poche parole, niente heavy metal e hard rock!

Vanno benissimo la musica classica o stile “zen” e i CD di “Buddha Bar”.

musica rilassante

Generatore di rumore bianco

Se, a seguito di vari esperimenti, vi rendete conto che il vostro cane non ama la musica, anche se rilassante, potete acquistare un generatore di rumore bianco, un modo più semplice e tranquillo per calmare il cane lasciandogli godere dei suoni piacevoli.

Si tratta di dispositivi che hanno suoni incorporati che possono essere adattati ai gusti dell’animale: una sorta di iPod per cani che viene fornito con la propria playlist e contiene varie opzioni quali cascata, pioggia, vento, oceano, natura… e una serie di rumori molto indicati per calmare i cani.

Risata del cane

Un altro modo per aiutare un cucciolo a rilassarsi e a sentirsi confortato, è quello di fargli ascoltare la “risata del cane”. Altro non è che un loop contenente il suono di cani che ansimano in modo rilassato.

Musica rilassante celtica

Quando si pensa alla musica celtica, subito vengono alla mente allegre ballate dal ritmo sostenuto e a suon di cornamuse.

In realtà, esiste anche un filone di musica celtica che presenta caratteristiche atte a favorire il rilassamento. A tal proposito citiamo Enya, cantautrice irlandese i cui brani sono sospesi tra i miti dei Celti e la musica sacra, tra Medioevo e new age.

Fin dalle sue origini, la musica celtica veniva utilizzata come strumento per mettersi in comunicazione con le creature magiche, elfi e fate, al fine di assicurarsi la loro benevolenza. Le musiche pensate per questo scopo hanno melodie prevalentemente dolci ed utilizzano strumenti dai suoni soffusi o cristallini, con lo scopo di ammaliare e attirare tali creature.

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Tutte le farine senza glutine per celiaci e non solo

Le farine senza glutine che possiamo trovare già pronte in commercio o che sono facilmente realizzabili a casa sono di varia origine e servono per la preparazione di pane, pasta, pizza e dolci destinati alla dieta gluten free.

Del resto il numero di celiaci al mondo è in continuo aumento e quindi anche la richiesta di alimenti e preparati adatti alla loro dieta.

La celiachia è un disturbo che può comportare vari problemi: è una malattia infiammatoria della mucosa intestinale che si manifesta quando il soggetto consuma alimenti che contengono glutine.

Per non rinunciare ad una alimentazione varia ed equilibrata e per poter quindi continuare a mangiare pasta, pane e pizza e dolci ecco che la soluzione ideale è quella di acquistare farine senza glutine. Sono prodotti molto utilizzati anche nelle ricette che rispondono alla dieta vegana.

Ne esistono di tanti tipi che vengono ottenuti da cereali o piante, da legumi e frutta.
Scopriamo tutto sulle farine senza glutine adatte ai celiaci ma apprezzata anche da chi vuol provare gusti nuovi in cucina.

Cosa sono le farine senza glutine 

Sono ottenute da cereali che in natura sono privi di glutine come il mais o da frutta o legumi che essiccati e sminuzzati danno vita a un prodotto idoneo alla panificazione. Costituiscono un’ottima alternativa alla più comune farina di frumento che invece contiene glutine.

farine senza glutine

Queste farine gluten free sono però meno performanti nel realizzare dolci e pane. Quindi, per poter ottenere un prodotto alimentare ottimo da gustare, ma a zero rischi per chi soffre di celiachia, devono essere in alternativa:

  • miscelate ad addensanti come la fecola di patate oppure
  • addizionate con proteine come le uova oppure
  • miscelate ad altre farine gluten free

Tutti possono comunque consumare delle alternative alla farina bianca – la più comune e ricca di glutine – anche chi non è celiaco, semplicemente per provare sapori nuovi e portare varietà in cucina.

Dove si comprano le farine senza glutine

Si trovano ormai in tutti i supermercati e negozi di alimentari, soprattutto la farina di mais o la farina di riso.

Si vendono anche nei negozi di prodotti biologici, in erboristeria e farmacia e in tutti i negozi specializzati in prodotti gluten-free per celiaci e online.

Farina di Riso Bio 500G, Senza glutine
Prezzi aggiornati il 22-01-2021 alle 5:41 AM.
Farina di Soia Tostata Degrassata 1Kg
Prezzi aggiornati il 22-01-2021 alle 5:41 AM.
Farina di Fagioli Cannellini BIO 1Kg
Prezzi aggiornati il 22-01-2021 alle 5:41 AM.

Ma se si vuole è possibile preparare alcune farine più particolari anche a casa, utilizzando un robot da cucina per macinare, ad esempio, ceci, piselli, castagne secche o nocciole per ottenere i relativi sfarinati.

Attenzione: prima di acquistare prodotti per celiaci si consiglia di consultate sempre il prontuario dell’AIC.

Quali sono le farine prive di glutine

Esistono tantissime farine per celiaci o comunque catalogate come prive di glutine

Possiamo suddividerle in farine derivate da:

  • Cereali privi di glutine in natura
  • Pseudo-cereali
  • Legumi
  • Frutta

Attenzione. Quelle catalogate come provenienti da cereali privi in natura possono essere soggette al rischio di contaminazione incrociata durante la lavorazione e il confezionamento. Leggere con attenzione l’etichetta e accertarsi della provenienza. Deve avere sul sacchetto il simbolo della spiga barrata che certifica l’assenza di glutine.

Questa è la lista completa di tutte le farine senza glutine utilizzate.

  • farina di mais
  • farina di miglio
  • farina di riso
  • farina di sorgo
  • farina di teff
  • farina di canapa
  • farina di amaranto
  • farina di quinoa
  • farina di grano saraceno
  • farina di chia
  • farina di ceci
  • farina di soia
  • farina di fagioli
  • farina di lenticchie
  • farina di piselli
  • farina di lupini
  • farina di mandorle
  • farina di nocciole
  • farina di castagne
  • farina di cocco
  • farina di platano o banana verde

Farine derivate da cereali senza glutine

Si tratta di farine ottenute da cereali presenti in natura senza glutine, cereali che vengono miscelati per creare un prodotto più performante. Ecco l’elenco delle farine da cereali gluten-free più utilizzate.

Farina di mais

Si ottiene dalla macinazione del chicco del granturco o mais. In Italia è conosciuta soprattutto per la preparazione della polenta, ha un sapore rustico tendente al dolce.

La farina di mais viene impiegata soprattutto per preparare alimenti che non necessitano di una struttura rigida ad esempio la polenta, le piadine e le tortillas.


Farina di mais

Povera di vitamina B12 e vitamina C, è una scarsa fonte di calcio, ferro e acido folico, viene spesso miscelata con le farine di legumi per aumentare anche l’apporto proteico.

Ne esistono vari tipi:

  • bramata per polente o per preparazioni dalla consistenza granulosa
  • fumetto a una grana finissima per pastelle sottili per il fritto
  • di mais bianco per realizzare frolle
  • di mais tostato per le impanature.

Farina di miglio

La farina di miglio è il risultato della frantumazione di diverse varietà dei chicchi della pianta di miglio, classificata come cereale minore.

Ne risulta un prodotto ricco di vitamina A e B, dal sapore delicato che viene utilizzata nei dolci non troppo compatti come, ad esempio, i pancake e nelle ricette di pane insieme ad altre farine.

Farine senza glutine
Farina di miglio

Ne esistono due varietà:

  • miglio dorato
  • miglio selvatico di colore scuro.

Farina di riso

Forse è la più comune tra quelle utilizzate per le ricette per celiaci perché risulta essere perfetta sia per realizzare la pasta, meno per i prodotti da forno come pane e pizza.


Farina di riso

La farina di riso è costituita soprattutto da amidi e carboidrati con alto indice glicemico, è povera di proteine, appena il 7%, viene utilizzata come addensante per dolci e torte salate o per le impanature.

Farina di durra o di sorgo

Si ottiene dai semi di sorgo, una pannocchia di origine africana conosciuta anche come durra.

La farina di sorgo è ricca di vitamine, sali minerali e fibre e non modifica il sapore se unita ad altre farine. Viene usata per ricette dolci e salata.


Farina di sorgo

È naturalmente senza glutine, a basso indice glicemico, altamente digeribile ed è buona fonte di vitamine e sali minerali.

Farina di teff

La farina di teff è sempre integrale, perché si ottiene dalla sminuzzatura del teff, cereale africano dai chicchi molto piccoli, scuri o di color avorio, molto simili al seme di papavero. Questo cereale rende impossibile la divisione della parte interna dalla crusca.

farine senza glutine
Farina di teff

Ricco di proteine, amminoacidi essenziali e calcio, ha un basso indice glicemico ed è facilmente digeribile. Dal sapore dolce si usa nelle ricette di frolle e paste brisée, biscotti e pane utilizzata in genere insieme ad altre farine.

Farina di canapa 

Si ottiene dalla canapa, totalmente priva di sostanze psicotrope, che vanta notevoli proprietà nutritive: essendo molto proteica, viene infatti consigliata nelle diete sportive.

farine senza glutine
Farina di canapa

Dal retrogusto nocciolato, la farina di canapa è utilizzata spesso insieme ad altre nella cucina creativa per preparare dolci e pane, ma può essere anche aggiunta a bevande come integratore alimentare.

Farine senza glutine per celiaci da pseudo-cereali 

Cosa sono gli pseudo-cereali? A differenza dei cereali, graminacee che producono semi ricchi di amido dalla cui macinatura si ottengono le farine, gli pseudo-cereali sono piante dicotiledoni. Anche dai loro semi o frutti si ricava farina.

Sono quattro e appartengono ad altrettante famiglie:

  • grano saraceno appartiene alle poligonacee
  • quinoa appartiene alle chenopodiacee
  • chia appartiene alle lamiacee
  • amaranto appartiene alle amarantacee

Queste sono utilizzate nelle ricette di pane e pasta e spesso vengono miscelate con altri tipi di farina senza glutine, come quella di mais.

Farina di amaranto

Si ottiene dai semi di amaranto, una pianta di origine americana. Ancora poco diffusa in Italia è ricca di amminoacidi essenziali tra cui spicca la lisina, che non si trova negli altri cereali.


Farina di amaranto

Il suo sapore di chicco tostato ricorda quello delle nocciole secche. Si usa unita alla farina di quinoa o riso.

Farina di quinoa

Contiene il 65% di carboidrati, il 14% di proteine, il 6% di grassi e il 7% di fibre e si ottiene dalla pianta di quinoa.


Farina di quinoa

È un ingrediente ricco di proteine e ferro dall’indice glicemico basso dal gusto simile a quello dei legumi. In commercio la farina di quinoa si trova anche tostata e si usa soprattutto per preparare pane e torte salate.

Farina di grano saraceno

Comunemente si crede che il grano saraceno sia un cereale, ma non è vero. Si tratta del seme di una pianta appartenente alla famiglia del rabarbaro.

 

Il sapore della farina di grano saraceno tende all’amarognolo e in Italia è utilizzato per la preparazione di alcune ricette tipiche del Nord come i pizzoccheri valtellinesi.

Farina di chia

La farina di chia si ricava dalla macinazione dello pseudo-cereale omonimo.

Farine senza glutine da legumi 

Le farine di legumi sono ottime farine ricche di proteine -ne contengono fino al 25% – sono quindi ideali per produrre pasta e panificati o per essere miscelate ad altre farine senza glutine come quella di mais. Alcune sono più conosciute di altre come quella di ceci, altre sono di nuova introduzione come quella di piselli.

Farina di soia

La farina di soia è la più diffusa dell’Estremo Oriente. Si impiega per i noodle, gli spaghetti cinesi e giapponesi di soia appunto.

Farina di ceci

Ricavata dai ceci essiccati, questa farina è già molto diffusa in Italia per la preparazione di piatti regionali come la farinata ligure o le panelle siciliane o per preparazioni vegane.

 

Ricca di nutrienti derivati dal legume dal quale viene prodotta, la farina di ceci è un’ottima fonte di fibre, ha un sapore dolciastro ma si abbina molto bene anche con lavorazioni salate.

 

Farina di fagioli

Si ottiene dalla lavorazione dei fagioli borlotti o cannellini, è ricca di proteine e sali minerali come potassio, magnesio e calcio e con basso indice glicemico. Ottimo alimento per chi ha il diabete.

 

La farina di fagioli trova il suo impiego nella preparazione di dolci alternativi oppure viene utilizzata miscelata con altri composti.

Farina di piselli

Ad alto contenuto proteico perché mantiene inalterate le caratteristiche nutrizionali dei piselli stessi. La farina di piselli è usata per preparare zuppe e per preparare ricette vegane.

Farina di lenticchie

Ad elevato contenuto proteico anche la farina di lenticchie e mantiene tutti i benefici originali del legume.

Contiene proteine vegetali, ferro e sali minerali, ma non mancano i carboidrati, sebbene abbiano un basso indice glicemico. Ed è ricca di fibre.

 

Viene utilizzata soprattutto per preparare creme e vellutate, diffusa nella dieta vegana.

Farina di piselli

La farina di piselli è ricavata dalla macinatura degli omonimi legumi.

Farina di lupini

Ottenuta dai lupini, legume ritenuto povero ma in realtà davvero ricco di proteine, paragonabile alle uova. La farina di lupini utilizzato soprattutto per preparare prodotti da forno sia dolci sia salati.

Farina di azuki

Ottenuta dalla lavorazione dei fagioli azuki rossi non decorticati, spesso ancora prodotta su macine in pietra naturale.

La farina di azuki è utilizzata per aumentare la percentuale proteica negli impasti, nella preparazione di creme ai legumi, per arricchire il seitan.

Farine senza glutine da frutta 

Le farine senza glutine ottenute dalla frutta sono un po’ più particolari nel gusto e sono per lo più utilizzate per completare e insaporire impasti di farine gluten free.

Le farine di nocciole, di castagne e di mandorle sono ottime per preparare le basi per le crostate.

Farina di nocciole

La farina di nocciole viene prodotta dalla macinatura delle nocciole: si tratta di un prodotto ricco di nutrienti e molto calorica.

Utilizzata per preparare torte, dolci al cucchiaio e soffici e creme per la farcitura.

Farina di castagne

Si ottiene dalla macinatura della castagna essiccata ed è ricca di proteine, fibre e vitamine. Ha un sapore molto deciso e riconoscibile.

Con la farina di castagne si preparano torte salate e dolci, pane e biscotti In alcune zone del nord viene usate per una tipica polenta.

Farina di mandorle

Ottenuta dalla macinatura delle mandorle, è ovviamente molto calorica, povera di carboidrati, ricca di vitamine E e di grassi monoinsaturi, dal basso indice glicemico.

Dal sapore dolce, la farina di mandorle è utilizzata soprattutto nei dolci.

Farina di cocco

Si ricava dalla polpa del cocco che viene prima disidratata e poi macinata, la farina di cocco è priva di glutine, ricca di fibre, grassi, carboidrati e sali minerali, ma sono scarse le proteine e le vitamine.

Si possono preparare ricette dolci, biscotti e torte.

Farina di banana

Si ricavata dagli scarti del platano o delle banane verdi che vengono ridotte in polvere. Non è molto comune in Italia, si può usare per preparare dolci insieme ad altre farine.

La farina di platano è usata anche come ingrediente di frullati o barrette nutrizionali.

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Che cos’è l’agricoltura simbiotica?

Quando andiamo ad acquistare la verdura troviamo sempre più spesso confezioni ed etichette che identificano i prodotti come derivanti dalla agricoltura simbiotica. Ma che cos’è l’agricoltura simbiotica? Con questo termine si indica un processo di coltivazione che prevede l’utilizzo funghi, batteri e lieviti volti a favorire la crescita delle piante, dei loro frutti, nonché la…

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Edilizia sostenibile: case in legno

Le case, lo sappiamo tutti, si fanno coi mattoni e il cemento armato. Il legno, lo usavamo alcuni decenni fa, quando eravamo poveri e non c’era tecnologia. Fortunatamente negli ultimi decenni è nata la bioarchitettura, che utilizza il legno, il materiale da costruzione in assoluto più sostenibile. La bioarchitettura in Norvegia Un esempio davvero calzante?…

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La guida per fare un antimuffa naturale: facile, economico ed ecologico

Ecco un altro passo verso l’autoproduzione dei detersivi con i nostri consigli per fare un antimuffa naturale col bicarbonato di sodio e i nostri consigli per prevenire la formazione di muffe in casa.

A cosa serve un antimuffa naturale

Quelle macchie nere nel box doccia o tra le fessure delle mattonelle del bagno proprio non le digeriamo, non è vero? La muffa è un inquilino molto comune nelle nostre case ed è spesso arduo eliminarla.

Suggerimento: leggete guida su come togliere cattivi odori e muffe dalle scarpe

Di detersivi in commercio ne esistono decine, e promettono grandi risultati. Ma a che prezzo? Non solo in senso letterale, ma anche in termini di salute, vista la tossicità di questi prodotti chimici.

Andando a rovistare tra i ‘rimedi della nonna’, che consentono un risparmio economico e ci faranno guadagnare anche in salute, abbiamo trovato per voi alcune ricette su come fare un antimuffa naturale col bicarbonato in versione casalinga sia come spray che come detersivo per le pareti.

Vi spiegheremo quindi in dettaglio come fare un antimuffa fai da te ma prima ancora vediamo come prevenire la muffa, sempre in ottica naturale

Come prevenire la muffa

Per prevenire la formazione della muffa è ideale passare ogni quattro mesi i muri con un composto di acqua e aceto, che li disinfetta in modo naturale e quindi elimina buona parte dei batteri che possono dare origine alla muffa. Il sistema si rivela ideale anche se ci sono fumatori in casa, perché la pasta così composta elimina la patina di nicotina e permette al muro di respirare meglio e più a lungo.

L’ambiente più attaccato dalla muffa è solitamente il bagno, perché in esso si concentra un alto tasso di umidità. Per scongiurare la comparsa della muffa è utile aerarlo il più possibile, soprattutto nelle stagioni fredde e anche i questo caso disinfettare i muri e le piastrelle con acqua, bicarbonato e aceto. In questo modo i batteri vengono sconfitti e non possono generare la muffa.

APPROFONDISCI: Rimedi naturali contro l’umidità in casa

L’installazione di una ventola in bagno può rappresentare un valida idea per sconfiggere il problema, in quanto il dispositivo attua un’aerazione continua che mantiene l’ambiente asciutto e più aerato.

Ma ora veniamo invece a come cercare di eliminare la muffa da casa utilizzando rimedi naturali.

Come fare un antimuffa naturale col bicarbonato: lo spray

La muffa può essere eliminata con alcuni prodotti in modo efficace.  Il più utile e semplice da reperire è il bicarbonato di sodio, un battericida e sbiancante naturale che può essere miscelato con succo di limone, con acqua ossigenata e addizionato con oli essenziali per ottenere uno anti muffa naturale molto potente.

Procuratevi i seguenti ingredienti per preparare la miscela, che andrà poi versata in un flacone spray vuoto e pulito:

  • 1 tazza di acqua
  • ½ tazza di aceto bianco
  • 1 cucchiaio di bicarbonato
  • 5 gocce di olio essenziale di lavanda
  • 5 gocce di olio essenziale di limone

Il composto va preparato facendo prima sciogliere il bicarbonato nell’acqua e poi aggiungendo l’aceto e in seguito gli oli essenziali.

Il tutto, ben miscelato, andrà messo in un contenitore dotato di spruzzino nebulizzatore ed è pronto per l’uso.

Attenzione: unendo aceto e bicarbonato, i due elementi tendono a ‘friggere’ per lo scatenarsi di una reazione chimica tra un prodotto acido e uno basico e si formerà una schiuma per la liberazione di CO2.

Basterà applicarlo sulle superfici interessate dalla muffa e lasciarlo agire qualche ora.

Il composto sprigionerà un buon odore, grazie all’azione degli oli essenziali, che hanno anche delle proprietà antimicrobiche e contrastano la formazione della muffa mentre il bicarbonato ha invece una importante azione sbiancante.

Questa soluzione ammorbidisce lo strato di muffa e ne favorisce il distacco, così da poter essere asportato con un panno, senza rovinare le superfici. Inoltre, per prevenire la formazione di altre muffe, sarà utile applicare il prodotto naturale anche nei giorni successivi, per una settimana circa, e senza risciacquarlo.

Consiglio: è utile ripetere le applicazioni periodicamente per mantenere le superfici ‘a rischio’ pulite ma è anche importante imparare ad arieggiare bene gli ambienti (laddove possibile) per evitare ristagno di umidità.

Come fare un antimuffa naturale: il detersivo per le pareti

Un’altra ricetta per un detersivo naturale antimuffa efficace prevede l’utilizzo di questi ingredienti:

  • 700 ml di acqua
  • 2 cucchiai di bicarbonato di sodio
  • sempre 2 cucchiai di sale fino
  • 2 cucchiai di acqua ossigenata (30 o 40 volumi)

Ecco il procedimento da seguire:

  • Procuratevi per prima cosa un vaporizzatore spray.
  • Sciogliete quindi  il bicarbonato e il sale nell’acqua e versate tutto nel flacone.
  • Aggiungete ora l’acqua ossigenata ed agitare delicatamente il vaporizzatore.

Il detersivo è pronto per essere utilizzato sia come prodotto di attacco, che preventivo per la formazione.

Attenzione:  è molto importante agitare sempre ma delicatamente la miscela prima dell’uso.

Come eliminare la muffa dal bagno

Per pulire i sanitari che sono stati intaccati dalla muffa è possibile creare un detersivo in pasta utile, composto da bicarbonato, sale e acqua ossigenata.

  • Il composto va lasciato agire per un po’ e quindi sciacquato con cura.
  •  Per lucidare le superfici è importante passare una spugna imbevuta di aceto bianco e acqua calda, potente sgrassante e antibatterico naturale.

Come eliminare la muffa dai vestiti e dalla tappezzeria

Se la muffa si è formata sulla tappezzeria o sui vestiti è possibile usare l’acqua diluita con l’alcol, oppure una mistura di sale grosso e limone da lasciare agire e quindi togliere con un lavaggio a base di sapone di Marsiglia.

Come fare un antimuffa naturale
Limone e bicarbonato: cosa NON si può fare con questa coppia?

Antimuffa naturale: prodotti e consigli

Se ti sono piaciute queste ricette su come fare un antimuffa naturale col bicarbonato ne troverai delle nuove anche in questi libri sull’auto-produzione dei detersivi e anche dei cosmetici con ingredienti tutti naturali:

Altri rimedi naturali per le pulizie di casa

Se le nostre ricette su come fare un antimuffa naturale col bicarbonato vi sono piaciute, ecco altri suggerimenti per una casa sempre più ecologica e sostenibile che vi consigliamo di leggere:

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